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Sopravvissuti a disastri naturali mostrano disturbi del sonno e problemi legati alla salute mentale

Esperienze traumatiche legate a disastri naturali, tecnologici o terroristici hanno numerosi effetti sulla psiche con effetti significativi sul sonno.

Di Gaia Butti

Pubblicato il 27 Giu. 2019

In letteratura sono riportati numerosi studi che valutano le conseguenze psichiche in seguito a tre diverse tipologie di disastri: naturali, tecnologici e provocati volontariamente dall’uomo come gli attacchi terroristici.

 

La serie di disturbi provocati da tali eventi comprende: disturbo da stress post-traumatico (PTSD), disturbo depressivo maggiore (MDD), abuso d’alcol, disturbi d’ansia e di somatizzazione, problemi comportamentali, come violenze domestiche, e molti altri sintomi di sofferenza psichica, disturbi della performance e della reattività̀ psicologica. Questi effetti sono stati rilevati sia in conseguenza di disastri naturali, quali eruzioni vulcaniche, incendi, alluvioni, uragani, frane e terremoti, sia in disastri tecnologici, quali guasti a impianti nucleari o petroliferi, affondamento di navi, crollo di una diga e disastri aerei, sia in tragedie provocate volontariamente dall’uomo, come gli attacchi terroristici.

Gli effetti sulla psiche degli eventi traumatici: uno studio sperimentale

Sulla base di queste premesse, un recente studio, condotto dall’Oxford Academy e pubblicato su Sleep, ha cercato di indagare la relazione tra resilienza (adattamento alle avversità), stress peritraumatico (dove i sintomi compaiono durante o subito dopo l’esperienza traumatica e sono reazioni intense che causano una menomazione significativa sul piano della realtà), PTSD, gravità dei sintomi depressivi e disturbi riguardanti il sonno nei sopravvissuti al terremoto di Haiti del 2010 dopo due anni dall’evento.

Il campione era composto da 165 partecipanti, aventi un’età media pari a 30,7 anni (SD= 11.07), la maggior parte dei soggetti erano maschi (52,1%). Tutti i soggetti vivevano a Port-au-Prince, Haiti, località colpita dal terremoto del 2010. I ricercatori hanno utilizzato diversi test quali: il Peritraumatic Distress Inventory, il PTSD Checklist Specific, il Beck Depression Inventory e il Connor-Davidson Resilience Scale.

Dai risultati emerge che il 60.4% dei partecipanti riferivano di aver provato paura di morire durante il terremoto, il 94% sperimentavo sintomi di insonnia successivi all’evento ed infine il 43% aveva incubi notturni. Inoltre, il 42.4% dei soggetti mostrava livelli significativi legati al PTSD mentre il 21,8% riportava sintomi depressivi. Vi era inoltre una correlazione positiva tra disturbi del sonno e lo stress peritraumatico, con il PTSD e con i sintomi depressivi, mentre non è stata rilevata alcuna correlazione significativa con i fattori di resilienza. Di conseguenza i fattori di rischio più significativi riguardanti i disturbi del sonno risultano essere lo stress peritraumatico, il PTSD e i sintomi depressivi.

In conclusione

Questo studio epidemiologico risulta essere uno dei primi che indaga la prevalenza riguardante i disturbi del sonno tra i sopravvissuti del terremoto di Haiti del 2010, e le correlazioni con lo stress peritraumatico, il PTSD, i sintomi depressici e la resilienza.

Pertanto appare evidente che il sonno sia uno degli aspetti più importanti su cui lavorare negli interventi volti a migliorare il funzionamento quotidiano e la qualità del benessere nelle popolazioni colpite da disastri naturali.

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