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Ragazze interrotte, tratto dal diario di Susanna Kaysen – Cinema & Psicoterapia

Ragazze interrotte (1999) - Cinema & Psicoterapia - I temi di abbandono, indegnità e vulnerabilità sono centrali nel disturbo borderline di personalità...

ID Articolo: 38630 - Pubblicato il: 24 gennaio 2014
Ragazze interrotte, tratto dal diario di Susanna Kaysen – Cinema & Psicoterapia
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Susanna Kaysen, la giovane protagonista di Ragazze interrotte, ha un pessimo rapporto con i genitori, insicura e fragile, spesso si rifugia nel suo mondo mentale. La madre la convince a partecipare ad una festa e la induce ad assumere psicofarmaci e alcool. Viene portata al Claymore Hospital dove la ricoverano per tentato suicidio.

Proposte di visione e lettura (CorattiLorenziniScarinciSegre, 2012)

 

Ragazze Interrotte (1999) Cinema e Psicoterapia - Disturbo BorderlineRagazze Interrotte (Girl, Interrupted)

Diretto da James Mangold con Winona Ryder e Angelina Jolie. Usa 1999. È tratto dal diario di Susanna Kaysen, La ragazza interrotta.

 

Trama del film:

Ragazze interrotte è la storia di alcune ragazze ricoverate in un ospedale per malattie mentali. Solo una delle ragazze riuscirà ad uscire e a recuperare una vita quasi “normale”. Susanna imparerà ad accettare il fatto di soffrire di disturbi, comincerà a parlarne e a scrivere sul proprio diario le emozioni e i sentimenti provati. Riuscirà a conoscere se stessa e ad affrontare con più serenità la propria vita.

 

Motivi di interesse:

Messaggio pubblicitario Susanna Kaysen ha un pessimo rapporto con i genitori, insicura e fragile, spesso si rifugia nel suo mondo mentale. La madre la convince a partecipare ad una festa e la induce ad assumere psicofarmaci e alcool. Viene portata al Claymore Hospital dove la ricoverano per tentato suicidio.

La conseguente diagnosi di disturbo borderline di personalità suscita disappunto nella madre, disgustata da una figlia poco conformista e matta.

L’atteggiamento squalificante e invalidante di uno o di entrambi i genitori è una delle cause eziologiche che si ritrovano nelle storie di vita dei pazienti borderline. Si sentono completamente sbagliati e si aspettano che prima o poi gli altri gli rimanderanno un’immagine intollerabilmente negativa.

Nell’ospedale Susanna incontra le altre ragazze: Lisa affetta da un disturbo antisociale di personalità, Daisy ricca e viziata isterica (si esprimeranno in seguito i tratti borderline della sua personalità), Georgina bugiarda patologica, Jane anoressica e Polly con alle spalle un grave incidente da cui è uscita piena di ustioni. Susanna stringe amicizia con Lisa che ricopre un ruolo di leader nel gruppo delle ragazze.

L’ipercoinvolgimento nelle relazioni è una modalità tipica dei pazienti borderline. Le sequenze del film presentano i temi problematici di ogni ragazza in un contesto poco accogliente e piuttosto alienante, più custodialistico che curativo. Così Lisa e Susanna decidono di fuggire e raggiungono Daisy, precedentemente dimessa. Daisy presenta comportamenti autolesionistici, è bulimica e costretta ad un rapporto incestuoso con il padre. Lisa, che per via del suo disturbo non tiene da conto la sicurezza propria e altrui, insinua che, in fin dei conti, Daisy forse trova soddisfazione nel rapporto col padre. Il mattino seguente Daisy s’impicca. Susanna sconvolta torna in ospedale, mentre Lisa continua la fuga.

Quando Lisa torna nella clinica trova il diario di Susanna, e per punirla dell’abbandono nella fuga, lo legge ad alta voce. Quello dell’abbandono associato all’indegnità e alla vulnerabilità è un tema centrale del disturbo borderline. Susanna si scuote, sembrerebbe finalmente regolare in maniera più adattiva le sue emozioni, e rompe definitivamente l’amicizia con Lisa. Viene infine dimessa e torna a vivere in libertà.

Sembra aver migliorato le capacità di individuare e intervenire sugli stati problematici anche grazie all’esperienza relazionale con le altre ragazze: “a volte l’unico modo per rimanere sani di mente è diventare un po’ pazzi”.

 

Indicazioni per l’utilizzo:

Utile per incrementare la consapevolezza e la motivazione al cambiamento nelle componenti di self-efficacy, locus of control, bilancia decisionale. La valutazione delle conseguenze di determinati comportamenti può stimolare l’autoriflessività.

La descrizione e la chiarificazione di alcuni schemi relazionali può aiutare ad attivare con il terapeuta un ciclo protettivo, portando il paziente ad avere fiducia di un validatore autorevole che rafforza il sé degno. Utile anche a fini didattici.

 

Ragazze interrotte, Trailer del film:

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Bibliografia

      Coratti, B., Lorenzini, R., Scarinci, A., Segre, A., (2012)

Territori dell’incontro. Strumenti psicoterapeutici

      , Alpes Italia, Roma.

BOOKTRAILER – RECENSIONE

Si segnalano altri due film sul disturbo borderline:

  • Borderline. Un film di Evelyn Purcell, con Gina Gershon, Sean Patrick Flanery, Michael Biehn, Nick Boraine. Drammatico. USA-Germania 2002.
  • Borderline. Un film di Giuseppe La Rosa. Interpretato da Michel Rocher, Urbano Barberini, Barbara De Luzemberger Drammatico. Italia 1999.
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