Stress Post Traumatico e Disturbo Ossessivo: Dove Cominciare?

Stress Post Traumatico & OCD - possono combinarsi quando un paziente che ha subito un grave trauma tenta di alleviare la sofferenza con rituali ossessivi.

ID Articolo: 28672 - Pubblicato il: 03 aprile 2013
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Stress Post Traumatico e Disturbo Ossessivo. Dove Cominciare?. - Immagine: © Microstock Man - Fotolia.comStress Post Traumatico & OCD – possono combinarsi quando un paziente che ha subito un grave trauma tenta di alleviare la sofferenza con rituali ossessivi. Il caso di Albert.

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Il disturbo ossessivo compulsivo (OCD) e il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) condividono un tratto comune e molto frequente negli individui che ne sono affetti: il controllo o, meglio, il desiderio di controllo.

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I pazienti affetti da OCD sono ossessionati dall’idea di ottenere e mantenere un controllo assoluto sugli eventi in ogni circostanza e per farlo utilizzano dei rituali, ripetitivi e sempre identici per natura, che hanno l’obiettivo di allentare l’ansia e aumentare la sensazione di controllo (pensiero magico).

I pazienti affetti da Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD), con una storia quindi di uno o più eventi traumatici, cercano invece di recuperare il controllo perso durante l’esperienza traumatica attraverso il sistematico evitamento di tutte le situazioni simili o riconducibili, per qualsivoglia motivo, all’evento vissuto (“se evito mi proteggo e mi sento sotto controllo”).

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Trauma: Problema Diagnostico. - Immagine: © udra11 - Fotolia.com

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I disturbi descritti possono talora combinarsi insieme quando un paziente che ha subito un grave trauma cerca di alleviare la sua sofferenza attraverso l’utilizzo di rituali ossessivi che favoriscono sì una riduzione immediata dello stato di allerta e un’apparente sensazione di controllo sugli eventi, ma che nel lungo periodo rischiano di non essere più sufficienti e soprattutto di occupare molte ore al giorno.

Un case report descritto in un recentissimo articolo pubblicato da un gruppo di ricercatori olandesi (Nijdam et al, 2013) descrive proprio una situazione clinica di questo tipo, interessante a mio parere soprattutto per l’evoluzione del disturbo durante la cura attraverso il metodo EMDR.

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È subito evidente nel caso descritto la necessità dei clinici di stabilire delle priorità rispetto i sintomi da alleviare e contenere: da un lato la presenza di intensi rituali di lavaggio legati alla propria igiene personale e alla casa scatenati da pensieri intrusivi di “essere sporco” o da veri e propri timori di contaminazione (OCD) e dall’altro la persistenza altrettanto urgente di insonnia, flashback e continui tentativi di ricostruire l’evento traumatico  rivivendo ogni giorno i ricordi rimasti vividi nella memoria (Disturbo da Stress Post Traumatico).

Messaggio pubblicitario  Il trauma, un abuso sessuale da parte di un estraneo adulto, risaliva a quando il paziente aveva 14 anni, mentre i sintomi da stress post traumatico sono iniziati solo a 21 anni, in occasione di un rapporto sessuale con il partner. Il disturbo ossessivo comparirà invece dopo altri 12 anni, quando il paziente ne ha 34 e rievoca alcuni ricordi del trauma nel corso di una psicoterapia.

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All’inizio dello studio Albert ne ha 49 e riporta una sofferenza psicologica durata quasi 30 anni!

L’ipotesi dei clinici è che i gravi sintomi ossessivi di questo paziente siano una modalità attraverso cui il paziente affronta, cercando di annullarli con rituali “magici”, i pensieri intrusivi di “essere sporco”, le emozioni di colpa e i sintomi fisici di allerta legati al terrore vissuto durante l’esperienza traumatica.

Il disputing delle idee ossessive e delle compulsioni. - Immagine: © fotocomo - Fotolia.com

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Il lavoro terapeutico parte quindi dai sintomi da stress post traumatico, con l’obiettivo di ottenere una rielaborazione efficace e completa dell’abuso, per concentrarsi solo successivamente sui sintomi ossessivi, ritenuti una conseguenza dei primi. Albert viene sottoposto a un trial di 7 sedute di EMDR (Eyes Movement desensitization and Reprocessing) al termine delle quali si riducono significativamente i sintomi da stress post traumatico e in parte anche i rituali ossessivi (OCD). I sintomi ossessivi residui vengono eliminati definitivamente con ulteriori due sedute di terapia ERP (Esposizione con Prevenzione della Risposta), terapia cognitivo-comportamentale di elezione per il disturbo ossessivo.

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Un miracolo? No! Una buona diagnosi funzionale e la scelta del metodo evidence based più adeguato al quadro sintomatologico e all’evoluzione dei sintomi nella storia di Albert.

L’importanza di lavorare sul trauma sembra tornare dunque centrale anche nelle moderne tecniche terapeutiche, sicuramente più orientate sui sintomi attuali e al contesto presente in cui il paziente vive, piuttosto che prevalentemente (o talora unicamente) sul passato.

Identificare tuttavia precocemente e velocemente il legame tra i sintomi attuali e il trauma originario è la loro sfida principale:  il passato viene rivissuto, compreso e reinserito, stavolta in modo non traumatico, nella propria storia di vita, che potrà andare avanti guardando al passato senza paura.

 

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