Terremoto: le catastrofi sono sempre inaspettate. Stress & Traumi

Terremoto: le reazioni tipiche a eventi traumatici e calamità naturali sono quelle di shock e di negazione, incredulità, dell'accaduto.

ID Articolo: 10000 - Pubblicato il: 30 maggio 2012
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Psicologia del Terremoto. Le Catastrofi arrivano inaspettate. - Immagine: © stokkete - Fotolia.comLe catastrofi sono spesso inaspettate, improvvise e travolgenti. Di regola la catastrofe non è mai preannunciabile e prevedibile, per questo crea maggiori scompensi emotivi.

È comune tra le persone che hanno vissuto situazioni traumatiche avere reazioni emotive molto forti. Esistono reazioni normali, o meglio non esagerate, a degli episodi così incontrollabili? Capire come poter rispondere al meglio a questi eventi anomali può essere d’aiuto ad affrontare in modo efficace i sentimenti, i pensieri e i comportamenti.

Cosa succede alle persone dopo un disastro o un evento traumatico?

Le reazioni tipiche agli eventi traumatici e alle calamità naturali sono quelle di shock e di negazione, incredulità, dell’accaduto. In particolare, subito dopo l’evento imprevisto, queste reazioni fungono da comportamenti protettivi per l’individuo.

Se reiterati nel tempo, per contro, provocano una cristallizzazione della sofferenza e problemi a largo spettro.

Dinamiche e Stili Comunicativi nelle Vittime di Disastri Ambientali. - Immagine: © zatsepin - Fotolia.com

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Lo shock, in particolare, si presenta come un’alterazione, improvvisa e spesso intensa, dello stato emotivo che può lasciare storditi o frastornati. Il negare l’accaduto porta al non riconoscimento dell’evento, o al non vivere pienamente l’intensità dello stesso. Fondamentalmente si rimane increduli e basiti di fronte a un evento inaspettato. Spesse volte, si è portati a provare temporaneamente torpore o dissociazione, che portano, come nel caso del terremoto, a non essere subito pronti a fuggire. In questo caso la risposta emotiva mette a repentaglio la vita.

Quindi, bisognerebbe essere pronti ad affrontare la propria emotività concentrandosi sull’ How, ovvero: come faccio per salvarmi? Una sorta di problem solving, perchè l’eccessiva emotività del momento non è pronta a cedere alla ragione.

Le reazioni provate, quando lo stato di shock iniziale si attenua, variano da persona a persona. Di seguito alcune reazioni che si possono riscontrare in risposta ad un evento traumatico:

  • I sentimenti diventano intensi e a volte imprevedibili. Si può diventare più irritabili del solito e l’umore può cambiare, anche in modo drammatico. Si potrebbe essere particolarmente ansiosi o nervosi, o addirittura sperimentare un episodio depressivo.

  • pensieri e i comportamenti sono influenzati dal trauma. L’evento traumatico potrebbe essere rivissuto e ricordato in modo vivido. Questi flashback possono verificarsi senza un’apparente motivo e possono portare a reazioni fisiche quali, per esempio, sudorazione e battito cardiaco accelerato, difficoltà a concentrarsi, a prendere decisioni o diventare più facilmente confusi. Il sonno e l’alimentazione possono modificarsi.

  • Ricorrenti reazioni emotive comuni. Gli anniversari dell’evento traumatico, come a un mese o un anno dallo stesso, possono innescare ricordi sconvolgenti dell’esperienza dolorosa. Questi trigger possono essere accompagnati dal timore che l’evento stressante si possa ripetere.

  • Le relazioni interpersonali spesso diventano tese. È comune tra chi ha subito un trauma sperimentare un maggiore conflitto interpersonale, come per esempio discussioni più frequenti con i familiari e colleghi. D’altra parte è possibile manifestare comportamenti di ritiro, di isolamento ed evitare le attività consuete.

  • I sintomi fisici possono accompagnare lo stress estremo. Ad esempio, possono essere presenti mal di testa, nausea e dolore al torace fino al punto di dover richiedere cure mediche. Condizioni mediche pre-esistenti possono peggiorare a causa dello stress.

     

Come reagiscono le persone a distanza di tempo dall’evento traumatico?

Memorie Traumatiche e Ruminazione. - Immagine: © PZDesigns - Fotolia.com -

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È importante sapere che non esiste una modalità standard con cui si reagisce a una esperienza traumatica. Alcune persone reagiscono immediatamente, altre con una reazione ritardata, a volte mesi o anche anni più tardi. Un parte di coloro che ha sofferto a causa del trauma inizialmente potrebbero essere stimolati dall’evento, diventando solo successivamente scoraggiati o depressi.

Un certo numero di fattori influenza il tempo necessario per il recupero, tra cui:

  • Il grado di intensità e di perdita. Spesso si risolvono in più tempo gli eventi con le seguenti caratteristiche: durata maggiore, minaccia più grave, decessi, perdita di proprietà.

  • La capacità generale di una persona di affrontare situazioni emotivamente difficili. Gli individui che in passato hanno gestito altre circostanze difficili, stressanti, possono trovare più facilmente modalità per far fronte al trauma.

  • Altri eventi stressanti che precedono l’esperienza traumatica. Gli individui che hanno dovuto far fronte ad altre situazioni emotivamente difficili, come gravi problemi di salute o difficoltà familiari, possono avere reazioni più intense al nuovo evento stressante e avere bisogno di più tempo per recuperare.

 

Come aiutare se stessi e la propria famiglia.

Esistono diversi modi per affrontare un evento simile, sia da punto di vista emozionale sia comportamentale, allo scopo di poter riprendere il controllo di se stessi. Di seguito una lista di step da seguire:

1-Darsi del tempo per adeguarsi all’evento. Bisogna cercare di concedersi del tempo per poter elaborare e far sedimentare quanto accaduto. La reazione ad una perdita materiale (cose o persone) va affrontata con estrema calma, senza avere fretta di superare o dimenticare, ma bisogna concedersi del tempo.

Trauma e dissociazione: riflessioni teoriche e cliniche verso il DSM-5 - Immagine: © Redshinestudio - Fotolia.com

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2-Chiedere sostegno a persone in grado di relazionarsi empaticamente con la sofferenza, in grado di ascoltare e sostenere. Cercare aiuto e conforto in persone che possano contenere la sofferenza, quali gli operatori del settore, i parenti e gli amici che in qualche modo non abbiano subito in prima persona perdite, perché altrimenti non sarebbero in grado di sostenere la loro sofferenza e quella altrui.

3-Scoprire i gruppi di supporto locali. Questi possono essere particolarmente utili per le persone con limitati sistemi di supporto personale.

4-Partecipare a gruppi guidati da professionisti qualificati ed esperti. La discussione di gruppo può aiutare le persone a rendersi conto che nella stessa situazione si possono avere reazioni ed emozioni simili, quindi condividere la sofferenza.

5-Impegnarsi in comportamenti sani per migliorare la capacità di far fronte allo stress eccessivo. Mangiare bene e in modo equilibrato e riposare molto. Se si verificano problemi con il sonno, si può trovare qualche sollievo attraverso tecniche di rilassamento. Evitare alcol e droghe.

6-Stabilire o ristabilire la routine come mangiare a orari regolari. Prendersi un po’ di tempo dedicandosi a hobby o altre attività di svago.

7-Evitare, se possibile, di prendere decisioni importanti. Queste attività tendono ad essere altamente stressanti, e unite allo stress dell’evento diventano un boomerang emotivo.

Quando cercare un aiuto professionale?

Traumi nei bambini: l’approccio Trauma-Focused (TF-CBT). - Immagine: © Marianne Mayer - Fotolia.com

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Alcune persone sono in grado di far fronte efficacemente alle esigenze fisiche ed emotive provocate dagli eventi traumatici, utilizzando le loro risorse cognitive. Non è raro, tuttavia, scoprire che problemi gravi persistono interferendo con la vita quotidiana. Ad esempio, alcuni possono provare nervosismo persistente o tristezza schiacciante che influiscono negativamente sulle attività lavorative e le relazioni interpersonali. Gli individui con reazioni prolungate che interrompono il loro funzionamento quotidiano, dovrebbero consultare un professionista della salute mentale che li aiuti a comprendere quali siano le risposte che normalmente vengono utilizzate quando esposti a sollecitazioni di stress estremo. Questi professionisti lavorano con gli individui traumatizzati per aiutarli a trovare modalità costruttive nell’affrontare l’impatto emotivo.

Per quanto riguarda i bambini, i segnali che manifestano la necessità di assistenza professionale sono i seguenti: esplosioni emotive continue e aggressive, gravi problemi a scuola, la preoccupazione dell’evento traumatico, il ritiro costante ed estremo, e altri segni di intensa ansia o difficoltà emotive. Un professionista qualificato di salute mentale può aiutare questi bambini e i loro genitori a comprendere e trattare i pensieri, i sentimenti e i comportamenti che derivano dal trauma.

 LEGGI ANCHE: Psicoterapia Sensomotoria: il Ruolo del Corpo nelle Esperienze Traumatiche.

 

BIBLIOGRAFIA:

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