Il phubbing
Avete presente quando finalmente si può passare il weekend insieme dopo una settimana intensa di lavoro? Immaginate ora che nel bel mezzo dell’agognata fuga romantica la persona che è con voi si perda nei meandri del suo smartphone, facendovi sentire invisibili e quasi inesistenti.
Ebbene questo fenomeno ha un nome preciso e ben studiato: stiamo parlando del phubbing, neologismo nato dalla fusione delle parole inglesi phone (telefono) e snubbing (snobbare)… Insomma, un vero e proprio atto di trascuratezza verso il proprio interlocutore!
Esiste una correlazione tra lo stile relazionale individuale e il phubbing?
Per approfondire questa interessante domanda, uno studio recente (Odacı, H. et all., 2024) ci spiega quali sono gli stili interpersonali relazionali associati a questo comportamento.
Lo scopo di questo studio è determinare l’influenza della qualità delle relazioni familiari e degli stili di relazione interpersonale sulla tendenza al phubbing. Il campione è composto da 539 studenti del primo anno di università, 383 femmine (71%) e 156 maschi (29%), coinvolti nella compilazione di un pacchetto di questionari (Phubbing Scale, Family Assessment Device e Interpersonal Style Scale). Vengono discussi cinque stili di relazione interpersonale: evitante, aggressivo, dominante, manipolativo e denigratorio.
Gli stili di attaccamento sono modelli di relazione interiorizzati nell’infanzia che si sviluppano in base alle esperienze con le figure di riferimento (i caregiver) e che influenzano le modalità relazionali adulte.
Lo stile evitante è generalmente definito come uno stile di relazione interpersonale in cui si tiene a distanza l’altro durante la conversazione (ad esempio attraverso gesti, giocando con qualcosa che si ha in mano), portando altrove l’attenzione e facendo sentire il nostro interlocutore invisibile.
Come suggerisce il nome, tenersi a distanza dalle persone evitando il contatto diretto risulta essere decisamente predittivo del phubbing.
Il secondo fattore determinato come predittivo del phubbing è lo stile aggressivo all’interno della comunicazione: gli individui con questo stile di relazione mostrano reazioni di rabbia incontrollate verso gli altri e reazioni estreme che possono avere conseguenze negative per loro.
Una delle spiegazioni della relazione tra la dipendenza da phubbing e la rabbia potrebbe essere che questi individui utilizzano strumenti come internet e i giochi a cui accedono dai loro telefoni per controllare la loro rabbia. Tuttavia, i risultati dello studio di Odacı e colleghi (2024), indica che ricorrere a internet per prevenire la rabbia possa addirittura peggiorare il problema, con una proporzionalità diretta tra la sensazione di rabbia e il phubbing, e un aumento del rischio di uso problematico di tali contenuti digitali.
Il terzo fattore individuato come predittivo in maniera negativa (ovvero più è presente e minore è il phubbing) è lo stile relazionale dominante. Lo stile dominante rappresenta una forma di comunicazione che minaccia e fa pressione sull’altro affinché questi faccia ciò che si desidera e accetti le proprie idee. Chi possiede questo stile sembra preferire un controllo diretto nelle relazioni.
Il quarto stile relazionale che si è scoperto predire il phubbing è uno stile manipolativo, in cui si finge di ascoltare nascondendo la verità sulle proprie opinioni per evitare critiche. Questo stile implica una comunicazione – per così dire – ipocrita.
Coloro che adottano stili negativi come lo stile dominante, evitante e aggressivo, così come lo stile manipolativo, generalmente hanno bassi livelli di soddisfazione nelle relazioni; ciò potrebbe significare che gli individui con relazioni manipolative vedono l’ambiente virtuale come una potenziale fonte di felicità.
Il quinto stile associato al phubbing è lo stile denigratorio. Gli individui che scelgono questo stile comunicativo tendono a sminuire gli altri utilizzando il comportamento per isolarsi.
Sostanzialmente il dato oggettivo è che quando i phubber sono occupati con i loro telefoni, ignorano consapevolmente o inconsapevolmente l’altra persona.
Clima familiare e phubbing
Sembra controintuitivo che ciò possa accadere anche quando si ha un buon rapporto con i genitori: in realtà i risultati che dimostrano come sia la solitudine sia la dipendenza dai genitori portino l’individuo a dipendenze virtuali supportano questa visione. Le famiglie moderne di oggi potrebbero avere difficoltà ad adattare la quantità di attenzione che dedicano ai propri figli per creare un ambiente migliore per loro portare all’emergere di alcuni stili familiari come la genitorialità elicottero (ossia il genitore che “vola” costantemente sopra la testa dei propri figli al fine di ottenere un monitoraggio costante), che è nota per avere effetti negativi sulla salute mentale dell’adolescente.
Un clima familiare caratterizzato da comunicazione efficace e supportiva, ascolto attivo, ruoli familiari chiari, con un buon bilanciamento tra protezione e autonomia, e in cui gli adulti siano da esempio rispetto all’utilizzo del cellulare, può aiuta i giovani a rifugiarsi meno nel digitale. Alcuni studi in letteratura mostrano che il basso livello socioeconomico della famiglia può aumentare il rischio di phubbing (Chu et al., 2024).
Determinare se l’atmosfera familiare e alcuni stili di comunicazione possano favorire il phubbing può rivelarsi importante per genitori ed educatori, al fine di aumentare nelle nuove generazioni la consapevolezza dei rischi connessi al phubbing.
Il Partner Phubbing, un comportamento sempre più comune ingiustamente sottovalutato
Sembra proprio che il phubbing del partner (Phubbing), ovvero l’atto di ignorare il proprio partner romantico a favore di uno smartphone o di un dispositivo digitale sia diventato un comportamento diffuso, con effetti deleteri sulle relazioni sentimentali (sebbene sia sempre più frequente osservare al ristorante coppie silenziose in balia dei rispettivi cellulari).
In uno studio meta-analitico del 2025 (Ni et al., 2025) vengono sintetizzati i dati di 52 ricerche per esaminare sia gli antecedenti (le cause) che le conseguenze del Phubbing, consentendoci una comprensione completa dell’impatto sulle dinamiche relazionali e sul benessere emotivo.
I risultati indicano che antecedenti come un attaccamento insicuro, l’ansia da attaccamento, l’evitamento dell’attaccamento, la depressione e la solitudine sono significativamente correlati al Phubbing, ma l’associazione più forte risulta essere la dipendenza da smartphone e social media.
Per quanto riguarda le conseguenze, il phubbing influisce negativamente su diversi aspetti relazionali, tra cui la soddisfazione nella relazione, la soddisfazione coniugale, la qualità della relazione sentimentale, l’intimità, la capacità di risposta e la vicinanza emotiva complessiva.
Come si può facilmente intuire, il fenomeno del phubbing può contribuire ad aumentare i conflitti e intensificare i sentimenti di gelosia all’interno delle relazioni.
Insomma, un gesto che può quasi apparire all’esterno inosservato o normalizzato da una società sempre più connessa, ci racconta di una lenta ed inesorabile erosione all’interno della coppia, creando un ciclo di ritorsione e distacco emotivo.