Il supporto sociale come fattore protettivo e promotore di resilienza di fronte allo stress
Il supporto emotivo da parte della propria rete sociale è un fattore protettivo fondamentale nel momento in cui ci troviamo di fronte alle difficoltà ed eventi negativi e stressogeni della vita; viceversa, solitudine e reti sociali ridotte rappresentano fattori di rischio per condizioni psicopatologiche nelle diverse fasi di vita (es. depressione, ansia, etc) neurocognitive e mediche (Shovestul et al., 2020).
Un recente studio sperimentale (Løseth et al. 2022) ha evidenziato che il supporto sociale (attraverso brevi interazioni tra amici di lunga data) sarebbe un fattore rafforzativo per migliorare la resilienza nelle situazioni stressanti (in questo caso sperimentalmente indotte).
I partecipanti allo studio sono stati indotti a vivere una situazione stressante in cui dovevano sostenere una prova di public speaking e di risoluzione di problemi aritmetici di fronte a un gruppo di spettatori. Alcuni partecipanti, a seguito della prova, avevano la possibilità di interagire per 5 minuti con un amico di lunga data (anch’esso coinvolto nell’esperimento) a differenza degli altri che erano tenuti ad interagire con lo sperimentatore. Dai risultati è emerso che coloro che potevano fruire del supporto sociale da parte di un amico presentavano nella valutazione successiva alla prova una totale remissione dei vissuti emotivi negativi stressogeni e una elevato livello di affettività positiva, a differenza del gruppo di soggetti con assenza di supporto sociale. Questi risultati evidenziano che la presenza di un amico con cui poter interagire a seguito di un evento stressante (seppure indotto in laboratorio) può essere un fattore di facilitazione per la regolazione emotiva e la gestione dello stress.
I vantaggi del supporto sociale
In generale, la presenza di una rete sociale emotivamente supportiva è uno dei fattori che contribuisce alla costruzione e al mantenimento di una buona autostima e del benessere psichico. La rete sociale emotivamente supportiva è in grado di trasmettere alla persona fiducia in sé stessa e nella possibilità di affrontare condizioni difficili ed eventi negativi, comprendendo i vissuti emotivi e favorendo processi di problem-solving adattivi. Connettersi socialmente e costruire relazioni sociali supportive anche in ambito extra-familiare quindi diventa quindi un aspetto da non dimenticare e da coltivare per favorire un buon stato di benessere psicofisico.
Costruire e alimentare una buona rete sociale
Per alcune persone in certe condizioni può essere difficile mantenere un buon network di connessioni sociali supportive. Ad esempio, condizioni individuali legate alla psicopatologia (es. depressione, ansia sociale, disturbi alimentari) possono creare difficoltà nel mantenere i contatti sociali per la natura stessa dei sintomi che quindi ingenerano circoli viziosi: il sintomo porta alla riduzione dei contatti sociali, e a sua volta l’aumento della solitudine e dell’isolamento peggiora la condizione psichica e la qualità di vita della persona. In questi casi, è fondamentale richiedere un aiuto specialistico ai professionisti della salute mentale per andare a scardinare tali dinamiche.
Anche alcune situazioni legate a certi eventi, ad esempio se affrontiamo un trasferimento in un altro paese o in un’altra città o il pensionamento dalla propria attività lavorativa possono ingenerare una restrizione significativa della propria rete sociale di supporto. Quindi, è importante ricostruire e mantenere reti di relazioni sociali supportive.
In tal senso, è fondamentale porsi in una prospettiva in cui la persona mette in atto uno sforzo proattivo per creare opportunità di contatto sociale con persone che percepisce affidabili ed evitando relazioni che invece possano essere emotivamente non supportive.
Essere proattivi significa non aspettarsi sempre che sia l’altro a proporre occasioni di interazione, ma letteralmente mettere in atto azioni attive (che certamente possono comportare costi e sforzi) per incontrare l’altro, ad esempio, coinvolgere un collega in attività extra-lavorative, raggiungere un amico da qualche parte per fare due chiacchiere, seguire i propri hobby e interessi per costruire nuove reti sociali, ritagliare tempo per familiari e amici, essere disponibili come fonti di aiuto e supporto. Può essere utile, inoltre, frequentare gruppi di aggregazione nella propria comunità, e anche gruppi di supporto tra pari che si trovano ad affrontare simili difficoltà in determinate fasi di vita (ad esempio, tra caregiver di un familiare malato o con disabilità).