La diagnosi: la bussola fondamentale per iniziare un percorso terapeutico
Nell’ambito della salute mentale, il percorso verso la guarigione e la crescita personale inizia spesso con un passaggio cruciale: la diagnosi. Essa funge da bussola in grado di guidare sia i terapeuti che i pazienti attraverso il complesso territorio del benessere psicologico.
Immaginate di intraprendere un viaggio senza una mappa. Possibile? Sì, ma con alte probabilità di perdersi o incappare in deviazioni inutili. Allo stesso modo, intraprendere un percorso terapeutico senza una diagnosi chiara e accurata può portare a un trattamento inefficace, a sofferenze prolungate e a infruttuose battute d’arresto. Per quali ragioni ricevere una diagnosi accurata, prima di iniziare una psicoterapia, può rivelarsi un fattore determinante per orientare il successivo percorso terapeutico?
Cosa è una diagnosi psicologica?
Facciamo un passo indietro. Per diagnosi in psicologia si intende quel processo in cui un professionista della salute mentale, psicologo o psicoterapeuta, raccoglie le informazioni cliniche riguardanti la sofferenza psichica riportata da un individuo, e le inquadra all’interno di una cornice scientifica valida a livello internazionale.
Per effettuare una diagnosi psicologica, lo psicologo confronta le informazioni raccolte con linee guida e criteri diagnostici stabiliti dai manuali internazionali di riferimento per i disturbi psicologici, come il DSM-5 (APA, 2013) e l’ICD-11 (OMS, 2019). In questi manuali, i disturbi psicologici sono definiti e classificati secondo sintomi e caratteristiche che li contraddistinguono.
Informazione e comprensione
Una diagnosi accurata fornisce informazioni e maggiore comprensione sulla natura del disagio sperimentato, sia per chi emette la diagnosi, sia per chi la riceve. Funge da mappa, delineando la natura delle sfide psicologiche da affrontare. Per chi riceve una diagnosi psicologica, dare un nome alle difficoltà vissute può aiutare a sentire la propria sofferenza “convalidata”, ridurre l’auto-colpevolizzazione e infondere la speranza che il proprio disagio sia una condizione comune a molte altre persone e curabile. Allo stesso modo, per i terapeuti, una diagnosi precisa facilita l’inquadramento dei sintomi, il riconoscimento del loro livello di gravità e del grado di compromissione del funzionamento quotidiano della persona. Tale processo indirizza lo psicoterapeuta verso un intervento mirato alla riduzione di quei sintomi specifici.
Linee guida per trattamenti efficaci
Una diagnosi accurata permette inoltre al terapeuta di fare riferimento a specifiche raccomandazioni e linee guida nel campo della salute mentale, messe a punto dalla comunità scientifica internazionale per delineare le migliori prassi in ambito di prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi mentali. Le linee guida si fondano sui risultati degli studi più recenti per individuare le cosiddette terapie evidence based (terapie basate sull’evidenza), la cui efficacia è appunto attestata dalla ricerca scientifica internazionale.
Tra le linee guida più diffuse nel campo della salute mentale vi sono quelle dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le linee guida dell’American Psychiatric Association (APA) e le anglosassoni National Institute for Health and Care Excellence (NICE). Tali linee guida forniscono indicazioni specifiche ai curanti per garantire le forme di trattamento dimostrate come scientificamente più efficaci.
Facciamo un esempio: le linee guida per il trattamento della depressione. Il National Institute for Health and Care Excellence e i National Institutes of Health della comunità scientifica anglosassone individuano come trattamento di prima scelta nella depressione da lieve a moderata la psicoterapia cognitivo comportamentale, mentre nei casi di depressione da moderata a grave l’approccio suggerito è di tipo integrato con farmacoterapia. La psicoterapia cognitivo comportamentale (CBT) per la depressione prevede l’applicazione di specifici protocolli (Gautam et al., 2020), finalizzati alla definizione del problema e degli obiettivi, psicoeducazione, attivazione a livello comportamentale, aumento della consapevolezza dei propri schemi cognitivi, credenze e pensieri quotidiani su se stessi, sul mondo e sul futuro, modifica di tali pensieri e di stili di comportamento disfunzionali e prevenzione delle ricadute.
Ai fini della scelta del trattamento da implementare, di tipo psicoterapico o integrato con farmacoterapia, così come della scelta di specifici protocolli di psicoterapia cognitivo comportamentale, la diagnosi iniziale ha un valore imprescindibile.
Evitare trattamenti inappropriati
Purtroppo, le diagnosi errate non sono rare nel campo della salute mentale. Senza una valutazione approfondita e una diagnosi accurata, si corre il rischio di confondere una condizione con un’altra, portando a strategie terapeutiche inappropriate e cure inefficaci. Questo può comportare spreco di tempo, risorse finanziarie e stress emotivo per chi si sottopone a una psicoterapia. Inoltre, ricevere un trattamento che non affronta la causa principale dei sintomi può esacerbare il problema o portare allo sviluppo di ulteriori complicazioni.
Alleanza terapeutica e comunicazione
Una diagnosi accurata favorisce la collaborazione (detta anche alleanza terapeutica) e la comunicazione efficace tra terapeuta, paziente, eventuali familiari o ulteriori operatori sanitari coinvolti nel percorso di cura. Una diagnosi fornisce un linguaggio comune attraverso cui discutere sintomi, progressi e obiettivi del trattamento. Inoltre, permette ai terapeuti di informare i pazienti sulla loro condizione, consentendo loro di diventare partecipanti attivi nel proprio percorso di guarigione.
L’importanza di ottenere una diagnosi accurata prima di intraprendere una psicoterapia non può essere sottovalutata. È il fondamento di un trattamento efficace, offrendo chiarezza, guida e speranza a coloro che desiderano migliorare il proprio benessere mentale.