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Relazioni che ci fanno stare male: come decidere quando interromperle?

Anche se tendiamo a pensare che chiudere una relazione con chi ci fa stare male sia l’unica soluzione, ciò non è sempre necessario o benefico

Di Micol Agradi

Pubblicato il 13 Set. 2023

Quando chiudere o provare a cambiare una relazione che ci fa soffrire?

Quante volte offesi, infastiditi o feriti da una persona a noi cara abbiamo pensato “Io con questa persona non voglio averci più niente a che fare!”?

È credenza comune sostenere che, se si è dentro una relazione che ci fa stare male, la soluzione migliore sia quella di escludere quella persona dalla propria vita, sia essa un amico, un partner o un familiare. La narrazione vigente oggi sui social media e nella cultura popolare mostra la fine delle relazioni come l’unica e predefinita risposta al conflitto, invitandoci a sostituire facilmente le presenze spesso definite tossiche con individui che ci amano incondizionatamente. A questo riguardo, la psicologa Shuman (2023) sostiene che certamente può arrivare un momento in cui è necessario rimuovere le persone che ci fanno soffrire dalla nostra vita ma che, al contempo, è importante provare a stabilire dei confini sani che ci impediscano di tagliare drasticamente i ponti con qualcuno a noi caro. In altre parole, a seconda delle situazioni, possiamo pensare di salvare la relazione cambiandone le dinamiche e i meccanismi disfunzionali.

Cinque domande utili

Secondo Shuman (2023), ci sarebbero alcune domande da porsi quando si sta valutando se porre o meno fine a una relazione.

Ho comunicato alla persona come mi sento?

A volte le persone non sanno che il loro comportamento sta influenzando significativamente il nostro benessere. Anche se può essere difficile farlo capire, è importante far sapere alla persona in che modo il suo atteggiamento ha un impatto negativo su di noi. Di fatto, se non diciamo nulla, non sapremo con certezza se la persona è capace o meno di cambiare e venirci incontro.

La relazione mi sta dando qualcosa di positivo?

Qualsiasi relazione dovrebbe restituirci una certa quota di benessere per spingerci a continuare a investire su di essa. Ad esempio, nelle relazioni romantiche dovremmo avere momenti in cui divertirci insieme al nostro partner, godendoci la reciproca compagnia. Se così non fosse, perché la relazione porta più conflitto che momenti di felicità, allora potrebbe essere il momento di considerare se è ancora un legame sostenibile. Un approccio molto pratico per valutare queste situazioni è notare quanto spesso ci si sente bene quando si è con quella persona rispetto a quanto spesso ci si sente ansiosi, tristi o frustrati in sua presenza, così da riconsiderare eventualmente la qualità della relazione.

Posso creare dei limiti che mi consentono di ridimensionare la relazione?

Questa domanda può essere utile soprattutto quando le relazioni disfunzionali sono interne alla famiglia. Ad esempio, se qualcuno ci invia costantemente messaggi o chiamate, potremmo suggerirgli di avere bisogno di un po’ di spazio e di concordare nuovi ritmi di comunicazione che funzionino per entrambi. All’amico che dà costantemente consigli non richiesti, invece, si potrebbe esprimere il desiderio di essere ascoltati, rimandando la possibilità di chiedere i loro consigli una volta che ne avremo veramente bisogno.

La persona ha abusato fisicamente o emotivamente di me?

Questo è uno dei temi più dolorosi e prioritari da considerare all’interno di una relazione disfunzionale. Generalmente, se qualcuno si comporta in modi che consideriamo offensivi, irrispettosi e, in alcuni casi, traumatici, non c’è altra scelta che porre fine alla relazione. Se non ci sentiamo al sicuro o ci accorgiamo di dedicare troppo tempo alla giustificazione del comportamento scorretto dell’altro, trascurando noi stessi, parlare della propria situazione con un professionista della salute mentale è sicuramente la migliore soluzione da intraprendere. Sebbene abbia senso dare alla maggior parte delle relazioni una seconda possibilità, alcune di esse non possono essere salvate in ragione della salvaguardia psicofisica personale.

Ho mai pensato a come porre fine alla relazione?

Per quanto possibile, porre fine alla relazione in modo pacifico è sempre la cosa migliore. Alla persona potrebbe non piacere essere esclusa dalla nostra vita e, per questo, potrebbe arrabbiarsi molto con noi; tuttavia, è sempre consigliabile trovare un modo per interrompere il rapporto che legittimi e preservi i propri sentimenti e la propria dignità.

Qual è il nostro contributo?

La maggior parte di noi non è circondato solo da relazioni patologiche. Per questo motivo, quando si trova a vivere una dinamica disfunzionale con l’altro, di solito riesce a non esserne soverchiato, a far tesoro dell’esperienza e a costruire legami più solidi e funzionali in futuro (Muggeo, 2012). Ci sono però alcune persone che si ritrovano regolarmente all’interno di circoli relazionali viziosi in cui il maltrattamento e l’impotenza risultano delle costanti senza via d’uscita. Visto che spesso dietro il subire passivamente i rapporti tossici si nasconde una personalità di tipo dipendente, che fatica a esprimere assertivamente i propri bisogni, è importante che la questione di chiudere o meno la relazione sia trattata adeguatamente da un professionista psicologo o psicoterapeuta.

Analogamente, se una persona si ritrova spesso nella condizione di dover tagliare fuori dalla propria vita le persone con cui prova a stringere dei legami, a causa di conflitti o continui risentimenti, il problema potrebbe non riguardare esclusivamente quei rapporti, bensì alcuni pattern relazionali che l’individuo mette inconsapevolmente in atto. Anche in questo caso, poter iniziare una psicoterapia in cui indagare il proprio ruolo all’interno delle dinamiche relazionali può essere una buona soluzione per migliorare il proprio benessere nei legami con gli altri.

Quando dobbiamo porre fine a qualsiasi tipo di relazione, vogliamo che il risultato finale ci faccia sentire meglio senza farci provare senso di colpa, rimpianto o frustrazione. In realtà, interrompere bruscamente legami significativi non è l’unica soluzione. Anche se siamo incredibilmente arrabbiati e pronti a farla finita con l’altro, è sempre bene parlare delle proprie esigenze direttamente con chi ci fa stare male, perché la comunicazione è una variabile cruciale per il successo di qualsiasi relazione sana e a lungo termine.

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