Le Kharjas: Frammenti di Letteratura Erotica Medioevale in Lingua Mozarabica (2018) di Paolo Azzone – Recensione

Con "Le Kharjas" Azzone cerca risposte per il presente interrogando la letteratura medievale, offrendo la prima traduzione delle omonime poesie andaluse

ID Articolo: 194344 - Pubblicato il: 31 luglio 2022
Le Kharjas: Frammenti di Letteratura Erotica Medioevale in Lingua Mozarabica (2018) di Paolo Azzone – Recensione
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Paolo Azzone nel volume Le Kharjas: Frammenti di Letteratura Erotica Medioevale in Lingua Mozarabica” propone un punto di vista originale sulla fisiologia e la patologia delle relazioni di coppia. 

 

Messaggio pubblicitario Si dice spesso che la vita di coppia attraversi nella società contemporanea una crisi senza precedenti. Ormai anche nel nostro paese quasi la metà dei matrimoni sono destinati a risolversi con un divorzio più o meno doloroso e giuridicamente litigioso. La crisi della coppia si associa a una non meno manifesta dissoluzione dei ruoli tradizionali, che la società attribuiva ai sessi, nella coppia e nella famiglia. Il marito e il padre hanno deposto la consueta funzione di autorevolezza e guida nella famiglia e nell’educazione dei figli, mentre la donna di oggi si realizza sempre più nella realtà lavorativa al di fuori della vita familiare.

La crisi della coppia è una frequente richiesta d’aiuto nei contesti psicologici e psicoterapeutici e, d’altra parte, il trattamento di molti casi con sintomatologia clinicamente significativa richiede anche un’esplorazione o un vero trattamento della coppia coniugale. In questa realtà difficile, Paolo Azzone propone un punto di vista originale sulla fisiologia e la patologia delle relazioni di coppia.

Un punto di vista che cerca le sue risposte nel passato. Con Le Kharjas” Azzone (Italic/Pequod, Ancona, 2018) cerca risposte per il presente interrogando la letteratura medievale. Sceglie di focalizzarsi sulla lirica d’amore, in particolare su una tradizione pressoché sconosciuta nel nostro paese. Offre la prima traduzione sistematica delle Kharjas, poesie andaluse in lingua mozarabica. Si tratta di antiche composizioni liriche, cantate dalle donne cristiane suddite degli arabi che dominarono l’Andalusia nei primi secoli del medioevo.

In un saggio psicologico e letterario introduttivo l’autore esplora questi testi alla ricerca di ruoli sociali e liturgie di corteggiamento che siano in qualche modo incontaminati dalla riflessione psicologica e sociologica a noi contemporanea. La prospettiva di Azzone è dunque quella psicoanalitica. Azzone sgombra il campo da ipotesi semplicistiche e ci avverte che il misterioso oriente non è il luogo della soddisfazione immediata o assoluta del desiderio. L’oriente è semmai il luogo di una specifica rappresentazione. E il protagonista indiscusso di questa rappresentazione è il desiderio, non la gratificazione. La società delle Kharjas è dominata dall’angoscia. E il focus di questa angoscia è la donna, il suo illimitato potere di seduzione. E accanto alla donna il corpo. Nella prospettiva freudiana di Azzone, i corpi, la fisiologia della riproduzione, i meccanismi dell’eccitazione e del desiderio, plasmano indelebilmente il sistema di fantasie inconsce che costituisce il mondo interno di ciascuno di noi. Per Azzone, il paradigma freudiano consente di illuminare in modo straordinario molteplici forme culturali e sociali attraverso cui l’umanità, nel corso della sua storia, ha rappresentato e nello stesso tempo concretamente organizzato le relazioni amorose.

Messaggio pubblicitario Quel che è caratteristico delle Kharjas è che, con poche eccezioni, esse segnano l’ingresso improvviso di una voce nuova nel testo lirico: una voce femminile. Nelle Kharjas, ci raggiunge attraverso i secoli una voce di donna innamorata. Un tratto molto specifico della lirica erotica associata alla penisola iberica che sa accendere nel nostro cuore una risonanza emotiva intensa. La donna mozaraba leva il suo canto, apre il suo cuore al maschile. Per Azzone questa è la speranza di riconciliazione tra l’aspettativa d’amore della donna e il desiderio maschile che non sempre riescono a incontrarsi. Nelle liriche mozarabiche Azzone intravede la semplicità dell’amore fatto non di desideri inappagabili ma della gioia dell’incontro. Non vi è l’uso parassitario e onnipotente dell’oggetto, ma l’esitazione, la speranza, il potere della seduzione femminile nella sua inevitabile relazione con la dipendenza e il bisogno che caratterizzano in fondo l’amore maschile. Per Azzone, queste liriche, le suggestioni dell’orientalismo sono il punto di partenza per costruire una teoria della coppia e dell’amore idonea a illuminare il lavoro psicoterapeutico, in setting sia di coppia che individuali.

Completa il volume la postfazione di Giovanna Gigli, che offre un necessario punto di vista femminile. Gigli conferma alcune delle preoccupazioni e delle angosce delineate da Azzone sulle incomprensioni e le differenze che separano il sesso maschile dal femminile. Ammette che le Kharjas danno suono a una voce femminile. La sua prognosi è però meno speranzosa, poiché Gigli nota come nelle Kharjas non si parla delle conseguenze pratiche dell’amore. Lo si vagheggia come fonte di vita, sorgente di dolore per la separazione dall’amato, ma non si accenna alla gravidanza, al parto e ai figli. Per Gigli, le Kharjas ci rimandano a un amore idealizzato ma non realistico, privo degli affanni pratici della maternità che affliggono le donne. E su questa nota pessimistica che distingue Gigli da Azzone e, per l’ennesima volta, una femmina da un maschio (e forse la femmina dal maschio) chiudiamo questa recensione.

 

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Bibliografia

  • Azzone, P. (2018). Le Kharjas: Frammenti di Letteratura Erotica Medioevale in Lingua Mozarabica. Italic.
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