Motivazione e apprendimento negli studenti di medicina

Basandosi sulle teorie motivazionali, uno studio ha esaminato la relazione tra motivazione, stress, burnout e apprendimento negli studenti di medicina

ID Articolo: 193525 - Pubblicato il: 17 giugno 2022
Motivazione e apprendimento negli studenti di medicina
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La motivazione è vista come la base del comportamento, quella spinta che fa mettere in atto delle azioni per perseguire uno scopo e raggiungere un determinato obiettivo.

 

Le teorie sulla motivazione

Messaggio pubblicitario  La teoria dell’autodeterminazione offre una cornice utile per comprendere come i fattori personali possono minare o facilitare la motivazione individuale, incrementando la funzionalità e il benessere delle persone (Babenko et al., 2019). Un altro approccio è quello delle auto-teorie sulle proprie capacità, le quali spiegano l’importanza di soddisfare i bisogni attraverso condizioni ottimali: infatti esaminano le convinzioni che gli individui hanno circa le proprie capacità, o la propria intelligenza, e come queste ultime si riferiscono alle loro motivazioni e ai comportamenti che vengono messi in atto (Dweck, 1999; 2012; Rattan et al., 2012; Teunissen e Bog, 2013). Un’altra teoria sulla motivazione riguarda il raggiungimento dell’obiettivo nella quale vengono prese in considerazione le risposte degli individui ai fattori ambientali, combinate con specifiche caratteristiche personali, per spiegare i tipi di cognizione che vengono sviluppati in contesti di realizzazione. Contemplando anche la possibilità del fallimento, questa teoria propone che gli individui adottino un orientamento subconscio mentre si avvicinano al punto di realizzazione di determinati obiettivi (Elliot e McGregor, 2001).

La motivazione tra gli studenti di medicina

Il percorso di studi in medicina pone molte pressioni e sfide per le persone che aspirano a carriere sanitarie: gli studenti che hanno lo scopo di frequentare tale facoltà spesso mirano ad avere un alto rendimento, sono orientati agli obiettivi e motivati a realizzarsi. Tali aspirazioni possono portare anche problemi psicologici, legati a stress, ansia e burnout (Villwock et al., 2016), i quali sono riportati da circa il 50-60% degli studenti in questo campo (Dyrbye et al., 2006; 2010; 2014). Nello specifico, il concetto di burnout fu descritto per la prima volta da Herbert Freudenberger nel 1974 e, oltre a definire lo stress legato al lavoro a lungo termine, questo termine include depersonalizzazione, mancanza di realizzazione in caso di scarse prestazioni e sentimenti di inefficacia anche quando si raggiunge un buon traguardo (Freudenberger, 1974; Nunn & Isaacs, 2019). Al contrario, alcuni studenti rispondono in modo adattivo alle richieste accademiche e si impegnano nella formazione permanente, dove è garantito un aggiornamento professionale costante durante l’arco della vita (Babenko et al., 2019).

Basandosi sulle tre teorie motivazionali, lo studio di Babenko e colleghi (2019) ha esaminato le relazioni tra costrutti motivazionali, stress, burnout e apprendimento negli studenti di medicina. Utilizzando i modelli di equazioni strutturali, gli autori (2019) hanno testato un modello su un totale di 267 studenti che hanno partecipato allo studio longitudinale durato 4 anni (con un tasso di risposta del 42%). Gli studenti sono stati invitati a completare un questionario contenente misure di soddisfazione di tre bisogni psicologici (autonomia, competenza e relazionalità), quesiti relativi alle auto-teorie delle capacità (Dweck, 1999), raggiungimento degli obiettivi (Baranik et al., 2007), stress, burnout (Demerouti e Bakker, 2008), formazione permanente (Wetzel et al., 2010) e caratteristiche di base (informazioni anamnestiche). Gli autori hanno considerato le seguenti ipotesi: a) la soddisfazione dei bisogni psicologici è positivamente correlata all’avvicinamento degli obiettivi e negativamente correlata all’evitamento di questi ultimi; b) le convinzioni che gli individui hanno sulle proprie capacità e sulla motivazione correlata sono associate al raggiungimento degli obiettivi e alla padronanza dell’approccio utilizzato c) l’approccio adottato per il raggiungimento degli obiettivi e la padronanza con cui viene utilizzato dal soggetto è associato positivamente alla formazione permanente, mentre d) l’evitamento è correlato allo stress e al burnout (Babenko et al., 2019).

Messaggio pubblicitario  I risultati hanno ampiamente confermato le relazioni ipotizzate: come anticipato, la soddisfazione dei bisogni psicologici quali autonomia, competenza e relazionalità è risultata correlata positivamente al perseguimento degli obiettivi, alla padronanza dell’approccio verso gli obiettivi e alla formazione permanente, mentre è correlata negativamente con l’evitamento, il burnout e lo stress. La padronanza dell’approccio applicato per raggiungere un obiettivo è positivamente collegata al burnout e allo stress, mentre l’elusione delle prestazioni è correlata solo al burnout e non allo stress (Babenko et al., 2019). Il perseguimento degli obiettivi è correlato positivamente alla formazione permanente ma non al burnout.

Conclusioni

I risultati suggeriscono come, negli studenti di medicina, la soddisfazione dei bisogni psicologici e una mentalità di crescita hanno percorsi distinti verso cognizioni adattive (cioè, trovare un approccio personalizzato nello studio e riuscire ad applicarlo in modo funzionale) e pratiche di formazione permanente (Babenko et al., 2019). I dati ottenuti hanno inoltre evidenziato che i bisogni psicologici insoddisfatti e una mentalità fissa sono associati a cognizioni disadattive (cioè, il perseguimento dell’evitamento) e disagio psicologico (cioè, stress elevato e burnout). Le motivazioni analizzate da un punto di vista adattivo, coltivate attraverso fattori personali e ambientali, possono aiutare a proteggere gli studenti di medicina dal disagio psicologico e migliorare la loro crescita teorica e pratica per tutta la vita. Comprendere i meccanismi e i percorsi verso risultati desiderabili e indesiderabili negli studenti è fondamentale per creare ambienti funzionali all’apprendimento (Babenko et al., 2019).

 

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