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Il ruolo dell’ansia per la morte: le differenti traiettorie del Disturbo Ossessivo-Compulsivo

L'ansia per la morte ha dimostrato di avere un ruolo nello sviluppo del Disturbo Ossessivo Compulsivo e correlazioni con la gravità del disturbo

Di Lorenza Paponetti

Pubblicato il 08 Feb. 2022

Aggiornato il 11 Feb. 2022 11:48

L’ansia per la morte è un costrutto transdiagnostico che ha mostrato differenti correlazioni con determinate patologie mentali e con il numero di diagnosi che un individuo può avere nel corso della propria vita.

 

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo

Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è una condizione psicologica che colpisce circa l’1-3% della popolazione (Ruscio et al., 2010), che si presenta spesso, circa per il 92% degli individui che ne soffrono (De Mathis et al., 2013), in comorbidità con altri disturbi quali ad esempio il disturbo depressivo maggiore, il disturbo d’ansia generalizzato, l’ansia da separazione, il disturbo d’ansia sociale e le fobie specifiche (Miguel et al., 2008).

L’ordine temporale con cui i disturbi in comorbidità si presentano rispetto alla diagnosi di DOC, è ancora poco conosciuto. Comprendere questo punto sarebbe di fondamentale importanza poiché potrebbe avere un valore prognostico.

La letteratura ci mostra che le diagnosi ottenute precedentemente predicono la gravità del Disturbo Ossessivo-Compulsivo e il rischio di sviluppare ulteriori disturbi. Ad esempio, il 17%-27% degli adulti con DOC ha precedentemente ottenuto una diagnosi di Disturbo d’Ansia da Separazione (Separation Anxiety Disorder) (De Mathis et al., 2013; Mroczkowski et al., 2011) e quelli con una precedente diagnosi di Ansia da Separazione mostrano un esordio più precoce e una maggiore gravità del DOC.

L’ansia per la morte

L’ansia per la morte è un costrutto transdiagnostico che ha mostrato differenti correlazioni con determinate patologie mentali (Iverach et al., 2014) e con il numero di diagnosi che un individuo può avere nel corso della propria vita (Menzies & Dar-Nimrod, 2017; Menzies et al., 2019).

Questo costrutto ha dimostrato di avere un ruolo anche nello sviluppo del Disturbo Ossessivo-Compulsivo e correlazioni con la gravità del disturbo (Menzies e Dar-Nimrod, 2017), motivo per cui si potrebbe pensare che l’ansia per la morte potrebbe avere un ruolo nella traiettoria che segue il DOC. Menzies, Menzies e Iverach (2015) hanno sottolineato che le paure per la morte sembrano essere alla base di molti dei sottotipi comuni del disturbo: all’interno del sottotipo della contaminazione, molti individui attribuiscono il loro comportamento di lavaggio compulsivo alla paura di contrarre malattie mortali come risultato del contatto con i germi (Menzies & De Silva, 2003). Il sottotipo di DOC con controllo potrebbe implicare il controllo compulsivo di prese di corrente, dei fornelli e delle serrature di porte e finestre per la paura di elettrocuzione, incendi domestici e invasioni, ovvero eventi che hanno il potenziale diretto di provocare la morte (Vaccaro et al., 2010).

Uno studio di Menzies e colleghi (2020) ha tentato di studiare la traiettoria che segue il Disturbo Ossessivo Compulsivo. In particolare gli autori hanno indagato il ruolo dell’ansia per la morte in questa traiettoria di sviluppo, concentrandosi sui livelli di ansia per la morte nel predire il numero di disturbi sperimentati prima di una diagnosi di DOC. Dato il ruolo transdiagnostico dell’ansia da morte nella salute mentale, è stato ipotizzato che gli individui con maggiore paura della morte avrebbero avuto più disturbi prima di sviluppare DOC e che gli individui con bassa ansia di morte sarebbero stati più propensi a sperimentare DOC come primo disturbo.

I risultati hanno confermato le ipotesi, dimostrando che esiste un’associazione tra l’ansia per la morte e la storia diagnostica di un individuo prima del DOC.

L’ansia per la morte e la comorbidità con altri disturbi

Nello specifico, gli individui con livelli più elevati di ansia per la morte avevano più probabilità di aver sperimentato una serie di disturbi legati all’ansia prima di ottenere una diagnosi per il Disturbo Ossessivo-Compulsivo, coerentemente con l’ipotesi che prevede che l’ansia per la morte può essere un importante costrutto transdiagnostico che influenza lo sviluppo di varie condizioni di salute mentale (Iverach et al., 2014). I livelli di ansia per la morte, inoltre, predicevano significativamente il numero di diagnosi ricevute prima dell’insorgenza del DOC. In particolare, gli individui con più gravi paure della morte hanno sperimentato, in media, più del doppio del numero di diagnosi prima del disturbo ossessivo compulsivo, rispetto a quelli con bassa ansia di morte.

Gli individui con una maggiore ansia per la morte sembrano per cui attraversare ciclicamente un maggior numero di disturbi, e questo può potenzialmente indicare che il DOC è solo una delle tante manifestazioni di questa paura esistenziale sottostante.

In sostegno della ricerca precedente (De Mathis et al., 2013), Il Disturbo d’Ansia da Separazione ha preceduto la diagnosi di Disturbo Ossessivo Compulsivo per quasi la metà degli individui nel campione analizzato. Anche Fobie specifiche, GAD, disturbo d’ansia da malattia e disturbo di panico sono stati frequentemente sperimentati prima dello sviluppo del DOC. Quindi, nonostante l’esclusione del DOC dalla categoria ‘disturbi d’ansia’ del DSM-5, i risultati dimostrano la frequente co-occorrenza di disturbi legati all’ansia, tra cui non solo i disturbi ossessivo-compulsivi e correlati, ma disturbi legati ai sintomi somatici.

In conclusione, lo studio dimostra una serie di traiettorie che portano allo sviluppo del DOC. Per gli individui che dimostrano paure della morte più elevate, il DOC si dimostra una manifestazione delle paure sottostanti della mortalità, che sono apparse in precedenza sotto forma di altri disturbi legati all’ansia incentrati sulla malattia o sul danno. Viene per cui sottolineata l’importanza di comprendere il ruolo dell’ansia per la morte nella psicopatologia e l’imperativo di considerare questo costrutto transdiagnostico per un efficace intervento clinico.

Il trattamento dell’ansia per la morte

Se la paura per la morte è il nucleo sottostante che guida la manifestazione dell’ansia clinica, allora, il trattamento mirato a migliorare tali preoccupazioni può rivelarsi un prezioso rimedio transdiagnostico. Inoltre, gli interventi che mirano a mitigare l’ansia per la morte possono aiutare a prevenire lo sviluppo di ulteriori malattie mentali nel corso della vita.

Per quanto riguarda il trattamento dell’ansia per la morte, una recente meta-analisi ha sottolineato l’efficacia degli interventi CBT con un focus sulla sulla terapia di esposizione (Menzies et al., 2018). Quindi, i trattamenti attuali possono trarre beneficio dall’implementazione di strategie CBT (per esempio esposizione graduata alle specifiche situazioni temute dell’individuo relative alla morte) al fine di migliorare l’ansia per la morte di un individuo.

 

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
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