Gli effetti a lungo termine delle relazioni sorte in età adolescenziale

Quali effetti hanno le diverse tipologie di relazioni tra pari in adolescenza sulla persona nel momento in cui raggiunge l'età adulta?

ID Articolo: 188059 - Pubblicato il: 01 ottobre 2021
Gli effetti a lungo termine delle relazioni sorte in età adolescenziale
Messaggio pubblicitario SFU 2020

Il termine “relazioni tra pari” racchiude in sé molteplici tipologie di affiliazioni, dagli ampi gruppi sociali e conoscenze casuali alle amicizie diadiche.

 

Messaggio pubblicitario ISFAR EFT Una distinzione fondamentale tra i diversi tipi di interazioni tra pari risiede nel grado in cui le interazioni si concentrano su amicizie strette rispetto allo stabilire il successo con un gruppo di pari più ampio, che può essere composto da conoscenti o amici più occasionali.

In generale, il possedere amicizie di qualità è stato associato a risultati positivi durante l’adolescenza. I giovani con livelli più alti di attaccamento ai loro migliori amici sembrano avere una migliore salute psicologica, nonché un miglior adattamento psicosociale (Wilkinson, 2010). Difatti, all’interno dei gruppi più ampi, è più difficile ricevere quell’attenzione che porta un soggetto a sentirsi unico nel suo genere. Nonostante l’essere inseriti all’interno dei gruppi determini lo sviluppo di determinate competenze sociali, che comportano a loro volta alcuni benefici durante l’adolescenza, come una maggiore autostima (Larson et al., 2007), una maggiore capacità assertiva e una minore aggressività (Asher & McDonald, 2009), solo la vicinanza tra due persone è stata collegata ad una maggior motivazione e al successo scolastico (Larson et al., 2007).

I comportamenti che rendono un giovane più “popolare” come il bere, fumare, il far uso di droghe, la frequente attività sessuale, non sono sempre visti in maniera positiva in età adulta (Moffitt, 1993). Durante l’adolescenza, al contrario, ci sono una varietà di benefici concomitanti nel guadagnare, attraverso questi atti, ammirazione da parte dei pari. Tuttavia, alcuni studi hanno scoperto che il raggiungimento dell’ammirazione da parte dei pari, all’inizio dell’adolescenza, può essere collegato, a breve termine, ad un aumento dell’incidenza di comportamenti sia positivi che negativi. Difatti, da un lato, questa popolarità aumenta la probabilità che vengano attuati comportamenti ancor più problematici, dall’altro, talvolta, consente la regressione di comportamenti come l’ostilità e l’aggressività (Balsa et al., 2010). Inoltre, coloro i quali sono concentrati sul successo all’interno del gruppo di pari – al punto da esser disposti a compromettere i loro valori per essere ammirati – mostrano maggiormente un comportamento problematico durante la fase avanzata dell’adolescenza (Fuligni et al., 2001).

Oltre ai comportamenti delinquenziali ed esternalizzanti, le interazioni all’interno dei gruppi possono avere un impatto sui sintomi internalizzanti, come la sintomatologia depressiva e sintomi dell’ansia sociale.

Di contro, si è visto che, dinanzi ad una serie di fattori stressanti tipici dell’adolescenza, i giovani hanno meno probabilità di sviluppare sintomi di ansia sociale se sono in grado di sviluppare amicizie strette di alta qualità (La Greca & Harrison, 2005).

Sulla base di quanto appena esplicitato, la domanda rilevante a questo punto è: quali effetti hanno le diverse tipologie di relazioni in età adulta? Nonostante sia chiaro che possedere un’abbondanza di relazioni possa determinare degli effetti benefici a breve termine, l’aver rinunciato a relazioni più strette, potrebbe essere problematico in età adulta.

Difatti, come si è detto, una volta che i comportamenti devianti che vengono lodati dal gruppo durante l’adolescenza smettono di essere visti come positivi, gli adolescenti che si basano sulle deboli fondamenta di quei comportamenti per raggiungere il successo – senza sviluppare amicizie strette – possono trovarsi persi in età adulta.

Messaggio pubblicitario Lo studio preso in esame è stato condotto su un campione di giovani dai 15 ai 25 anni, al fine di estendere la comprensione delle conseguenze a breve e lungo termine date dalle differenti tipologie di interazioni. In primo luogo, i ricercatori hanno ipotizzato che la preferenza per i gruppi più ampi e la qualità delle interazioni diadiche avrebbero predetto, ciascuno in modo univoco, una diminuzione dei sintomi depressivi, un aumento dell’autostima e l’aumento della percezione dell’accettazione sociale in tarda adolescenza. In secondo luogo, è stato ipotizzato che la qualità dell’amicizia stretta avrebbe predetto un miglioramento della salute mentale in età adulta. È stato ipotizzato che la preferenza per le conoscenze più superficiali non avrebbe portato a simili guadagni a lungo termine, a causa della natura mutevole delle competenze necessarie per il successo interpersonale nel tempo.

Il campione era costituito da 169 studenti.

Come ipotizzato, la qualità dell’amicizia stretta e la preferenza di affiliazione tra pari durante gli anni dell’adolescenza hanno predetto in modo univoco i cambiamenti, a livello della salute mentale, dalla metà dell’adolescenza alla prima età adulta. In particolar modo, la qualità delle interazioni diadiche è stata associata a dei miglioramenti sia a breve che a lungo termine. In questo studio, gli adolescenti che hanno riferito di avere relazioni più strette hanno mostrato un aumento dell’autostima e dell’accettazione sociale l’anno successivo. La preferenza di affiliazione tra pari, tuttavia, non ha predetto cambiamenti a breve termine nei sintomi internalizzanti.

È possibile che le amicizie strette durante l’adolescenza forniscano esperienze positive che rafforzano il concetto di sé degli adolescenti nel tempo. Esse possono al contempo offrire delle opportunità di sviluppare un attaccamento sicuro con un coetaneo, oltre ai membri della famiglia o altri adulti. Inoltre, è stato dimostrato che le occasioni che permettono alle persone di assumere ruoli di aiuto hanno un impatto positivo sul benessere e sulla soddisfazione generale (Weinstein & Ryan, 2010).

Al contrario, la preferenza per i gruppi più ampi non è stata associata a nessun cambiamento significativo a breve termine nel funzionamento, ma ha predetto un aumento dei livelli di ansia sociale in età adulta.

Secondo gli autori non è la preferenza per l’affiliazione verso i gruppi di pari in sé ad essere problematica nel tempo. I giovani che possiedono una certa popolarità possiedono naturalmente una serie di abilità sociali apprezzate dai pari, ma il punto è che mantenere la preferenza per questa popolarità, piuttosto che concentrarsi sulla costruzione di amicizie più significative, potrebbe successivamente determinare delle difficoltà per alcuni giovani (Nangle, et al., 2003).

Questi risultati, se replicati, potrebbero avere implicazioni nel guidare genitori e insegnanti nella comprensione e nell’incoraggiamento delle relazioni adolescenziali, così come per una varietà di interventi focalizzati sull’interpersonalità che cercano di migliorare la salute mentale degli adolescenti e/o le relazioni strette.

 

Consigliato dalla redazione

Adolescenti oggi: riflessioni su sfide e traguardi di questa fase evolutiva

Adolescenti oggi, fra vecchi e nuovi traguardi

Gli adolescenti oggi si confrontano con temi complessi: tecnologie, stile educativo genitoriale, pandemia, concetto di benessere e differenze socio-cultuali

Bibliografia

  • Asher, S. & McDonald, K.L. (2009).  Social exclusion in childhood and adolescence. In: Rubin, KH, Bukowski, WM, Laursen, B, editorsHandbook of peer interactions, relationships, and groups. New York: Guilford232–248.
  • Balsa A.I., Homer J.F., French M.T.& Norton E.C. (2011); Alcohol use and popularity: Social payoffs from conforming to peers’ behavior. Journal of Research on Adolescence. 21:559–568. DOI: 10.1111/j. 1532-7795.2010.00704.x [PubMed: 21860582]
  • Fuligni, A. J., Eccles, J. S., Barber, B. L., & Clements, P. (2001). Early adolescent peer orientation and adjustment during high school. Developmental psychology, 37(1), 28.
  • Larson, J. J., Whitton, S. W., Hauser, S. T., & Allen, J. P. (2007). Being close and being social: Peer ratings of distinct aspects of young adult social competence. Journal of personality assessment, 89(2), 136-148.
  • La Greca, A. M., & Harrison, H. M. (2005). Adolescent peer relations, friendships, and romantic relationships: Do they predict social anxiety and depression?. Journal of clinical child and adolescent psychology, 34(1), 49-61.
  • Moffitt T.E. (1993) Adolescence-limited and life-course-persistent antisocial behavior: A developmental taxonomy. Psychological Review. 100:674–701. DOI: 10.1037/0033-295X.100.4.674 [PubMed: 8255953]
  • Nangle, D. W., Erdley, C. A., Newman, J. E., Mason, C. A., & Carpenter, E. M. (2003). Popularity, friendship quantity, and friendship quality: Interactive influences on children’s loneliness and depression. Journal of Clinical Child and Adolescent Psychology, 32(4), 546-555.
  • Narr, R. K., Allen, J. P., Tan, J. S., & Loeb, E. L. (2019). Close friendship strength and broader peer group desirability as differential predictors of adult mental health. Child development, 90(1), 298-313.
  • Weinstein, N., & Ryan, R. M. (2010). When helping helps: An examination of motivational constructs underlying prosocial behavior and their influence on well-being for the helper and recipient. Journal of Personality and Social Psychology, 98(2), 222-224.
  • Wilkinson R.B. (2010) Best friend attachment versus peer attachment in the prediction of adolescent psychological adjustment. Journal of Adolescence. 33:709–717. DOI: 10.1016/j.adolescence. 2009.10.013 [PubMed: 19910040]
State of Mind © 2011-2022 Riproduzione riservata.

Messaggio pubblicitario

Argomenti

Messaggio pubblicitario