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Adolescenti con emozioni intense: come gestire con la DBT le sfide emotive e comportamentali di tuo figlio (2021) di Britt H. Rathbone – Recensione del libro

Un libro chiaro e scorrevole, che fornisce alle figure genitoriali risposte pratiche agli interrogativi che sorgono di fronte alle sfide dell’adolescenza

ID Articolo: 186404 - Pubblicato il: 30 giugno 2021
Adolescenti con emozioni intense: come gestire con la DBT le sfide emotive e comportamentali di tuo figlio (2021) di Britt H. Rathbone – Recensione del libro
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Il libro Adolescenti con emozioni intense vuol essere una guida concreta, in grado di fornire indicazioni utili e proporre strategie efficaci e comprovate per supportare una valida genitorialità, con il fine ultimo di migliorare la vita dei genitori e dei loro figli, adolescenti e giovani adulti, con una sfera emozionale in subbuglio.

 

Messaggio pubblicitario  Le strategie e indicazioni proposte sono fornite dalla Terapia Dialettico-Comportamentale (Dialectical Behavior Therapy, DBT), sviluppata dalla psicologa Marsha Linehan (1993) e fondata su un assunto essenziale: l’accettazione è la base del cambiamento, per cui è indispensabile riconoscere che le persone – adolescenti e giovani adulti compresi – fanno il meglio che possono, date le circostanze e le difficoltà della loro vita, e pertanto devono essere accettate, comprese e supportate nell’avviare processi di cambiamento.

Accettare significa riconoscere con il corpo e con lo spirito che non hai scelta e che la realtà “è quel che è”, e quindi passare a trovare il modo di trarre il massimo da una realtà difficile e dolorosa. (Linehan, 1993)

La Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT) è un trattamento cognitivo-comportamentale complesso, originariamente sviluppato per soggetti a grave rischio suicidario e con disturbo borderline di personalità, poi esteso ad altre condizioni psicopatologiche in cui la disregolazione emotiva gioca un ruolo essenziale, quali la dipendenza da sostanze e da alcool, i disturbi del comportamento alimentare e la suicidarietà in adolescenza. Da oltre 15 anni, è stata adattata da Alec Miller e i suoi colleghi al trattamento di adolescenti con comportamenti suicidari e disregolati e alle loro famiglie.

Gli autori del testo, Britt Rathbone e Pat Harvey, sono due esperti psicoterapeuti dell’adolescenza, che, per oltre un decennio, hanno lavorato con i ragazzi e le loro famiglie attraverso la terapia DBT insegnando loro le abilità e le strategie essenziali, attraverso cui sostituire i comportamenti pericolosi e distruttivi con altri più sani e adattivi, adottando un atteggiamento di accettazione e comprensione empatica, in base al quale riconoscere quanto sia difficile cambiare. Accogliendo questi importanti presupposti, i genitori possono diventare meno emotivamente reattivi e giudicanti e più efficaci nel comprendere i loro figli (Miller, Rathus e Linehan, 2007).

La prima parte del libro (capitoli 1-4) descrive la fase adolescenziale, definendola “un momento di sfida, cambiamento e imprevedibilità”, e propone una serie di strategie e abilità basilari per comprendere gli adolescenti e rispondere efficacemente al loro sconvolgimento emotivo. Queste utili indicazioni sono accompagnate da brevi vignette cliniche, che illustrano in modo esemplificativo il rapporto genitori-figli, e schemi riassuntivi che propongono pratici esercizi, rivolti ai genitori.

Le strategie genitoriali proposte sono diverse. Per esempio, i genitori sono invitati a considerare i pro e i contro nell’adottare una determinata risposta al comportamento del proprio figlio, valutando i vantaggi a breve e a lungo termine. Risulta altrettanto utile stabilire una scala di priorità in base alla quale decidere quali problemi risultano maggiormente impellenti; per esempio, rispondere in modo deciso e immediato al rischio di comportamenti pericolosi (per es. l’uso di sostanze stupefacenti) ha la precedenza rispetto alla gestione di dinamiche familiari e problemi scolastici.

È essenziale migliorare la comunicazione con il proprio figlio, che sia un adolescente o un giovane adulto, ponendosi come obiettivo la possibilità di chiedere qualcosa o di negare una richiesta, pur mantenendo la relazione e il rispetto di sé. A questo proposito, viene indicato un esercizio concreto da praticare per pianificare una buona interazione genitore-figlio:

Adolescenti con emozioni intense - Recensione IMM2

Un’altra strategia genitoriale, proposta nel testo, consiste nel ripercorrere la “storia delle proprie emozioni”, intesa come esito dell’interrelazione tra fattori di vulnerabilità, eventi scatenanti, pensieri sull’evento, sensazioni corporee, denominazione dell’emozione e, infine, risposta comportamentale.

Come chiariscono gli autori stessi,

la storia dell’emozione fornisce uno schema per interpretare lo sviluppo delle emozioni, nonché la guida su come cambiare il risultato della storia e il modo in cui tu o tuo figlio potreste sentirvi dopo che l’emozione è stata espressa a livello comportamentale. (p. 37)

È importante ricostruire la storia dell’emozione in quanto consente al genitore di essere pienamente consapevole delle vulnerabilità, degli eventi scatenanti, dei pensieri, delle sensazioni corporee e delle azioni del proprio figlio adolescente e anche di se stesso.

Messaggio pubblicitario  Da leggere con attenzione il quarto capitolo, che propone un approccio equilibrato alla genitorialità, nonostante le intrinseche difficoltà di un ruolo complesso quale quello di genitore di un adolescente che ha emozioni intense. Percorrere il sentiero di mezzo è la strada migliore per raggiungere una genitorialità equilibrata; ciò implica abbandonare posizioni rigide, assolute e polarizzate, per abbracciare un pensiero dialettico e accogliere l’esistenza di molteplici prospettive. Infatti, accettare che ci possano essere più prospettive e cercare ciò che è valido, ossia quella dose di verità inclusa in ciascun punto di vista, consente di minimizzare le lotte di potere intrafamiliari.

Gli autori propongono alcuni accorgimenti linguistici, specifici e pratici, per migliore le modalità comunicative e insegnare l’uso del pensiero dialettico all’interno del rapporto genitori-figli; per esempio, evitare l’uso dell’avverbio avversativo “ma” da sostituire con la congiunzione “e” che offre valore a entrambe le frasi e prospettive; ridurre al minimo l’uso di termini assoluti come “sempre”, “mai”, “tutti” e “nessuno”; adottare un pensiero “sia/e” invece di “oppure/o”, due congiunzioni disgiuntive che pongono una distinzione netta tra due alternative autoescludentisi. L’obiettivo finale consiste nell’abbandonare progressivamente l’uso di affermazioni non dialettiche, le quali riflettono il pensiero in bianco e nero, tipico degli adolescenti con emozioni intense, per esprimersi mediante affermazioni dialettiche che contemplino l’esistenza di prospettive alternative e più equilibrate, senza assolutismi e presunte verità assolute.

Criterio necessario per offrire risposte più equilibrate e meno estreme consiste nel conoscere i compiti evolutivi dell’adolescenza e saper distinguere i comportamenti tipici da quelli atipici.

Per decidere se un determinato comportamento sia o meno problematico, e quindi meritevole di particolare attenzione, bisogna considerare il comportamento stesso, l’intensità della sua manifestazione, il rischio che comporta e i modi in cui questo domina o interferisce con la vita complessiva del ragazzo. Gli autori presentano alcuni esempi di comportamenti tipici e problematici in una pratica tabella qui riportata:

Adolescenti con emozioni intense - Recensione IMM1

Spesso, i genitori oscillano tra uno stile genitoriale molto rigoroso, esigente e punitivo, e una modalità indulgente, che tende a minimizzare regole, aspettative e richieste.

A questo proposito, gli autori chiariscono che l’obiettivo da porsi è trovare un equilibrio “tra clemenza e rigore”. Come? Bilanciando il supporto e la guida, quando è necessario o i ragazzi lo richiedono, donando al contempo margini di libertà per aiutare il ragazzo a diventare indipendente; ponendo dei limiti ma offrendo possibilità di scelta, in un mix di fermezza e gentilezza, per cui scegliere le priorità non negoziabili nel rapporto genitori-figli; fornendo le radici dell’appartenenza e le ali per esplorare e conoscere la vita da sé.

La seconda parte del testo (capitoli 5-8) risulta particolarmente interessante in quanto fornisce informazioni su come rispondere a specifici problemi comportamentali, tipici della fase adolescenziale, che scaturiscono da una forte e ingestibile emotività: dai comportamenti suicidari e autolesivi ai comportamenti dirompenti e rischiosi come l’aggressività, la promiscuità sessuale e il furto, sino all’abuso di sostanze; dalle problematiche ansiose ( difficoltà scolastiche, comportamenti ossessivi o compulsivi, rigidità e perfezionismo, ansia da separazione, ritiro sociale, attacchi di panico), ai disturbi del comportamento alimentare.

Ciascuna problematica viene esaminata nel dettaglio, a partire da una comprensione del comportamento allarmante e dalla proposta di una vignetta clinica, per poi soffermarsi sulla risposta genitoriale, attraverso la presentazione di una guida concreta su come rispondere nel modo più sicuro ed efficace a questi comportamenti, usando le abilità e strategie indicate nella prima parte.

Per esempio, nel caso dell’autolesività, 

un comportamento deliberato e guidato dalle emozioni che si traduce in un danno fisico esterno o interno. (p.115),

vengono selezionate le possibili motivazioni alla sua base: il tentativo di gestire un dolore emotivo molto forte; la volontà di punirsi; il bisogno di provare qualcosa di diverso dall’intorpidimento emotivo; il desiderio di ridurre l’isolamento sociale e aumentare l’identificazione con il gruppo dei pari. Di fronte alla minaccia di farsi del male di un figlio adolescente o giovane adulto, è necessario porre in sicurezza il ragazzo adottando una serie di accorgimenti, come assicurarsi che non abbia accesso immediato a coltelli, pillole e altri mezzi che potrebbe usare per ferirsi, essere pronti a violarne la privacy in nome della sua incolumità, e richiedere un immediato aiuto esterno e professionale.

Infine, la terza parte (capitoli 9-10) è dedicata alla cura di sé, in quanto genitore, e del sistema famiglia, mediante la proposta di una serie di indicazioni finalizzate a migliorare la gestione dello stress genitoriale, adottare una voce interiore clemente e non giudicante verso se stessi, e trovare un equilibrio tra richieste e desideri cioè tra le aspettative e i desideri altrui e i propri.

Come gli autori sottolineano, l’unico modo per avere energie e risorse sufficienti a prendersi cura del proprio figlio adolescente è prendersi cura di se stessi. Insegnare a se stessi come calmarsi, distrarsi e consolarsi in circostanze difficili e dolorose è fondamentale per ridurre l’intensità delle emozioni e superare il momento di crisi senza peggiorare le cose (Linehan, 1993)

Gli autori rivolgono uno sguardo anche al “sistema famiglia”, discutendo dell’effetto che il figlio adolescente con un’emotività intensa esercita sugli altri membri del nucleo familiare, come i fratelli e le sorelle. Infatti, risulta importante trascorrere del tempo con gli altri figli, assicurandosi che i loro bisogni emotivi siano altrettanto soddisfatti, in quanto spesso questi si sentono invisibili e trascurati. Inoltre, è bene distinguere, nella cerchia parentale, coloro che riescono ad essere supportivi, comprensivi e validanti, dando un concreto supporto e conforto, e quanti invece saranno giudicanti e offriranno consigli indesiderati e poco utili.

Il manuale termina con la proposta di una serie di risorse web e consigli letterari per i genitori, insieme alla presentazione di una guida rapida per una “genitorialità equilibrata ed efficace”, che ripropone concetti e abilità precedentemente esposti nel corso dei capitoli, come l’importanza dell’accettazione, della flessibilità e dell’equilibrio, del pensiero dialettico e della negoziazione, nel rapporto con il proprio figlio adolescente.

La lettura del libro risulta chiara e scorrevole, pur offrendo una visione articolata e completa dell’universo adolescenziale e una descrizione realistica delle montagne russe emotive tipiche di questo periodo; inoltre, dona un contributo concreto alle figure genitoriali in quanto propone risposte pratiche agli innumerevoli interrogativi che frequentemente sorgono di fronte alle sfide dell’adolescenza, soprattutto se attraversata da intensi sconvolgimenti emotivi.

 

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Bibliografia

  • Harvey, P., & Rathbone, B. H. (2021). Adolescenti con emozioni intense: Come gestire con la DBT le sfide emotive e comportamentali di tuo figlio. FrancoAngeli.
  • Linehan, M. (1993). Skills training manual for treating borderline personality disorder (Vol. 29). New York: Guilford press. Trad.it DBT Skills Training. Manuale-schede e fogli di lavoro. Con USB card. Milano: Cortina, 2015
  • Linehan, M. M. (2018). Cognitive-behavioral treatment of borderline personality disorder. Guilford Publications. Trad. it. Introduzione alla DBT. Il trattamento cognitivo-comportamentale del disturbo borderline. Milano: Cortina, 2017
  • Miller, A. L., Rathus, J. H., & Linehan, M. M. (2007). Dialectical behavior therapy with suicidal adolescents. Guilford Press.
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