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This is us (2016): identità dei personaggi nel rapporto tra passato e presente

"This is us" ci regala un quadro piuttosto completo dei personaggi e della loro famiglia, mostrando come ciò che avviene nel presente sia legato al passato

ID Articolo: 184700 - Pubblicato il: 30 aprile 2021
This is us (2016): identità dei personaggi nel rapporto tra passato e presente
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This is us è un brillante tv drama firmato Dan Fogelman in onda dal 2016 e ormai alla sua quinta stagione.

 

Attenzione! L’articolo contiene spoiler!

Messaggio pubblicitario I protagonisti, Kevin, Kate e Randall vivono vite diverse, ciascuno alle prese con i propri problemi. Kevin è l’attore protagonista di una sitcom di successo, ma è insoddisfatto e stanco di essere notato solo per il suo aspetto; Kate è in sovrappeso e cerca di affrontare la sua condizione frequentando gruppi di auto aiuto per persone con il suo stesso problema. Randall lotta con diverse parti di sé cercando di mantenere il controllo su ogni aspetto della sua vita. Questi tre personaggi hanno in comune il giorno del loro compleanno, e non solo.

Si avvisano i lettori che il resto dell’articolo contiene spoiler sulle stagioni della serie andate finora in onda.

This is us è fondamentalmente la storia di una famiglia, i Pearson. Rebecca e Jack Pearson sono una giovane coppia in attesa di tre gemelli che si trova a fare i conti con la perdita di uno dei tre bambini durante il parto. Già dal pilot la serie mette in luce il suo carattere drammatico toccando il delicato tema del lutto perinatale. Al tempo stesso, rivela un altro lato, fatto di speranza, quando Jack e Rebecca riescono a non lasciarsi sopraffare dal trauma della perdita e – semi-citando una scena della serie – “prendono il limone più aspro che la vita potesse dargli e ne fanno qualcosa di simile ad una limonata”. Decidono infatti di tornare comunque a casa con tre bambini adottando un neonato che si trovava quello stesso giorno in quello stesso ospedale dopo essere stato abbandonato davanti alla caserma dei pompieri.

Così ha inizio la storia di Kevin, Kate e Randall e dei loro genitori, Jack e Rebecca. Veniamo quindi trasportati all’interno di un’intricata storyline che si sviluppa su più linee temporali presentandoci tutti i protagonisti in diversi momenti delle loro vite. La scelta di “saltare” da un tempo all’altro in ciascun episodio, dà allo spettatore la possibilità di osservare in che modo il passato ed il presente entrano in connessione.

Randall è probabilmente uno dei caratteri più complessi e interessanti della serie. La sua è la storia di un bambino, di un ragazzo e poi di un uomo che lotta con se stesso, con le tante parti che cercano di trovare posto nella sua identità. L’identità di un afroamericano cresciuto in una famiglia di bianchi; amato infinitamente, ma forse non totalmente compreso. Ossessivamente devoto allo studio e costantemente impegnato nel fare la cosa giusta, Randall deve misurarsi con l’immagine di due padri: prima con Jack, il suo padre adottivo, e più tardi con William, il padre biologico ritrovato dopo tanti anni. Entrambi, Jack e William, hanno avuto problemi di dipendenza – rispettivamente dall’alcol e dalle sostanze –  ma sono stati anche uomini altruisti e capaci di amare. Anche Randall è un padre e un marito amorevole, sempre pronto a battersi per gli altri. Ma la sua smania di fare sempre ciò che è giusto, il suo prendersi cura del prossimo, la sua ricerca di perfezione, finiscono per non essere solo delle buone qualità; al contrario, arrivano al punto da spingerlo verso il panico ogni volta che la realtà si scontra con le sue aspettative. Randall vive più volte episodi di panico e solo dopo la morte di suo padre William prova a sganciarsi da una routine troppo calcolata e a godersi gli attimi e le piccole cose. Nemmeno questo evento è però in grado di cambiare il suo approccio alla vita che lo spingerà ancora a confrontarsi con se stesso e con la sua storia passata. Randall è l’esempio di un uomo che vive una crisi perenne che lo porta a riformulare continuamente il significato della propria esistenza e da questo dubbio scaturisce la sua ansia. Nella crisi siamo portati a scorgere dubbi sul nostro valore e sul valore della vita. Laddove si pensava di conoscere il proprio io, il dubbio si insinua e lo rende estraneo rivelandoci la possibilità di perdere il controllo. I sintomi dell’ansia che spesso mimano una condizione organica, rappresentano invece una creazione della mente che ci segnala la presenza di una frattura. E proprio questa rottura, questa crisi, può avere come conseguenza il bisogno di riflettere su di sé reinterpretando la propria storia, inclusi gli avvenimenti passati, i fatti e le persone che hanno influenzato l’andamento della nostra esistenza (Ghezzani, 2008). In questo senso Randall è costantemente in bilico tra passato e presente e tra le molte parti che cercano di trovare posto nella sua identità.

Anche Kevin e Kate sono personaggi dall’emotività marcata. Kate non è solo una donna che cerca di affrontare i suoi problemi di peso, dietro a questo problema si celano le questioni irrisolte del suo passato, le insicurezze, l’immagine idealizzata di suo padre e le contraddizioni di una complessa relazione madre-figlia. Tutto questo si concretizza nel suo rapporto con il cibo che, se da un lato la rende decisa a portare avanti un percorso di miglioramento personale, dall’altro la fa ricadere in episodi di abbuffate alla ricerca di conforto. Kate ricorre al cibo in momenti difficili. Lo fa quando si ritrova ad affrontare il dolore causato dalla morte di suo padre, o per “guarire” le ferite emotive lasciate da una relazione malsana. Questo tipo di condotta si configura spesso nell’atto dell’abbuffata. Nelle persone con obesità non è raro osservare episodi di binge eating, ma non vi è una correlazione diretta: non tutti i soggetti obesi sono binge-eaters e non tutti i binge-eaters presentano una condizione di obesità (Eifert et al., 2016). Le abbuffate possono essere scatenate da vari fattori, quali ad esempio una precedente restrizione alimentare – una dieta – ma spesso si presentano in connessione con stati affettivi negativi; i disturbi legati all’alimentazione tendono a consolidarsi proprio in presenza di emozioni negative (Hofmann, 2020). Il personaggio di Kate racconta le varie sfumature di una condizione complessa che influenza la sua vita sul piano fisico e psicologico e, ormai adulta, la porta a confrontarsi con un’immagine di sé in cui si rivede ancora come la ragazzina sovrappeso insicura del proprio aspetto e del proprio valore.

Messaggio pubblicitario Infine Kevin, che all’apparenza ha tutto ciò che si possa desiderare, è in realtà alla perenne ricerca di qualcosa. Rinuncia al ruolo che lo aveva portato al successo per guadagnare credibilità come artista. Si ritrova poi ad inseguire l’idea di una relazione romantica come quella dei suoi genitori, ma finisce ogni volta per scappare o deludere le sue partner. Tutti i tentativi di trovare la sua strada non lo portano mai dove vorrebbe, al contrario, finiscono per condurlo alla dipendenza dall’alcol che aveva sopraffatto anche suo padre Jack. In lui prevale il bisogno di attenzione, di essere riconosciuto come persona degna di affetto e ammirazione: lo ricerca nel suo pubblico, in rocambolesche relazioni pseudo-sentimentali e, infine, nell’amore di sua madre, le cui attenzioni sono da sempre oggetto di contesa tra lui e suo fratello Randall. Assistiamo quindi alla smaniosa ricerca di una vita appagante che sembra però non esserlo mai abbastanza.

Attraverso le storie dei protagonisti, This is us ci regala un quadro piuttosto completo di questi personaggi e della loro famiglia, mostrandoci come ciò che avviene nel presente sia indissolubilmente legato a ciò che è accaduto in passato, come ogni persona incontrata e ogni evento vissuto possa lasciare un segno e dirigere la vita in una direzione piuttosto che in un’altra. E al centro di questo processo, nella storia dei Pearson, si pone la famiglia come luogo e momento fondamentale per l’affermazione e il riconoscimento di sé.

La famiglia […] permette anche una relazione tra le generazioni. Al suo interno, […] le differenti generazioni trovano spazio per incontrarsi, confrontarsi, competere, completarsi, dividersi i compiti e ridefinire i propri confini. […] la maturazione dell’individuo viene accompagnata nell’integrazione delle diverse fasi di sviluppo nella personalità proprio dalla famiglia che permette questa ulteriore distinzione e completamento in quanto essa è il luogo che tiene unite più generazioni (Gambini, 2007, p. 49).

In questo senso, una storia come quella dei Pearson, è il racconto di intere generazioni che prende forma attraverso le vite dei protagonisti.

This is us è una serie ben costruita, complessa e semplice al tempo stesso. Semplice perché racconta qualcosa che in una certa misura è familiare a ciascuno di noi – la storia di una famiglia, delle generazioni passate, presenti e future – che ci rende in grado di apprezzare come la vita sia un’intricata trama della quale tutti facciamo parte. In questo modo, anche il passaggio dalla vita alla morte viene concepito non come qualcosa di netto, ma come un tassello da aggiungere al quadro che definisce chi siamo, attraverso il lascito di chi non c’è più. Seguendo gli intrecci tra passato, presente e futuro, questa serie ci invita dunque a riflettere sul grande disegno che è la vita e su come ognuno di noi sia il prodotto unico di un insieme di fattori ed esperienze che scrivono – spesso al di fuori della nostra consapevolezza – il senso del nostro stare al mondo.

 

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Bibliografia

  • Eifert, G.H., Greco, L.A., Heffner, M., Louis, A. (2016) Disturbi dell’alimentazione: nuova prospettiva comportamentale e trattamento acceptance-based in D.W. Woods, J.W. Kanter (a cura di) Disturbi psicologici e terapia cognitivo-comportamentale. Modelli e interventi clinici di terza generazione, 2016, Franco Angeli, pp. 338 – 363
  • Gambini, P. (2007) Psicologia della famiglia. La prospettiva sistemico-relazionale. Franco Angeli
  • Ghezzani, N. (2008) La logica dell’ansia. Empatia, ansia e attacchi di panico. Franco Angeli
  • Hofmann, S.G. (2020) Emozioni in terapia. Dalla scienza alla pratica. Franco Angeli
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