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Monogamia e tradimenti: la gelosia – Una serie di Roberto Lorenzini

La gelosia è un'emozione che probabilmente si è sviluppata a protezione della certezza riproduttiva. Come la vivono uomini e donne?

ID Articolo: 180287 - Pubblicato il: 11 dicembre 2020
Monogamia e tradimenti: la gelosia – Una serie di Roberto Lorenzini
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Oggi pubblichiamo il nono lavoro della serie di Roberto Lorenzini, dedicata al tema della monogamia e delle sue implicazioni psicologiche, affettive, relazionali e, perché no, sessuali. Lorenzini propone una tesi forte: la monogamia non funziona. E prosegue il suo racconto esplorando lo sviluppo della vicenda amorosa e in particolare la gelosia.

MONOGAMIA E TRADIMENTI – (Nr. 9) La gelosia

 

9. La gelosia

Messaggio pubblicitario La gelosia è una emozione che probabilmente si è sviluppata a protezione della certezza riproduttiva. Con la gelosia (controlli, minacce al partner e al rivale) i maschi cercano di evitare di investire tempo e risorse per allevare un figlio non proprio, le femmine che il proprio partner dirotti altrove le risorse destinate a loro e al figlio. Naturalmente come sempre avviene nel corso dell’evoluzione un organo, una funzione o un comportamento inizialmente sviluppato per un certo scopo viene poi ad essere utilizzato per altri e più sofisticati obiettivi, per cui occorre diffidare di un semplice riduzionismo che vede nell’uomo soltanto il mammifero che è in lui. Così la gelosia è ormai al servizio di aspetti psicologici sofisticati quali la difesa dell’autostima ed in parte dell’immagine sociale.

Rispetto alla gelosia primordiale, quella che non si preoccupa tanto della ferita alla propria immagine dovuta al fatto che il mio partner preferisca un altro, ma di cose molto più concrete come il fatto che io, maschio, non sia costretto a sgobbare tutto il giorno per allevare un bastardo o io, femmina, non veda mio figlio e me stessa a rischio di sopravvivenza perché il mio partner porta le prede migliori alla vicina di grotta, tra maschi e femmine esiste un’altra differenza decisiva.

In tutti i mammiferi la fecondazione avviene dentro il corpo della femmina e fuori dalla vista del maschio. Per questo la femmina è sempre certa che il figlio che porta in grembo sia il suo ma, al contrario, il maschio non lo è mai, non può esserlo. Le statistiche possibili grazie al test del DNA ci dicono che attualmente un figlio su 5 non è del padre legittimo che ritiene di esserlo.

Solo il maschio corre un alto rischio di investire risorse per favorire il diffondersi di geni non suoi ma di un rivale. È nella natura delle cose che la femmina per salvaguardare la sua prole, qualora non appartenga al partner ufficiale e ben sapendo che quest’ultimo non investirebbe su figli non suoi, debba fare di tutto per nasconderglielo; si pensi alla Filomena Maturano di Eduardo De Filippo e ai suoi tre figli che per lei sono tutti “pezzi ‘e core”, mentre per il suo compagno l’unico a cui dare tutto il suo aiuto e la sua ricchezza sarebbe il suo legittimo figlio, se riuscisse a sapere quale sia dei tre.

Questa diversità nella certezza rispetto alla prole, unità alla diversità dell’investimento e del ruolo che i due sessi giocano nella vicenda riproduttiva fa sì che uomini e donne siano piuttosto diversi anche nello sperimentare la gelosia.

Messaggio pubblicitario Per gli uomini il tradimento più temuto è proprio quello squisitamente sessuale: ciò che temono è che la loro compagna faccia sesso con un altro e che questo sottragga loro la possibilità di generare un proprio figlio perché la loro compagna è impegnata a riprodurre i geni di un rivale; peggio ancora se ciò avviene a loro insaputa e così oltre al danno, e cioè perdere la loro possibilità riproduttiva, sussiste anche la beffa di tirar su il figlio di un altro. Per gli uomini il tradimento semplicemente affettivo, cioè che la compagna si innamori di un altro è molto meno grave del vero e proprio tradimento sessuale (Buss, Larsen e Western, 1996); e quando comunque lo si considera grave è perché si teme che l’innamoramento sia la premessa per un tradimento sessuale. In effetti per le donne il sesso è più associato all’innamoramento di quanto non lo sia negli uomini. L’ossessione del maschio geloso è l’immagine ripetitiva della sua compagna che sta facendo sesso con il rivale.

Per le donne le cose stanno in maniera un po’ diversa. Il pericolo principale che vedono nel tradimento è che il proprio compagno dirotti attenzioni e risorse verso una nuova compagna e altri figli; quello che non tollerano è che sia sottratto loro il tempo, le attenzioni, l’affetto. In effetti le lamentele che i partner si rivolgono più frequentemente riguardano per i maschi la mancanza di sesso e passionalità erotica, per le donne la trascuratezza e la mancanza di attenzione verso i bisogni emotivi.

Questa diversità nello sperimentare il tradimento e della diversa posta in palio per i due sessi è rispecchiata nelle leggi che condannano l’adulterio in ogni parte del mondo. Dovunque c’è una severità estremamente maggiore nel punire l’adulterio femminile rispetto a quello maschile (si pensi addirittura al delitto d’onore che lasciava impunito il femminicidio, in vigore in Italia fino alla metà del secolo scorso). Ovviamente ciò è dovuto in parte alla connotazione maschilista della maggior parte delle attuali società per cui essendo l’uomo al potere è lui che fa le leggi e quindi è benevolo con i propri errori e drastico con quelli della controparte femminile, ma non è tutto qui. La differenza fondamentale è che l’uomo adultero non impone alla moglie di allevare dei figli non suoi.

 

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Che vantaggio hanno i due sessi nel tradire il proprio compagno? Non sarebbe meglio starsene buoni una volta trovato il proprio partner riproduttivo?

Bibliografia

  • Buss D.M., Larsen R.J. Western D. 1996 “Sex differeces in jealousy: not gone, not forgotten and not explained by alternative hipothesys” Psychological Science
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