Monogamia e tradimenti: il tradimento – Una serie di Roberto Lorenzini

Che vantaggio hanno i due sessi nel tradire il proprio compagno? Non sarebbe meglio starsene buoni una volta trovato il proprio partner riproduttivo?

ID Articolo: 179953 - Pubblicato il: 04 dicembre 2020
Monogamia e tradimenti: il tradimento – Una serie di Roberto Lorenzini
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Oggi pubblichiamo l’ottavo lavoro della serie di Roberto Lorenzini, dedicata al tema della monogamia e delle sue implicazioni psicologiche, affettive, relazionali e, perché no, sessuali. Lorenzini propone una tesi forte: la monogamia non funziona. E prosegue il suo racconto esplorando lo sviluppo della vicenda amorosa e in particolare il tradimento.

MONOGAMIA E TRADIMENTI – (Nr. 8) Il tradimento

 

8. Il tradimento

Messaggio pubblicitario Nella nostra cultura monogamica la maggiore minaccia alla fase dell’amore viene dalla possibilità del tradimento, ovvero dalla scelta contemporanea di altri partner che appaiono migliori del proprio in quel momento e che, proprio per la cultura monogamica, impongono una scelta che comporta comunque una perdita che non sarebbe invece necessaria in un contesto culturale diverso. Tradiscono sia gli uomini che le donne (Perel, 2019; Strocchi, 2015; Dunbar, 2013; Figes, 2014; Baldassarre, 2018; Bonatti et al., 2015).

I maschi sono attratti particolarmente dalla bellezza fisica che è segno di salute e di fertilità; anzi potremmo meglio dire: i maschi non lo sanno, ma considerano bello ciò che è un indicatore di salute e fertilità (gambe lunghe, fianchi larghi, ghiandole mammarie rigogliose, capelli folti, dentatura sana, rotondità soprattutto nei periodi di scarsità di cibo, e così via).

Le femmine per garantirsi il maggior successo riproduttivo scelgono tra i vari competitori i maschi più belli che saranno preferiti perché la bellezza e in particolare la prestanza fisica sono indice di geni migliori, ma sarà anche molto importante la loro capacità di nutrire e di proteggere e dunque la loro competenza nel procurarsi risorse. Tradotto in termini umani significa che gli uomini ricchi e potenti risultano agli occhi delle donne effettivamente affascinanti: non si tratta semplicemente di bieco calcolo interessato; il potere di un uomo (oggi non solo dovuto ai bicipiti ma soprattutto all’intelligenza che è strumento certamente più efficace per procurarsi risorse) ha la stessa attrazione per una donna del bel fisico di una donna per un uomo. Da sempre quella che viene esaltata è la bellezza della donna e la forza dell’uomo, in qualsiasi cultura conosciuta ed in ogni epoca storica.

Infine, un’altra caratteristica decisiva a cui la femmina deve badare è la disponibilità dell’uomo a garantire nutrizione e protezione per un tempo prolungato, non per qualche giorno, ma per anni: la dedizione, non facile da valutare è elemento essenziale per garantire la sopravvivenza della prole. Forse è per questo che le donne sono particolarmente sensibili all’amore che un uomo mostra per loro, ai sacrifici che fa per loro nel corteggiamento, e talvolta si innamorano proprio del fatto che il partner sia innamorato di loro: sono tutti segni della possibile dedizione futura. Per questo spesso le donne si innamorano di chi è innamorato di loro ed un corteggiamento assiduo e prolungato ha successo. Gli uomini invece per la loro illimitata possibilità di procreare vanno di fretta, oltre alla bellezza sono attratti dai segnali di disponibilità che indicano una facile, rapida accessibilità senza un gran dispendio di tempo e risorse (Dumbar 2013, Zeki 2007). In sintesi, possiamo dire che il sesso femminile che investe di più nella singola vicenda procreativa è quello che sceglie il partner, mentre il sesso maschile che investe molto di meno è quello che compete, come competono tra loro gli spermatozoi. I maschi cercano femmine fertili e dunque belle e giovani e le femmine maschi forti (potenti e ricchi) e disposti ad investire nel tempo (fedeli).

In una ricerca effettuata in un college (Clark R.D., Hatfield E. 1989) si è verificato che praticamente lo 0% delle donne del campione era disposta ad andare a letto con un partner sconosciuto, mentre il 75% degli uomini accettava la proposta ed il rimanente 25% si scusava per il rifiuto adducendo motivi occasionali e cercava di rimandare ad altro momento l’appuntamento.

La differenza è giustificata dal fatto che una donna non è mai a corto di partner disponibili, essi sono una risorsa pressoché illimitata. Per questo ad esempio la pornografia è di fatto un fenomeno fondamentalmente maschile: sono gli uomini ad eccitarsi alla più sottile prospettiva della possibilità di un rapporto, la donna molto meno perché la possibilità, se lei vuole, c’è sempre. La danno così per scontata che qualora si offrano e vengano rifiutate lo considerano un grave torto che merita adeguata e duratura vendetta (rifiutate una donna che vi si è offerta e vi sarete fatti un nemico per la vita, al contrario per gli uomini il rifiuto è il risultato atteso).

Sono gli uomini che per avere accesso alla risorsa limitata costituita dalla donna corteggiano, seducono, fanno le guerre, violentano o pagano (la prostituzione è tradizionalmente il mestiere femminile più antico del mondo). Per perseguire l’ottimizzazione della propria procreatività gli uomini scelgono la varietà dei partner mentre le donne la stabilità.

La poliginia è stata la regola in molte società. Un uomo ricco, avendo molte risorse, può avere molte mogli e spesso le donne preferiscono essere una delle mogli del ricco signore piuttosto che l’unica moglie di un uomo povero. Anche attualmente la poliginia, seppure non codificata, è piuttosto diffusa per cui i potenti e i ricchi spesso hanno una moglie che magari cambiano con una più giovane ogni tanti anni e qualche amante. I poveri spesso non hanno neppure una sola partner. Le donne per sedurre si mostrano belle e disponibili, gli uomini esibiscono i segni della loro forza fisica o economica (belle auto, proprietà, potere). Al contrario i regimi poliandrici non hanno mai avuto vita lunga perché gli uomini che devono condividere la stessa donna sono fatalmente rivali a motivo dell’incertezza della paternità.

Messaggio pubblicitario Che vantaggio hanno i due sessi nel tradire (De Santis, 2017) il proprio compagno? Non sarebbe meglio starsene buoni una volta trovato il proprio partner riproduttivo? Esiste una spiegazione evoluzionistica oltre il semplice fatto che gli umani sembrano temere la noia sopra ogni altra cosa e quando le cose diventano stabili, prevedibili e tranquille sentono l’irrefrenabile spinta ad incasinare tutto per poi rimettersi immediatamente a ricostruire la stabilità e la serenità che rimpiangono amaramente.

Abbiamo già visto come i maschi hanno un vantaggio evidente ad accoppiarsi con quante più femmine possibili, soprattutto se con rapporti occasionali e con una femmina che sia giovane, bella e facilmente accessibile in modo da non richiedere un grande investimento per conquistarla. È significativo in tal senso come risultino attraenti per gli uomini aspetti dell’abbigliamento o del modo di fare di una donna che segnalino una pronta disponibilità (quello che le altre donne chiamano dispregiativamente civetteria o puttanagine), sempre che si stia parlando di una partner occasionale. Al contrario il coniuge deve garantire la fedeltà sessuale per cui le stesse caratteristiche non sono affatto apprezzate, nel rapporto stabile l’uomo cerca la garanzia della propria paternità e la facile disponibilità della donna non è un buon indicatore. Insomma, gli uomini sono attratti da donne che non vorrebbero come compagne di vita.

Le femmine, che anche nel mondo animale tradiscono, lo fanno per assicurarsi più risorse. In genere gli amanti fanno più regali dei mariti e una migliore qualità genetica del figlio: infatti la bellezza, come per gli uomini, è più importante nell’amante che nel marito. La fedeltà che gli uomini cercano nelle donne è soprattutto una fedeltà sessuale, mentre le donne ricercano maggiormente una fedeltà intesa come dedizione e garanzia di risorse per sé e i figli (gli alimenti).

Riferendoci ai nostri lontani progenitori possiamo dire che tradire aumentava le proprie possibilità riproduttive e dunque le radici di tutto questo grandissimo valzer vanno ricercate negli aspetti più biologici dell’esistenza che spingono i geni a fare di tutto per perpetuarsi, trascurando i guai e gli sconvolgimenti emotivi che così causano ai loro portatori. Ma certamente non è l’unico motivo e forse oggi sono preponderanti aspetti psicologici. Sta di fatto che da sempre gli esseri umani tradiscono i partner sia nelle relazioni eterosessuali che omosessuali e certamente non soltanto per fare più figli.

Il traditore appartiene spesso alla categoria dei narcisisti sentendosi superiore agli altri. Per lui non valgono le stesse regole cui debbono assoggettarsi gli altri esseri umani. Si ritiene in diritto di avere più di quanto hanno gli altri e si sente estremamente più furbo per cui pensa che non sarà scoperto. Vive in una realtà aumentata, come negli antichi circhi a più piste dove andavano in scena più spettacoli contemporaneamente. Questo poter entrare ed uscire a piacimento da realtà diverse che si ignorano reciprocamente gli dà un senso di onnipotenza, lo fa sentire simile ad un dio che crea mondi alternativi secondo il suo capriccio. Il rischio di essere scoperto gli procura un brivido adrenergico simile a quello dei giocatori d’azzardo ed ogni volta che gli va bene si incrementa il suo vissuto di grandiosità.

In verità si tratta, come quasi sempre per i narcisisti, di un individuo che è stato poco riconosciuto da piccolo ed ha una identità molto fragile e insicura che necessita di continue conferme da parte degli altri. Lui che sembra il padrone assoluto è in realtà schiavo degli altri dal cui giudizio dipende e per il quale è disposto a tutto. Se questa del bisogno assoluto del riconoscimento altrui è una prima importante dimensione della psicologia del seduttore e traditore seriale, non stiamo parlando dunque di chi tradisce solo in occasione di un definitivo cambio di partner che può capitare alcune volte nel corso di una vita, l’altra è la paura dell’intimità. Avere molti partner contemporaneamente significa anche, infatti, non stare completamente e totalmente con nessuno. Tale timore del narcisista per l’intimità profonda si fonda proprio sul suo senso di scarso valore che gli fa pensare che se si mostra per ciò che davvero è, se l’altro lo conoscesse profondamente resterebbe deluso e si allontanerebbe. La distanza, lo spettacolo d’arte varia di un innamorato di te che è assolutamente da non perdere (vedi Via con me di Paolo Conte) che realizza per sedurre l’altro sono garanzia di sicurezza rispetto al rifiuto che teme sopra ogni cosa perché non comporterebbe solo la perdita dell’altro ma di un sé stesso che è inesistente se non continuamente riconosciuto.

 

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Il nucleo centrale stabile dell’identità si definisce in relazione con gli altri, testimoni e specchi che ci restituiscono l’idea di chi siamo.

Bibliografia

  • Perel E. 2019“Così fan tutti.ripensare l’infedeltà” ed. Solferino.
  • Strocchi M. C.2015 “Infedeltà. Cause e rimedi” ed. Anima edizioni.
  • Dunbar R. 2013 “Amore e tradimento”ed Raffaello Cortina, Milano
  • Figes K. 2014 “Amore, fedeltà, bugie e tradimento. Come vivere bene le relazioni e sopravvivere a crisi e rotture”Ed. Il punto di incontro.
  • Baldassarre M. 2018 “seduzione e tradimento” ed. Alpes Roma.
  • Bonatti K.,Sangeet M.P.2015”Il diritto di tradire. Il tradimento come rispetto di sé e il ruolo dei Social Media” ed. Olesecos
  • Zeki S. 2007 “the neurobiology of love in FEBS letters 581, 2575-2579
  • Clark R.D., Hatfield E. 1989 “Gender differences in receptivity to sexual offers” Journal of Psychology and Human Sexuality, 2, pp 39-55
  • De Santis A. 2017 “ti ho scelto per amore, ti ho tradito per amore. Cosa può spingere un uomo e una donna a tradire” ed. Armando
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