Centri Clinici

Donne che camminano tra i lupi: le conseguenze psicologiche delle molestie di strada

Pochi studi si sono proposti di analizzare quali effetti comporti l’essere vittime di molestie di strada, nonstante il loro forte impatto sulle donne

ID Articolo: 179530 - Pubblicato il: 16 novembre 2020
Donne che camminano tra i lupi: le conseguenze psicologiche delle molestie di strada
Messaggio pubblicitario SFU 2020
Condividi

Le molestie di strada (o street harassment) vengono generalmente definite come attenzioni sessuali non desiderate esercitate da un estraneo in ambienti pubblici, siano essi strade, parchi o trasporti (Wesselmann & Kelly, 2010).

 

Messaggio pubblicitario Questo genere di molestie comprende un ampio spettro di comportamenti, quali fischi, pedinamenti, palpeggiamenti o qualsivoglia altro tipo di atteggiamento volto ad intimidire la vittima, attraverso connotazioni dal forte contenuto sessuale e minando la sua sicurezza (Stop Street Harassment, 2019). Nonostante questo fenomeno si rifletta sia sugli uomini che sulle donne, queste ultime sono maggiormente esposte a tali rischi. Difatti, in uno studio condotto da Stop Street Harassment (2014) è stato evidenziato come, su 2000 persone intervistate, il 65% delle donne e il 25% degli uomini ha dichiarato di esser stato vittima di molestie di strada.

Questo fenomeno correla positivamente con l’auto-oggettivazione, che coincide con la tendenza a focalizzarsi, preoccuparsi e, conseguentemente, a vergognarsi per il proprio aspetto corporeo (Fairchild & Rudman, 2008).

Naturalmente, l’autostima della vittima gioca un ruolo chiave nella sua capacità di gestione del problema. Di fatti, è stato dimostrato come le donne che presentano una bassa autostima tendono ad auto-colpevolizzarsi di più per l’esperienza subita, rispetto a coloro che presentano livelli di autostima più elevati (Saunders et al., 2017).

Purtroppo, l’essere vittime di tali violenze, porta spesso a dei cambiamenti repentini, che includono l’interrompere le attività all’aria aperta, lasciare il lavoro o cambiare quartiere (Stop Street Harassment, 2014).

Numerosi studiosi affermano che le molestie di strada nei confronti delle donne, altro non siano che forme di dominazione maschile, che tendono ad isolare il genere femminile, rafforzando l’idea che gli ambienti pubblici siano spazi ad esclusivo usufrutto degli uomini (Davis, 1993; Thompson, 1994). Ciò non fa altro che esercitare un controllo sulla crescita emotiva ed intellettuale delle donne, affinché esse assumano atteggiamenti graditi agli uomini (Davis, 1993) e siano disponibili a ricevere commenti in qualsiasi momento e in qualsiasi ambiente (Thompson, 1994). Naturalmente, vi è chi ha avanzato l’ipotesi che ciò sia dovuto al fatto che alcuni uomini percepiscano una mancanza di potere che contribuisce ad incrementare il senso di minaccia percepito che, a sua volta, porta a commettere tali gesti (di Leonardo, 1981).

Nonostante quanto appena esposto, pochi studi si sono proposti di analizzare quali effetti comporti l’essere vittime di molestie di strada, sulla salute mentale delle donne.

Alcuni autori hanno dunque deciso di approfondire tale aspetto, ipotizzando come le molestie di strada potessero essere delle variabili predittive rispetto alle manifestazioni di ansia (Prima ipotesi) e depressione (Seconda ipotesi) e come esse potessero essere, a loro volta, predittive rispetto alla qualità del sonno delle vittime. Allo studio hanno preso parte 252 studentesse, di differente etnia, con un’età media di 19 anni.

Messaggio pubblicitario In primo luogo, al fine di valutare la presenza o meno di eventuali sintomi depressivi e ansiosi, sono state utilizzate le relative sotto-scale del Brief Symptom Inventory (Derogatic & Melisaratos, 1983). È stata, inoltre, analizzata la qualità del sonno delle partecipanti, attraverso un item estratto dal Pittsburgh Sleep Quality Index (Buysse et al., 1989). Infine, è stata misurata la frequenza con cui le partecipanti erano state vittime di molestie di strada. Nello specifico, al fine di valutare la suddetta variabile, alle studentesse è stata presentata una lista di 28 comportamenti, ed è stato chiesto loro di specificare con quale frequenza avessero subito quella tipologia di molestia da parte di uno sconosciuto.

Come previsto, considerando anche la letteratura precedente, i risultati hanno confermato la presenza di correlazioni significative tra le variabili prese in esame, fornendo la conferma che le molestie di strada sono effettivamente correlate con ansia, depressione e qualità del sonno. Nello specifico, lo studio ha dimostrato che le molestie di strada predicono, indipendentemente, ansia e depressione, ognuna delle quali, a sua volta, predice una peggior qualità del sonno.

Come sottolineato dagli autori, lo studio appena presentato è uno dei primi ad aver trattato le molestie di strada come un problema di salute pubblica e non come un semplice fastidio, affinché possano essere sviluppati interventi al fine di promuovere la salute mentale delle vittime.

 

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 5, media: 4,60 su 5)

Consigliato dalla redazione

Sulle molestiadi

Sulle Molestiadi, il mio punto di vista sui recenti scandali e sull'autonomia delle donne

Uno dei motivi di equivoco è il continuo tracimare di comportamenti magari non tutti violenti ma troppo spesso pecorecci, velleitariamente scherzosi e in fondo molesti in ambiti istituzionali e professionali

Bibliografia

  • Buysse, D. J., Reynolds, C. F., Monk, T. H., Berman, S. R. & Kupfer, D. J. (1989). The Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI): A new instrument for psychiatric research and practice. Psychiatry Research, 28, 193–213.
  • Davis, D. (1993). The harm that has no name: Street harassment, embodi- ment, and African American women. University of California Los Angeles Women’s Law Journal, 4, 133–178.
  • DelGreco, M., & Christensen, J. (2019). Effects of Street Harassment on Anxiety, Depression, and Sleep Quality of College Women. Sex Roles, 1-9.
  • Derogatic, L. R., & Melisaratos, N. (1983). The brief symptom inventory: An introductory report. Psychological Medicine, 13, 595–605.
  • di Leonardo, M. (1981). Political economy of street harassment. AEGIS: Magazine on Ending Violence Against Women, 51–57.
  • Fairchild, K. & Rudman, L. A. (2008). Everyday stranger harassment and women’s objectification. Social Justice Research, 21, 338–357.
  • Saunders, B. A., Scaturro, C., Guarino, C., & Kelly, E. (2017). Contending with catcalling: The role of system-justifying beliefs and ambivalent sexism in predicting women’s coping experiences with (and men’s attributions for) stranger harassment. Current Psychology, 36, 324– 338.
  • Stop Street Harassment. (2014). Unsafe and harassed in public spaces: A national street harassment report. http://www.stopstreetharassment.org/our-work/nationalstudy/ (Consultato il 2 Novembre 2020)
  • Stop Street Harassment. (2019). Definitions. (Consultato il 2 Novembre 2020)
  • Thompson, D. M. (1994). The woman in the street: Reclaiming the public space from sexual harassment. Yale Journal of Law and Feminism, 6, 313–348.
  • Wesselmann, E. D. & Kelly, J. R. (2010). Cat-calls and culpability: Investigating the frequency and functions of stranger harassment. Sex Roles, 63, 451–462.
State of Mind © 2011-2021 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario

Messaggio pubblicitario

Argomenti

Categorie

Messaggio pubblicitario