Autismo ai tempi del Covid-19: alcune buone pratiche

Il COVID-19 rappresenta per le persone con autismo un’ulteriore sfida, che si aggiunge a quelle già presenti nella vita di tutti i giorni

ID Articolo: 175390 - Pubblicato il: 08 giugno 2020
Autismo ai tempi del Covid-19: alcune buone pratiche
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I cambiamenti delle routine quotidiane, dovuti alle misure di contenimento del COVID-19, possono rappresentare un forte disagio per le persone con autismo e favorire l’incremento di condotte stereotipate, oppositive e aggressive verso se stessi e gli altri.

 

Messaggio pubblicitario L’autismo, o recentemente meglio definito come Disturbo dello Spettro Autistico (Autism Spectrum Disorder, ASD, APA 2013), si caratterizza per la presenza di diversi sintomi. Le principali difficoltà che possono vivere le persone con autismo riguardano deficit nella comunicazione e nell’interazione sociale, difficoltà ad accettare i cambiamenti di routine, ridotto interesse nella condivisione delle emozioni, difficoltà nel regolare il proprio comportamento rispetto al contesto sociale e disabilità intellettiva.

Queste sono solo alcune delle problematicità che caratterizzano l’autismo. La quotidianità delle persone con autismo e delle loro famiglie è, dunque, una quotidianità complessa e caratterizzata da forte stress, come riportato da numerosi studi in cui viene dimostrato che i genitori di figli con disabilità e con Disturbi Pervasivi dello Sviluppo mostrano elevati livelli di stress rispetto a famiglie con figli con un normale processo di sviluppo (Hastings, Honey e McConachie 2005; Dumas, 1991; Koegel, 1992; Konstantareas, 1992; Sanders e Morgan, 1997).

Questo particolare momento storico legato al COVID-19 rappresenta, dunque, un estremo disagio per tutto il mondo dell’autismo che si trova a dover affrontare un’ulteriore sfida che si aggiunge a quelle già presenti nella vita di tutti i giorni.

I cambiamenti delle routine quotidiane, dovuti alle misure di contenimento del COVID-19, possono rappresentare un forte disagio e possono favorire l’incremento di condotte stereotipate, oppositive e aggressive verso se stessi e gli altri.

Per prevenire e gestire l’insorgenza di tali problematiche, l’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia, alla luce del recente rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, ha elaborato un vademecum di riflessioni e di buone pratiche che possono essere utili a chi vive vicino al mondo dell’autismo.

Alcune di queste buone prassi suggeriscono di: 

  1. Favorire la comprensione del contesto

Ogni persona con autismo ha proprie capacità di comprendere ciò che realmente sta accadendo attorno a sé. È importante che le precauzioni attualmente in vigore (ad esempio il lavaggio frequente delle mani o le regole di distanziamento sociale) e le informazioni sulla natura e la diffusione del virus siano raccontate e spiegate in maniera coerente con le capacità cognitive della persona. È da privilegiare un linguaggio concreto, chiaro e diretto, evitando l’uso di metafore e termini astratti. A seconda delle risorse cognitive della persona è opportuno tenere in considerazione la possibilità di avvalersi di strumenti di comunicazione aumentativa, di storie sociali, di supporti visivi o supporti tecnologici.

  1. Scandire le giornate e il tempo

Messaggio pubblicitario Le persone con autismo generalmente traggono beneficio nel vivere le proprie giornate organizzate secondo routine e regole ben precise. Ora, dal momento che non è possibile svolgere la maggior parte delle attività che si svolgevano prima dell’emergenza sanitaria, può risultare difficile accettare questo cambiamento di abitudini creando un forte disagio. Può essere utile riorganizzare la giornata creando una nuova routine giornaliera così da rendere prevedibile anche le nuove abitudini, recuperando il senso di controllo sulla propria giornata. Per scandire i momenti della giornata e le attività potrebbe essere utile utilizzare strumenti visivi, realizzando un supporto che renda tangibile alla persona cosa fare (ad esempio utilizzando un elenco con immagini da staccare e attaccare con raffigurate le attività da svolgere). Potrebbe essere opportuno, inoltre, visualizzare lo scorrere del tempo, utilizzando, per esempio, un calendario (mensile, settimanale o giornaliero) che consenta di tracciare il tempo trascorso. 

  1. Agevolare l’espressione del disagio

Le persone con autismo possono avere difficoltà ad esprimere in modo articolato le proprie emozioni e il proprio vissuto in relazione ai cambiamenti che stanno vivendo in questo periodo. Il disagio può essere espresso attraverso diverse modalità come il cambiamento del ritmo sonno/veglia, cambiamento dell’alimentazione, un aumento dei comportamenti stereotipati o dell’irritabilità e agitazione. I familiari, che conosco bene le abitudini dei propri cari, possono monitorare e rendersi conto dell’insorgere di alcuni di questi comportamenti. È importante coinvolgere gli operatori di riferimento nel decifrare questi segnali e nel valutare le più opportune strategie di supporto. Per favorire l’espressione del disagio può essere utile fornire alle persone con autismo la possibilità di esprimere con regolarità il proprio vissuto attraverso dialogo con i genitori, colloqui individuali con gli operatori di riferimento o attività ricreative (come ad esempio la musica, la scrittura, il gioco).

  1. Fornire supporto sociale

Nell’immaginario collettivo, le persone con autismo sono considerate come totalmente indifferenti alle relazioni sociali. Questo fraintendimento è probabilmente generato dal fatto che le persone nello spettro autistico hanno un modo differente di vivere, interpretare e gestire gli scambi e le relazioni sociali. Esse, esattamente come tutte le altre, sono suscettibili all’isolamento e questo può essere aggravato in un periodo di quarantena. È opportuno fornire loro un supporto sociale utilizzando i mezzi di comunicazione attualmente disponibili.

Queste sono alcune buone pratiche che possono essere messe in atto per aiutare le persone con autismo e le loro famiglie ad affrontare questo periodo di emergenza sanitaria. Non è detto che tali prassi siano valide per tutti, ogni persona con autismo ha infatti le sue specificità. Per questo motivo è importante che in questo periodo non venga mai interrotto, anche in modalità remota via internet, il contatto con medici, psicologi e operatori di riferimento.

 

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Bibliografia

  • Honey, E., Hastings, R., e McConachie, H.R. (2005).  Research note: use of the Questionnaire on Resources and Stress (QRS-F) with parents of young children with autism. Autism, 9, 243-252.
  • Dumas, J.E., Wolf, L.C., Fisman, S.N., e Cullig, A. (1990). Parenting stress, child behavior problems and dysphoria in parents of children with autism, Down Syndrome, behavior disorders and normal development. Exceptionality, 97-110.
  • APA (American Psychiatric Association) (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders 5.
  • Ordine psicologi Sicilia, (2020). Coronavirus e autismo, un vademecum di semplici buone pratiche. Consultato il 29 aprile 2020.
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