Bambini e Adolescenti confinati in casa. Come prevenire i rischi psico-fisici?

L'impatto del covid sulla salute psicofisica di bambini e adolescenti emerge soprattutto nelle conseguenze legate alla perdita di una routine quotidiana

ID Articolo: 175179 - Pubblicato il: 29 maggio 2020
Bambini e Adolescenti confinati in casa. Come prevenire i rischi psico-fisici?
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Parlando di bambini e adolescenti, l’adattamento alla situazione attuale legata al covid-19 e la conseguente reazione sono strettamente connessi al contesto familiare e quindi a vissuti e modalità impiegate dagli adulti di riferimento. Questi, in quarantena, rappresentano la risorsa più vicina.

 

Messaggio pubblicitario  In risposta alla pandemia da coronavirus (COVID-19) il governo italiano ha ordinato la chiusura delle scuole a livello nazionale allo scopo di limitarne la diffusione. Questo radicale cambiamento della quotidianità, i limiti imposti e l’incertezza riguardo al presente e al futuro hanno generato un forte disorientamento in ogni soggetto, dal più grande al piccolo. Ma fermiamoci a riflettere sui vissuti di bambini e adolescenti.

Sono circa 8 milioni gli studenti che dai banchi di scuola si sono ritrovati di colpo confinati nelle loro case. La misura straordinaria ha costretto alla ricerca di un’alternativa alla frequenza scolastica, optando per una didattica a distanza, in cui mezzi telematici da computer a tablet a connessioni internet sono le principali risorse. Non è stato e non è tuttora semplice interfacciarsi con una realtà così diversa. Videochiamate, meeting, messaggi non bastano per parlare di “scuola”. Ogni giorno si apprezza e si riconosce la preziosità della tecnologia, si imparano nuove cose e ci si riconosce capaci di fare qualcosa che sembrava così difficile. Ma come è stare dietro ad un schermo? Non poter abbracciare un compagno, guardarlo negli occhi, giocare, chiacchierare con lui, condividere le proprie giornate con quella classe che oramai è una famiglia. Nonostante si cerchi di garantire il diritto all’istruzione, sostenendo le famiglie, garantendo uguali diritti anche ai più deboli, andando incontro ai bisogni dei singoli studenti garantendone l’integrazione, la prolungata chiusura scolastica, l’isolamento nelle mura domestiche e la limitata socializzazione con i coetanei potrebbe avere importanti conseguenze negative sulla salute psicofisica di bambini e adolescenti.

Sono numerosi i fattori di stress in gioco:

  • tempi lunghi
  • paure connesse al virus e alla possibilità di infezione
  • continue informazioni, spesso inadeguate e forte allarmismo
  • mancanza di contatti sociali con compagni, amici e insegnati
  • assenza di spazio personale in casa
  • difficoltà economiche familiari
  • stati d’animo negativi

L’impatto del COVID-19, tuttavia, non è uniforme tra le varie famiglie e il contrasto è spesso netto. Alcune hanno perso i propri cari e vivono l’infezione molto da vicino, altre si trovano in regioni con una minore diffusione. Alcuni bambini hanno genitori che svolgono un lavoro in prima linea con i contesti COVID-19, altri hanno sospeso il lavoro o lavorano in casa. Il filo comune che attraversa ogni casa, ogni famiglia, è sicuramente un vissuto ricco di paura ma ciò che è ritenuto di fondamentale importanza, soprattutto quando parliamo dei più piccoli, è il vivere il proprio ambiente familiare come confortante.

La comunità scientifica riconosce tra i rischi maggiori, la possibilità di sviluppare varie psicopatologie: disturbi d’ansia, depressione, ossessioni, fobie, psicosi, disturbi alimentari, disturbi del sonno e disturbi post-traumatici. Parliamo di reazioni da parte del corpo e della mente in risposta ad una situazione particolarmente difficile. Ad entrare in gioco sono numerosi fattori, dalla vulnerabilità personale al contesto di vita, considerando la realtà individuale prima del virus. E’ chiaro che, la stessa situazione può avere un significato differente per il singolo individuo, perciò è necessario tener conto dell’elaborazione soggettiva operata da ognuno. Il momento attuale, non è altro che un fattore di invalidazione, ossia una situazione stressante che espone la persona ad una minaccia. Hans Seley, medico austriaco, ha descritto come l’organismo reagisce agli eventi stressanti, parlando di Sindrome generale di adattamento. A tal proposito, è possibile distinguere tre fasi:

  • una prima fase di allarme con l’attivazione del sistema nervoso autonomo
  • una seconda fase di resistenza, caratterizzata da adattamento allo stress
  • una terza fase di esaurimento nel caso in cui lo stress permanga e l’organismo non metta in atto risposte adeguate per fronteggiarlo.

In questa situazione di emergenza ogni soggetto avrà attraversato allo stesso modo la prima fase di carattere fisiologico mentre le successive risposte emotive e comportamentali dipendono da percezione e immaginazione individuale. Ad assumere un ruolo centrale è il significato che la persona attribuisce all’evento e quindi i pensieri con cui si ritrova a fare i conti.

Parlando di bambini e adolescenti, l’adattamento e la conseguente reazione sono strettamente connessi al contesto familiare e quindi a vissuti e modalità impiegate dagli adulti di riferimento.

Questi, in quarantena, rappresentano la risorsa più vicina.

Tra i fattori che hanno un forte impatto sulla salute psicofisica di bambini e ragazzi, vi è in prima linea l’assenza di una routine quotidiana che contribuisce ad aumento del tempo libero, maggiore sedentarietà, spostamento dei ritmi sonno-veglia, isolamento sociale e alimentazione disordinata.

Ne conseguono nuove abitudini poco salutari che a lungo termine possono avere effetti dannosi.

Cosa fare?

Evitare tutto ciò partendo con un’accurata informazione.

Mantenere le giornate strutturate organizzando attività che possano riempire la quotidianità. Ciò non significa essere rigidi ma dare ordine e diffondere uno stato di sicurezza almeno in quella che è la propria zona confort.

Tra queste prediligere attività che tengono a bada lo stress e che permettono l’emergere del cocktail emotivo associato all’attuale situazione di emergenza da COVID-19.

Al primo posto troviamo l’espressione artistica e creativa grazie alla quale bambini e ragazzi riescono a dare significato alla confusione e alla paura.

Arte e gioco rappresentano modalità per connettersi attraverso simboli e metafore permettendo loro di prendere il controllo del loro ambiente caotico.

Creatività e immaginazione, tipiche dei più piccoli, hanno un ruolo preziosissimo: permettono l’espressione di ciò che è più difficile, sono la chiave d’accesso al loro mondo così spontaneo e ingenuo.

Di seguito riporto le parole di M. un bambino di 10 anni con diagnosi di ritardo cognitivo durante una video lezione nel periodo di quarantena. Di fronte a semplici domande, nonostante si trovasse dietro allo schermo con la sua educatrice, riesce a dire quello che prova attraverso il gioco, parlando di emozioni, del dolore e la fatica connessi all’emergenza. Un esempio di libera espressione.

Mi viene da urlare: ‘basta corona virus!’. Mi mancano i miei amici. Mi sento nervoso, ho la rabbia nella pancia che si lamenta e anche lei dice: ‘basta corona virus, stai zitto!’
Vorrei combattere con questo mostro verde e brutto, mi servirebbe una spada magica che trasforma il mostro in un coniglio buono.
Con un’esplosione vorrei distruggere questo virus, proprio come fa lady bug con il suo yo-yo
che trasforma un’acuma cattiva in un’acuma buona. Così la mia rabbia si trasformerebbe anche lei in felicita’.
Felicita’ nel cuore che mi farebbe saltare in alto come un simpatico canguro e arrivare fino alle mie maestre, alle nonne e ai miei amici per riabbracciare tutti.
Ma il posto che raggiungerei prima di tutti è il mare per nuotare libero nell’acqua azzurra.
Il virus diventato un coniglio buono e goloso di carotine, guarisce tutti quando si trasforma in un dottore speciale.

A ciò segue, l’importanza del movimento. Fare sport o semplicemente giocare dinamicamente, oltre a favorire la crescita cognitiva, emotiva e sociale, è utile a modulare le emozioni, a combattere lo stress, a scaricare le tensioni accumulate aumentando le energie e uno stato generale di benessere.

Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della sanità indicano raccomandazioni differenziate per ogni fasce d’età, secondo tempi e modalità distinte.

In questo periodo, giochi o attività di movimento svolti in casa, possono avere un duplice beneficio: essere un modo per esprimere emozioni più o meno spiacevoli e allo stesso tempo contribuire positivamente alla propria salute psico-fisica.

Messaggio pubblicitario La combinazione tra libertà di espressione, movimento, ascolto, attenzione e valorizzazione sono punti fondamentali nella relazione genitori-figli. Inoltre, condividere la situazione di emergenza presuppone un confronto intimo, un’opportunità nella relazione. Il tempo a disposizione, gli spazi a volte troppo ristretti “costringono a stare insieme”. Quanto questo può unire o dall’altra parte separare?

L’adulto in tutto ciò, mettendo a disposizione un modello sano, senza riversare le sue angosce, senza soffocare emozioni e l’espressione della propria identità, funge da fattore protettivo in questa situazione d’incertezza.

Per mitigare le conseguenze del confinamento domestico, il governo, le organizzazioni non governative (ONG), la comunità, la scuola e i genitori devono essere consapevoli del lato negativo della situazione e fare di più per affrontare immediatamente le difficoltà. Le esperienze apprese dai precedenti focolai possono essere utili per la progettazione di un nuovo programma per affrontare le problematiche.

Ritrovandosi oggi in quella che è definita “la seconda fase”, si iniziano a fare progetti futuri, a fantasticare sulla realizzazione di desideri emersi durante la quarantena proprio per l’impossibilità di poter fare ciò che prima d’ora era spesso considerato ‘scontato’. Non bisogna però escludere la presenza di vissuti di paura all’idea di uscire dall’uscio di casa. In questa fase, ancora ricca di incertezza e timori sarebbe auspicabile fare piccoli passi verso il ritorno di una vita senza la pandemia. Prepararsi alle nuove disposizioni che dopo l’estate hanno come obiettivo quello di un graduale rientro a scuola e a tutte quelle attività che appartengono alla quotidianità di ognuno.

In attesa che esca il sole, attuando le varie strategie d’azione più adeguate, ci si ripara da questa pioggia sottile e pungente.

 

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