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La formulazione del caso clinico di Rosario Esposito – Recensione del libro

Il libro di Rosario Esposito su La formulazione del caso clinico è un passo in avanti del cognitivismo italiano verso la presa di coscienza dell’importanza di questo aspetto della terapia.

Di Giovanni Maria Ruggiero

Pubblicato il 30 Mar. 2018

Il libro di Rosario Esposito su ” La formulazione del caso clinico ” è un importante passo in avanti del cognitivismo italiano verso la presa di coscienza dell’importanza di questo aspetto della terapia e al tempo stesso consente anche di comprendere a che punto siamo con la comprensione di cosa sia una buona formulazione.

 

La formulazione del caso clinico secondo Esposito

Il libro di Esposito ha due meriti. Il primo è semplicemente parlare di formulazione del caso clinico. Lo hanno fatto anche altri, ad esempio i colleghi del Terzo Centro e quelli del Centro di Terapia Metacognitiva Interpersonale. Tuttavia raramente il problema era stato messo così al centro della riflessione clinica.

Il secondo merito di Esposito è di avere colto molti aspetti del problema della formulazione del caso clinico: profilo interno, fattori di mantenimento, scompenso e vulnerabilità sono descritti in maniera esaustiva e soddisfacente. Esposito è particolarmente attento a definire operativamente le variabili cosiddette “indipendenti” rispetto alla sintomatologia, che è la variabile dipendente, in modo da superare le secche della diagnosi psichiatrica e arrivare a una comprensione del paziente in termini di psicopatologia cognitiva.

A rendere ulteriormente istruttivo il libro vi è una seconda parte dedicata a una serie di casi clinici che esemplificano in termini chiari e comprensibili la parte teorica del libro. Sono presentati tre casi di panico, ansia e/o depressione, concettualizzati con i classici strumenti del cognitivismo italiano degli ABC primari e secondari.

Le prospettive future

Accanto a questi punti di forza vi sono alcune parziali mancanze che tuttavia vanno considerate strade aperte verso futuri miglioramenti del libro di Esposito, magari già nelle prossime edizioni. Il problema principale paradossalmente sta proprio nella ricchezza di dettaglio della formulazione proposta da Esposito. La complessità di una formulazione del genere rischia di essere poco maneggiabile dal paziente. Di conseguenza, per ora la formulazione di Esposito è più un modello privato del terapista che un modello condiviso tra paziente e terapista di gestione della seduta e quindi di costruzione dell’alleanza terapeutica.

Un modello condiviso, infatti, deve essere costituito da pochissime variabili di semplicissima definizione, in modo da poter essere riportato in poche frasi su un foglio ed essere facilmente memorizzato. Ad esempio, nel modello metacognitivo di Wells la formulazione del caso clinico si riduce al contenuto del rimuginio e alle credenze di utilità, incontrollabilità e dannosità del rimuginio. Quattro variabili che possono essere descritte e monitorate quantitativamente a ogni seduta o quasi e che orientano il trattamento: l’utilità del rimuginio va trattata con interventi di riattribuzione verbale, l’incontrollabilità mediante interventi di detached mindfulness. Nel modello LIBET di Studi Cognitivi, le variabili sono intollerabilità e condizionamento dei temi e utilità e incontrollabilità dei piani. Anche in questo caso quattro variabili facilmente memorizzabili, monitorabili e in grado di orientare operativamente la terapia.

I possibili difetti del libro tuttavia vanno considerati come problemi temporanei e come stimoli costruttivi per il futuro. La precisione e il livello di dettaglio dell’opera di Esposito sono un passo avanti. Si tratta ora di passare dalla ricchezza all’amichevolezza e alla maneggiabilità dello strumento.

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Giovanni Maria Ruggiero
Giovanni Maria Ruggiero

Direttore responsabile di State of Mind, Professore di Psicologia Culturale e Psicoterapia presso la Sigmund Freud University di Milano e Vienna, Direttore Ricerca Gruppo Studi Cognitivi

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • Esposito, R. (2017). La formulazione del caso clinico. Milano: FrancoAngeli.
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