Fattori predittivi dell’impatto di una seduta allarmante sullo psicoterapeuta in formazione – Forum di Assisi 2015

Questa ricerca, presentata al Forum di Assisi 2015, ha analizzato i fattori predittivi dell’impatto di un paziente allarmante sul terapeuta in formazione.

ID Articolo: 116776 - Pubblicato il: 11 gennaio 2016
Fattori predittivi dell’impatto di una seduta allarmante sullo psicoterapeuta in formazione – Forum di Assisi 2015
Messaggio pubblicitario SFU Magistrale
Condividi

Dal VI FORUM sulla FORMAZIONE in PSICOTERAPIA – Assisi 2015

Fattori predittivi dell’impatto di una seduta allarmante sullo psicoterapeuta in formazione

Bellardi C., Virga L., Boldrini M. P., Caselli G., Ruggiero G. M.

Attraverso questa ricerca si sono investigati i fattori predittivi dell’impatto di una seduta con paziente allarmante sul terapeuta in formazione.

Lo scopo è stato quello di definire se esista un legame tra stili relazionali (Bowlby), temi dolorosi, piani di vita (Sassaroli) e impatto di una seduta con paziente allarmante sul terapeuta in formazione. Inoltre si è inteso indagare se il percorso di formazione in psicoterapia cognitivo-comportamentale costituisca un elemento protettivo nei confronti di suddetto impatto.

Si è ipotizzato l’esistenza di una correlazione positiva tra le caratteristiche misurate (stile relazionale, temi dolorosi, piani di vita) e l’impatto di una seduta con paziente allarmante; inoltre si è ipotizzato che l’impatto del paziente allarmante sia direttamente proporzionale alla juniority dello psicoterapeuta in formazione.

Messaggio pubblicitario La cornice teorica sulla quale si basa il lavoro è la letteratura relativa all’impatto degli eventi stressanti (Liotti, Weiss) e allo stile relazionale del paziente e del terapeuta in seduta, con particolare riferimento alla teoria dell’attaccamento (Bowlby) e dei cicli interpersonali (Semerari).

Il disegno progettuale, articolato in due fasi, si propone di indagare in un primo tempo le caratteristiche relazionali dello psicoterapeuta e successivamente si misura la reazione dello psicoterapeuta rispetto all’impatto del video somministrato relativo ad una seduta di psicoterapia con un paziente allarmante costruito ad hoc per questo studio.

Con l’intento di perseguire l’obiettivo di comprendere i fattori implicati nell’impatto di una seduta allarmante sul terapeuta in formazione, nel corso della scelta dei materiali da impiegare a tale scopo, si era inizialmente pensato alla costruzione di stimoli-vignetta, ma ci si è resi conto in itinere che uno stimolo video, attraverso cui proporre la visione di uno spezzone di seduta allarmante, sarebbe stato maggiormente in grado di esprimere contenuti capaci di elicitare le reazioni cognitive, emotive e comportamentali che avrebbero segnalato una vulnerabilità al contenuto rappresentato. Nelle fasi iniziali di preparazione dei materiali, si era pensato alla possibilità di proporre la visione di tre simulazioni di colloqui di psicoterapia, rispettivamente con un paziente allarmante che richiede un colloquio in emergenza; un paziente con disturbo narcisistico di personalità; un paziente con disturbo evitante di personalità.

Tutti e tre i video sono stati registrati a partire da copioni costruiti sulla base di colloqui clinici reali, ovviamente modificati per evitare che i contenuti potessero essere ricondotti ai pazienti in questione, e avvalendosi della collaborazione di attori professionisti e di una terapeuta di Studi Cognitivi. Dopo aver riflettuto lungamente sui tempi a disposizione per la somministrazione dei questionari, si è ritenuto opportuno scegliere solo uno dei tre video: si è optato per il video del paziente allarmante in quanto i ricercatori hanno valutato che tale paziente fosse quello che maggiormente avrebbe potuto impattare sui soggetti. Relativamente al video in questione, il copione è stato costruito a partire dal film “Gente comune”, un film del 1980, diretto da Robert Redford.

Nella prima fase del disegno progettuale, si sono investigate le caratteristiche dello psicoterapeuta, utilizzando i seguenti test: misurazione dello stile di attaccamento e relazionale attraverso ASQ, ECR, PTP Questionnaire – Painful Themes and Plans (PTP). Più specificamente, all’interno della cornice teorica del modello LIBET di Sassaroli-Ruggiero, per questo specifico studio pilota si è proceduto alla costruzione del Painful Themes & Plans Questionnaire, a partire dal Booklet LBET di Bassanini A., Caselli G., Redaelli C.A.., Ruggiero G.M. e Sassaroli S., con lo scopo di indagare nei soggetti sperimentali temi dolorosi intollerabili e piani di vita, enucleati dal modello stesso. Si tratta di un questionario self-report composto da 28 item, suddivisi in sette sottoscale, con quattro quesiti ciascuna relativi ai quattro temi dolorosi e ai tre piani di vita individuati dal modello LIBET. Il questionario prevede che le risposte vengano date su una scala Likert che va da 1 a 7 dove 1 significa per niente d’accordo e 7 totalmente d’accordo, purtroppo il questionario non è ancora stato validato, si auspica che ciò possa avvenire quanto prima. Si è inoltre proceduto alla misurazione della eventuale sintomatologia ansiosa e depressiva attraverso la somministrazione dell’HADS.

Messaggio pubblicitario Nella seconda fase, dopo la somministrazione dello stimolo video, si è misurato l’impatto del paziente allarmante attraverso la somministrazione in 4 tempi (T0, T1, T2 e T3) del questionario IESR_Short, ovvero una versione abbreviata della scala IESR.

Il campione è costituito da allievi del primo (n.55) e dell’ultimo anno (n.53) delle scuole di psicoterapia cognitivo comportamentale di Studi Cognitivi.

E’ risultato che gli allievi del quarto anno rispetto agli allievi del primo hanno registrano maggiori difficoltà in termini di funzionamento relazionale, inflessibilità dei piani di vita e reazione all’evento stressante del paziente allarmante. Mentre la presenza di temi dolorosi intollerabili pare non essere correlata con l’impatto stressante, la presenza di piani di vita evitanti (piano di vita 1 prudenziale e piano di vita 3 auto-immunizzante) paiono costituire fattori predittivi della risposta all’evento stressante.

Si rileva come i limiti del presente studio possano essere legati alla somministrazione in classe di strumenti self-report, alla scelta del campione che ci permette di fare una valutazione sincronica e non diacronica nel tempo, alla mancanza di una valutazione della credibilità dello stimolo video e della presenza o meno di un percorso di psicoterapia individuale del terapeuta in formazione.

Si auspica che in futuro suddette ipotesi possano essere verificate con studi longitudinali che permettano di valutare stile relazionale, temi dolorosi, piani e impatto del paziente allarmante sullo stesso psicoterapeuta in formazione all’inizio e alla fine del percorso formativo.

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 4, media: 5,00 su 5)

Consigliato dalla redazione

analisi del contenuto delle autocaratterizzazioni degli allievi in formazione

Analisi del contenuto delle autocaratterizzazioni degli allievi in formazione in Psicoterapia

E' stata presentata l'analisi delle autocaratterizzazioni degli allievi in formazione in psicoterapia effettuando un confronto con un gruppo di controllo.

Bibliografia

  • Il VI Forum sulla Formazione in Psicoterapia (Assisi 2015): una palestra per il confronto scientifico
  • VI Forum sulla Formazione in Psicoterapia (Assisi 2015) – ARCHIVIO LAVORI PRESENTATI
  • V Forum sulla Formazione in Psicoterapia (Assisi 2013) TUTTI I LAVORI E I REPORTAGE
  • Bowlby, J. (1989). Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento. Raffaello Cortina Editore.
  • Brennan KA, Clark CL, Shaver PR. (1998). Self-report measurement of adult attachment. In: Simpson JA, Rholes WS, eds. Attachment and close relationships. New York: Guilford Press.
  • Dimaggio G. e Semerari A. (2003). I disturbi di personalità. Modelli e trattamento. Laterza Editore.
  • Dimaggio G., Montano A., Popolo R., Salvatore G. (2013). Terapia metacognitiva interpersonale dei disturbi di personalità. Raffaello Cortina Editori.
  • Diner M., Joel M., Monroe (2011). the relationship between adult attchment style and therapeutic alliance in Individual psychoterapy. A Meta-Analytic Review. American School of Professional Psychology. Argosy University.
  • Dinger U., Strack M., Sachsse T., Schauenberg H., (2009). Therapists’attachment, patients’ interpersonal problems and alleance development over time in inpatient psychotherapy. Psychotherapy 46, 277-290.
  • Elliott, R. & Zucconi, A.. (2006). “Doing research on the effectiveness of Psychotherapy and Psychotherapy Training: A person-centered/experiential perspective.” Person Centered & Experiential Psychotherapies Journal, Vol. 5, Number 2 pp. 82-100, Summer 2006.
  • Feeney JA, Noller P, Hanrahan M (1994). Assessing adult Attachment. In Sperling MB, BERMAN WH Attachment in Adults: Clinical and developmental Perspectives. Guilford Press, New York, 128-54.
  • Fossati et al (2007). L’Attachment Style Questionnaire (ASQ) di Feeney, Noller e Hanrahan. In L. Barone e F. Del Corno (a cura di), La valutazione dell’attaccamento adulto. I questionari autosomministrati. Raffaello Cortina Editore.
  • Fralet RC, Waller NG, Brennan KA (2000). An item-response theory analysisi of self-report measures of adult attachment. Journal of Personality and Social Psychology 78, 350_365
  • Gilbert P., Leahy RR, (2009). La relazione teraputica in terapia cognitivo-comportamentale. Eclipsi Editore.
  • Guidano, V.F. (1987a). Complexity of the Self – a developmental approach to psychopathology and therapy. Guilford Press: New York (pp. 248). – RISTAMPA La Complessità del Sè – un approccio sistemico-processuale alla psicopatologia e alla terapia cognitiva. Bollati Boringhieri Editore, (1988).
  • Guidano, V.F. (1991b). The Self in Process – toward a post-rationalist cognitive therapy. Guilford Press: New York (pp. 237). – RISTAMPA Il Sé nel Suo Divenire – verso una terapia cognitiva post-razionalista. Bollati Boringhieri Editore, (1992).
  • Holmes, J. (1994). La teoria dell’attaccamento. John Bowlby e la sua scuola, Raffaello Cortina Editore.
  • Horvath, A.O., & Greenberg, L.S. (Eds.) (1994). The working alliance: Theory, research, and practice. New York: John Wiley & Sons. Norcross, J. (ed.) (2002). Psychotherapy relationships that work. New York: Oxford University Press.
  • Levant, R.F. (2005). Report of the 2005 Presidential Task Force on Evidence-Based Practice. Washington, DC: APA.
  • Linehan M. Marsha (2011). Trattamento cognitivo-comportamentale del disturbo borderline. Raffaello Cortina Editore.
  • Liotti G., Farina B. (2001). Sviluppi traumatici. Eziopatogenesi, clinica e terapia della dimensione dissociativa. Raffaello Cortina Editore.
  • Liotti G. (2009). I modelli operativi interni nella relazione terapeutica. Tratto da Gilbert P., Leahy RR – La relazione teraputica in terapia cognitivo-comportamentale. Eclipsi Editore.
  • Liotti, G., Intreccialagli, B. (1992). I sistemi comportamentali interpersonali nella relazione terapeutica, In: G. Sacco, L. Isola (a cura di), La relazione terapeutica nelle terapie cognitive. Melusina Editore.
  • Lorenzini R., Ruggiero G.M., Sassaroli S. (2006). Psicoterapia cognitiva dell’ansia. Rimuginio, controllo ed evitamento. Raffaello Cortina Editore.
  • Lorenzini R., Sassaroli S. (1995). Attaccamento, conoscenza e disturbi di personalità. Raffaello Cortina Editore.
  • Perris C. (1994). Psicoterapia del paziente difficile. Guida pratica all’approccio cognitivo nei servizi di salute mentale. Métis Editore.
  • Picardi A, Bitetti D, Puddu P, Pasquini P. (2000). La scala Experiences in Close Relationships, un nuovo strumento per la valutazione dell’attaccamento negli adulti: traduzione, adattamento, e validazione della versione italiana. Rivista di Psichiatria; 35:114-20.
  • Picardi A, Vermigli P, Toni A, D’Amico R, Bitetti D, Pasquini P. (2002). Il questionario Experiences in Close Relationships (ECR) per la valutazione dell’attaccamento negli adulti: ampliamento delle evidenze di validità per la versione italiana. Ital J Psychopathol; 8:000-000.
  • Rogers, C. R., (1942). Counseling and Psychotherapy, Boston, Houghton Mifflin, trad. it, Psicoterapia di Consultazione, Roma, Astrolabio, 1971.
  • Rogers, C. R., (1957). The necessary and sufficient conditions of therapeutic personality change, I. Consult. Psychol., 21, trad. it. in La Terapia Centrata sul Cliente. Martinelli Editore, 1970.
  • Rosenzweig, S. (1936). Some implicit common factors in diverse methods in psychotherapy, American Journal of Orthopsychiatry, 6, 412-415.
  • G. Rubino, C. Barker, T. Roth e P. Fearon. (2000). Therapist Empathy and Depth of Interpretation in Response to Potential Alliance Ruptures: The Role of Therapist and Patient Attachment Styles. Psychoterapy Resarch 10, 4 408-420
  • Ruggiero G.M., Sassaroli S. (2013). Il colloquio in psicoterapia cognitiva. Tecnica e pratica clinica. Raffaello Cortina Editore.
  • Safran JD, Segal ZV. (1993). Il processo interpersonale nella terapia cognitiva. Feltrinelli Editore.
  • Semerari A. (1999). Psicoterapia cognitiva del paziente grave. Raffaello Cortina Editore.
  • Semerari A. (2000). Storia, teorie e tecniche della psicoterapia cognitiva. Laterza Editore.
  • Smith, M. L. & Glass, G. V. & Miller, T.I. (1980). The benefits of psychotherapy. John Hopkins University Press, Baltimore.
  • Vinai P. (2006). La relazione terapeutica con il paziente ansioso. Tratto da S. Sassaroli, R. Lorenzini e G.M. Ruggiero (a cura di) Psicoterapia cognitiva dell’ansia. Rimuginio, controllo ed evitamento, pp. 503-537. Raffaello Cortina Editore..
  • Weiss D.S., Marmar C.R. (1997). The Impact of Event Scale – Revised (IES-R), in Wilson J.P., Keane T.M., “Assessing psychological trauma and PTSD”, Guilford Press, New York, 1997, pagg. 399-411
  • Young Jeffrey E.; Klosko Janet S.; Weishaar Marjorie E. (2007). Schema therapy. La terapia cognitivo-comportamentale integrata per i disturbi della personalità. Eclipsi Editore.
  • Zigmond, AS, Snaith RP. (1983). The hospital anxiety and depression scale (HADS). Acta Psychiatrica Scandinavica; 67(6):361-370.
  • Zucconi, A. (1982). Denominatori comuni nelle varie forme di psicoterapia. Atti Congresso di Psicologia Umanistica. Associazione Italiana di Psicologia Umanistica. Firenze.
State of Mind © 2011-2019 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario