Il condizionamento operante: il paradigma sperimentale di Skinner

Skinner inventò il paradigma del condizionamento operante: attraverso la Skinner box la cavia può compiere comportamenti che portano a un rinforzo.

ID Articolo: 115737 - Pubblicato il: 19 novembre 2015
Il condizionamento operante: il paradigma sperimentale di Skinner
Messaggio pubblicitario SFU Magistrale
Condividi

Sigmund Freud University - Milano - LOGO  INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA (Nr. 34)

 

 

La scorsa settimana su questa rubrica abbiamo parlato del condizionamento classico (ndr). Oggi, invece, vi presenteremo il condizionamento operante.

 

Skinner inventò il paradigma sperimentale del condizionamento operante. Lo strumento sperimentale usato in questo paradigma era la Skinner box: una gabbia in cui la cavia poteva esplorare liberamente l’ambiente e compiere comportamenti come pigiare una leva o premere un tasto.

Skinner inventò il paradigma sperimentale del condizionamento operante, che poteva essere di due tipi:

  • Quello rispondente, in cui la risposta messa in atto da una cavia in gabbia avviene come reazione a uno stimolo,
  • Quello operante, in cui la risposta è emessa spontaneamente.

Lo strumento sperimentale usato in questo paradigma era la Skinner box: una gabbia in cui la cavia poteva esplorare liberamente l’ambiente e compiere comportamenti come pigiare una leva o premere un tasto.

Messaggio pubblicitario Alcuni comportamenti messi in atto dalla cavia erano però rinforzati, il che rendeva più probabile la ripresentazione, in futuro, del comportamento stesso. Ad esempio, se un piccione cavia scopriva che il pigiare un tasto portava all’erogazione del cibo (rinforzo), allora lo ripeteva più e più volte.

Quindi, in generale il condizionamento operante consiste nella messa in atto di un comportamento, che se rinforzato positivamente si ripresenta con una maggiore frequenza. Prendiamo un bambino che è libero di fare diverse cose in una stanza, ma è rinforzato positivamente solo quando mette a posto i suoi giochi. Successivamente, apprende che mettere in ordine è un comportamento giusto da eseguire.

La messa in atto di un determinato rinforzo può indebolire o incrementare la probabilità di comparsa di un certo comportamento. I rinforzi possono essere di molti tipi:

  • Rinforzi che funzionano automaticamente (ad es., il cibo), senza l’intervento dell’uomo.
  • Rinforzi che acquisiscono una funzione atta a implementare la ricomparsa del comportamento che richiede l’intervento dell’uomo.
  • Rinforzi generalizzati che derivano dall’esplorazione e dall’interazione col mondo fisico. Ogni individuo che riceve dei feedback positivi nell’interazione con l’ambiente, aumentano la sua probabilità di acquisire nuovi comportamenti. Gli stimoli positivi che rinforzano il comportamento sono sia di origine fisica sia di natura psicologica, come ricevere consenso, approvazione, affetto.
  • Rinforzo positivo derivante dalla sottomissione degli altri attraverso l’esercizio del potere
  • Rinforzi simbolici, come l’uso della moneta.
  • Rinforzi dinamici che sono caratterizzati non da stimoli ambientali ma dai nostri stessi comportamenti.

Il Rinforzo del comportamento, in sintesi, si può suddividere in due grosse macro categorie: positivo e negativo. Il rinforzo positivo è quello che determina una conseguenza gradita. Il rinforzo negativo, invece, porta all’allontanamento o alla cessazione di uno stimolo o comportamento spiacevole.

Nel condizionamento operante, inoltre, si possono distinguere 3 fasi:

  • Preapprendimento: serve a determinare il comportamento operante, ovvero la frequenza della messa in atto della risposta da parte della cavia (ad esempio premere la leva) senza che vi sia alcun rinforzo positivo o negativo;
  • Condizionamento: il ricercatore stabilisce quando deve avvenire il rinforzo.
  • Estinzione: la risposta condizionata decade dopo un certo numero di comportamenti messi in atto perché non rinforzata mai.

 

RUBRICA: INTRODUZIONE ALLA PSICOLOGIA

Sigmund Freud University - Milano - LOGO

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 3, media: 4,67 su 5)

Consigliato dalla redazione

ESPOSIZIONE IN PSICOTERAPIA - EMILIANO TOSO - RECENSIONE - FEATURED

L’esposizione in psicoterapia. L’interazione mente-corpo contro la paura di Emiliano Toso (2015) - Recensione

Il testo descrive la tecnica dell'esposizione contro le paure integrandola con le tecniche di neuroimaging, la terapia metacognitiva e la mindfulness.

Bibliografia

  • Skinner, B. F. (1954). The science of learning and the art of teaching. Harvard Educational Review, 24(2), 86-97.
  • Skinner, B. F. (1968). The Technology of Teaching. Appleton-Century-Crofts, New York
State of Mind © 2011-2019 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario

Messaggio pubblicitario

Argomenti

Scritto da

Sono citati nel testo

Università e centri di ricerca

Messaggio pubblicitario