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Prendersi cura di un malato di Alzheimer: più stress per i coniugi

L’assistenza a persone con Alzheimer comporta carichi emotivi per chi vi è accanto: i coniugi con sintomi depressivi mostrano livelli di stress più alti.

ID Articolo: 114167 - Pubblicato il: 09 ottobre 2015
Prendersi cura di un malato di Alzheimer: più stress per i coniugi
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Sabrina Guzzetti

Come vivono i caregivers dei pazienti con Alzheimer? L’assistenza di un malato affetto da questa patologia comporta altissimi livelli di carico sia fisico, che emotivo per chi gli è accanto. Secondo un recente lavoro i coniugi e i familiari con sintomi depressivi subirebbero livelli di distress più alti.

 

Con il progressivo invecchiamento della popolazione si sta assistendo ad un aumento di incidenza delle malattie dementigene, Malattia di Alzheimer (MA) in primis, che vanno costituendo sempre più una vera e propria emergenza sanitaria.

La demenza comporta infatti un alto grado di compromissione funzionale, che limita drasticamente la capacità del malato di svolgere le proprie attività quotidiane, fino a determinare una completa disabilità e una situazione di totale dipendenza nei confronti dei familiari.

Messaggio pubblicitario L’assistenza di un malato affetto da questa patologia comporta altissimi livelli di carico sia fisico, che emotivo, che possono andare a minare la salute psico-fisica dello stesso caregiver, il quale va spesso configurandosi come una vera e propria seconda vittima della malattia. Numerosi sono infatti i fattori stressogeni cui è sottoposto.

Una prima tipologia di fattori stressogeni include il livello di deterioramento cognitivo del paziente, la frequenza con cui si verificano problemi comportamentali e il numero di ore settimanali impiegato per fornirgli assistenza. Una seconda tipologia di stressor deriva dal frequente progressivo deterioramento della relazione tra caregiver e malato e dall’insorgenza di conflitti tra il caregiver e gli altri membri della famiglia. Un’ultima tipologia di fattori stressogeni deriva dalla difficoltà del caregiver nell’adempimento degli altri propri ruoli familiari, professionali e sociali e dalla diminuzione del tempo dedicato ai propri bisogni.

Secondo un lavoro recentemente pubblicato sulla rivista Journal of Geriatric Psychiatry and Neurology, sarebbero i coniugi e i familiari con sintomi depressivi a subire generalmente livelli di distress più alti. Questi i risultati di uno studio pluriennale guidato dalla dottoressa Tarja Välimäki, PhD e ricercatrice del Dipartimento di Scienze Infermieristiche della University of Eastern Finland.

La ricerca ha coinvolto 236 coppie di caregiver familiari e pazienti, seguite per 36 mesi dopo la diagnosi di MA. Il distress psicologico dei caregiver è stato valutato utilizzando il General Health Questionnaire (GHQ), un questionario sul benessere psichico che indaga la presenza di sintomi somatici, ansia, disturbi in ambito sociale e depressione.

Messaggio pubblicitario I ricercatori hanno così potuto identificare le categorie di caregiver familiari più a rischio di esaurimento psico-fisico: i coniugi in generale e tutti i caregiver familiari che presentano sintomi depressivi, anche molto lievi, già al tempo della diagnosi. Dai risultati è emerso infatti che il distress psicologico del caregiver non dipende unicamente dalla severità dei sintomi neuropsicologici del malato di cui si prende cura, ma anche dalla relazione lo lega al malato, dal suo benessere psichico e dalle sue capacità di coping.

Lo studio mette in luce quanto sia importante valutare e monitorare nel tempo anche lo stato di benessere dei caregiver, in modo tale da poter mettere in atto tempestivamente dei programmi di supporto e sostegno in caso di riscontro di una qualche fragilità, che potrebbe per altro avere un impatto molto negativo anche sulla salute stessa del malato di Alzheimer.

 

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BIBLIOGRAFIA:

 

 

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