inTherapy

Psicoterapia Cognitiva: Al tuo rimuginio scatena l’inferno!

Il rimuginio è in azione quando rimaniamo chiusi nei nostri pensieri negativi e immaginiamo situazioni negative. Accorgimenti utili per tutti.

ID Articolo: 12978 - Pubblicato il: 12 luglio 2012
Psicoterapia Cognitiva: Al tuo rimuginio scatena l’inferno!
Messaggio pubblicitario SFU 2020
Condividi

Il rimuginio è una forma di pensiero ciclico, negativo e ricorrente. Il rimuginio è in azione quando rimaniamo chiusi nei nostri pensieri negativi e immaginiamo continuamente situazioni negative che potrebbero accadere in futuro, soprattutto in condizioni di incertezza.

Il rimuginio è un sintomo centrale soprattutto nei disturbi d’ansia (Sassaroli, Lorenzini, Ruggiero, 2006) ma anche nella depressione e nei disturbi alimentari (Sassaroli & Ruggiero, 2012). La psicoterapia cognitiva studia come imparare a regolare e gestire il proprio pensiero.

Uno dei principali danni del rimuginio è il fatto di essere uno stile di pensiero molto astratto. Abbiamo l’impressione che ci serva a trovare soluzioni. Questa impressione è sostenuta da una riduzione leggera dell’attivazione emotiva. Abbiamo anche la sensazione di fare qualcosa, di aumentare la nostra capacità di prevedere il futuro.

Ma se andiamo a guardare i fatti, siamo fermi: bloccati nel produrre preoccupazione, inattivi. Pensare a cosa di negativo potrebbe accadere in seguito a un problema (es: la macchina è guasta. Ipotesi rimuginante: “farò ritardo al lavoro”) non è la stessa cosa che pianificare COME risolvere la situazione.

 

Come combattere il rimuginio?

Innanzitutto ricordare una regola molto importante: il rimuginio è il segnale che occorre preparare un’azione. E questo deve essere un pensiero chiaro tutte le volte che ci troviamo a rimuginare. Secondo passo: Possiamo preparare un’azione concreta in questo momento per affrontare il problema?

Se non possiamo agire ora, allora non vale la pena pensarci, lasciamo defluire il rimuginio e portiamo l’attenzione su ciò che stiamo facendo. Se possiamo agire ora, allora è il momento di scegliere un “fare” anche a costo di essere un po’ impulsivi, e di metterlo in pratica. Pensiamo a COME risolvere un problema: penso e scrivo un elenco delle possibili azioni e delle alternative, le valuto tenendo conto dei miei bisogni e dei miei scopi, scelgo, agisco e poi vedo come è andata.

Messaggio pubblicitario Certo conseguenze negative possono sempre capitare, ma immaginarle non aiuta a prevenirle se non accompagniamo un azione concreta o, soprattutto, se non siamo disposti a correre qualche rischio. Per i grandi rimuginatori, nei piccoli dubbi quotidiani, è sempre meglio imparare a rischiare.

Ricordiamoci di pensare al concreto, e di scegliere quando pensare ai problemi. Possiamo impararlo. Ma, se l’ansia e lo stress del rimuginio persistono, forse è il caso di una consulenza professionale. Talvolta alcuni bisogni e paure non ci permettono di lasciare andare il rimuginio o di cambiare prospettiva. Questi sono solo piccoli accorgimenti utili per tutti. Da soli non fanno una cura né una psicoterapia cognitiva.

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 15, media: 3,80 su 5)

Consigliato dalla redazione

Psicoterapia Cognitiva- Molla la presa sul rimuginio. - Immagine: © briel - Fotolia.com

Psicoterapia Cognitiva: Molla la presa sul rimuginio

Quando sei legato al rimuginio, prova a guardare il mondo e concentrati su ciò che vedi, senti, tocchi. Molla la presa e guarda altrove.

Bibliografia

  • Sassaroli, S., Lorenzini, R. & Ruggiero, G.M. (2006). Psicoterapia Cognitiva dei Disturbi d’Ansia. Raffaello Cortina Editore
  • Sassaroli,S. & Ruggiero, G.M. (2010). I disturbi alimentari. Edizioni Laterza
  • Wells, A. (2011). Terapia metacognitiva dei disturbi d’ansia e della depressione. Eclipsi
State of Mind © 2011-2021 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario

Messaggio pubblicitario

Argomenti

Scritto da

Messaggio pubblicitario