Come o Perché? E le conseguenze per il pensiero.

ID Articolo: 2422 - Pubblicato il: 26 ottobre 2011
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Le persone depresse tendono a focalizzare i pensieri sul “perché” piuttosto che sul “come” aggrovigliandosi in loop mentali inefficaci e paralizzanti.

Rumination - © Johan van Beilen - Fotolia.comOrmai da qualche tempo sono noti gli effetti disfunzionali che il pensiero ripetitivo e la focalizzazione sul depressive mood hanno sull’individuo (Ingram & Smith, 1984; Carver & Scheier, 1990; Watkins & Teasdale, 2001; Watkins, 2004). Perché sono disfunzionali? Perché sembrano incastrare chi li mette in atto in un circolo vizioso, il cui solo ed unico esito è continuare a pensare in modo ripetitivo, concentrandosi sul fatto che in quel momento ci si sente tristi, scoraggiati o depressi. Tale processo cognitivo ripetitivo viene chiamato rumination (Watkins, 2008), ovvero “un insieme di pensieri su una stessa tematica che si presentano anche quando non vi è una necessità immediata o una richiesta ambientale che giustifichi tali pensieri”. Le espressioni del linguaggio comune “andare in fissa”, “farsi le menate” potrebbero esserne un discreto esempio. Particolarità della ruminazione, che la differenza dal rimuginio, è che i contenuti sono rivolti al passato, e non alla paura per eventi futuri. E che cosa mantiene questi processi cognitivi attivi? Secondo Watkins il ruminare, di per sé, non è così disfunzionale, non intrappola l’individuo in un labirinto di pensieri ripetitivi che lo allontanano dalla soluzione di un problema o dal raggiungimento di uno scopo personale importante. Ciò che sembra essere davvero disfunzionale è il come si rumina. È la ruminazione chiamata “why” (“dei perché”) ad essere disfunzionale e a mantenere l’umore depresso e sfiduciato. “perché è successo a me?” “devo assolutamente capire perché proprio a me” “perché mi caccio sempre nelle solite situazioni” “perché sono sempre il solito sfigato” ecc.. ne rappresentano alcuni buoni esempi. Lascio immaginare al lettore dove si finirebbe salendo la scaletta dei “perché” fino a raggiungere la porta della disperazione…

Secondo il modello di Watkins, e la Rumination-Focused CBT da lui sviluppata per il trattamento delle ricadute depressive, esiste un altro tipo di ruminazione che risulta essere utile, funzionale adattiva e, per così dire, “problem solver”. La ruminazione “how” (“dei come”) permette all’individuo di sentirsi efficace nell’affrontare un problema, di migliorarne la propria conoscenza e di pianificare una soluzione. Questo tipo di ruminazione è caratterizzato dal farsi domande circa i “come” della situazione. “come faccio a risolvere questa situazione?”, “come posso fronteggiarla?”, “cosa avrebbe fatto Giovanni nella mia situazione?”, “come posso ridurre le conseguenze negative?”…

Questo processo cognitivo crea un circolo vizioso nelle persone depresse (o con vulnerabilità a sviluppare depressione) che talvolta le induce a giustificare il loro continuo ruminare con (meta)credenze altrettanto disfunzionali. Qualche esempio?

“(ruminare) mi aiuta a capire dove ho sbagliato o fallito”, come se ci fosse sempre e comunque una responsabilità personale nel determinare eventi;
“(rumino) perché sono fatto così”, è un’altra pericolosissima teoria naive per la quale un processo cognitivo disfunzionale viene accettato come tratto stabile della propria personalità;
“(ruminare) mi aiuta a capire meglio perché è successa quella certa cosa”, qui ci si concentra sui perchè anche se in quel momento sarebbe prioritaria la ricerca di una soluzione al problema;
“(ruminare) mi aiuta a conoscere meglio me stesso e a migliorarmi”, in questo caso è il tempismo a mancare…

Questa breve descrizione apre la strada a riflessioni teoriche ma soprattutto di tecnica terapeutica. Pensare di strutturare un intervento mirato alle modalità con cui una persona rumina potrebbe aprire interessanti strade future, efficaci e utili per il trattamento della depressione.

 

BIBLIOGRAFIA:

  • Watkins E., Teasdale J. (2001). Rumination and overgeneral memory in depression: effects of self-focus and analytic thinking. Journal of Abnormal Psychology. 110(2), 353-357.
  • Watkins E. (2004).Adaptive and maladaptive ruminative self-focus during emotional processing. Behavior Research and Therapy. 42: 1037-1052.
  • Rimes K.A., Watkins E. (2005). The effects of self-focused rumination on global self-judgements in depression. Behavior Research and Therapy. 43: 1673-1681.
  • Watkins E. (2008). Constructive and unconstructive repetitive thought. Psychological Bulletin. 134(2): 163-206.
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