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Aerofobia – Aviofobia

L’intensa e irrazionale paura di volare è chiamata aerofobia o aviofobia e colpisce sia chi non ha mai volato sia chi vola spesso o chi raramente.

Sezione a cura di Anna Boccaccio

Aggiornato il 9 apr. 2026

Che cosa è l’aerofobia?

L’aerofobia, detta anche aviofobia, è un disturbo d’ansia caratterizzato da ansia o paura intensa e persistente di viaggiare in aereo o in altri veicoli volanti. Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (APA, 2013) classifica l’aerofobia come una fobia specifica di tipo situazionale. Si tratta di una condizione in cui le reazioni di ansia e paura eccessiva possono essere suscitate dalla presenza effettiva della situazione temuta (il viaggio in aereo appunto) o dall’anticipazione della situazione (ad esempio, la permanenza a bordo di un aereo fermo, visitare un aeroporto, assistere al decollo di un aeroplano o pensare al volo).

Sintomi dell’aerofobia

L’aerofobia è un disturbo d’ansia che può compromettere significativamente la vita delle persone che la sperimentano. Tra i sintomi più comuni vi sono:

  • paura o ansia marcate per il volo, sproporzionate rispetto al rischio o al pericolo effettivo derivanti dal viaggiare in aereo, con possibili attacchi di panico e sintomi fisici quali mancanza di respiro (dispnea), tremori, aumentata frequenza cardiaca, vertigini, sudorazione eccessiva, nausea e mal di stomaco;
  • ansia e paura persistono per almeno 6 mesi;
  • la situazione fobica (volare, pensare al volo in aereo, assistere a un volo, pensare a un volo in aereo ecc.) provoca quasi sempre un’immediata risposta di paura o ansia;
  • evitamento sistematico della situazione fobica (ad esempio, evitare di volare in aereo, o comunque affrontare il viaggio con reazioni estreme di paura e ansia);
  • compromissione del funzionamento dell’individuo in ambito sociale, personale, lavorativo o in altre aree importanti della vita quotidiana.

Gli individui con aerofobia possono evitare costantemente di volare o entrare in contatto con stimoli che riguardino gli aerei, rinunciando di conseguenza a vacanze, occasioni lavorative e sottraendosi a film, libri e informazioni sul tema. Prediligono sistematicamente altri mezzi di trasporto, come autobus, treni e automobili, sebbene meno comodi e meno pratici sul piano logistico. 

Nella fobia del volo, l’individuo percepisce il viaggio in aereo come una situazione pericolosa o potenzialmente letale, sperimentando paura durante l’intero percorso. La paura di volare può manifestarsi non solo durante il volo, ma anche prima di salire a bordo, in attesa dell’imbarco e persino quando si viene esposti a notizie relative agli aerei. Alcuni individui possono sviluppare ulteriori vissuti di disagio emotivo, come imbarazzo, vergogna e timore di perdere il controllo durante il volo (Laker et al., 2024).

I sintomi dell’aerofobia possono manifestarsi anche in concomitanza con sintomi di altre fobie, quali la claustrofobia e la paura delle altezze. 

Cause dell’aerofobia

Vari fattori tra loro interagenti possono contribuire allo sviluppo della fobia del volo:

  • fattori genetici possono favorire la trasmissione ereditaria di alcune fobie specifiche, come la fobia del volo (Villafuerte, Burmeister, 2003);
  • fattori ambientali possono incidere sulla percezione dell’aereo e dell’esperienza di volo come pericolosi. Tali fattori possono includere presenza di informazioni errate sulla sicurezza del trasporto,  sovraesposizione meditica a notizie su incidenti aerei o sul terrorismo, così come iperprotettività genitoriale, perdita di un genitore o separazione e abusi fisici o sessuali;
  • esperienze traumatiche vissute in prima persona o osservate  riguardanti incidenti, atterraggi o decolli difficili, gravi turbolenze, diffusione di malattie infettive a bordo ecc. 

La teoria cognitivo comportamentale, inoltre, suggerisce che alla base dell’eziologia e del mantenimento dei disturbi d’ansia in generale e delle fobie specifiche, come l’aerofobia, possa esservi una tendenza dell’individuo a sopravvalutare stimoli benigni (volare in aereo, in questo caso) come minacciosi, accompagnata dalla percezione di non essere in grado di far fronte a questo potenziale pericolo (Beck et al., 1985). La percezione costante dell’aereo come possibile minaccia favorirebbe l’attivazione di convinzioni profonde riguardo il rischio e il pericolo per l’incolumità personale, convinzioni che possono incentivare comportamenti di evitamento e reazioni di ansia e paura intensa.

Esordio e prevalenza dell’aerofobia

L’aerofobia presenta comunemente un’età di insorgenza più tardiva rispetto alle fobie specifiche per l’ambiente naturale, gli animali o il sangue e le infezioni, sviluppandosi nella tarda adolescenza e nella prima età adulta (APA, 2013). Diverse ricerche hanno indicato che l’ansia correlata al volo è altamente diffusa nella popolazione generale, con stime di prevalenza annuale che vanno dal 2,5% fino al 40% (Van Gerwen & Diekstra, 2000). Altri studi suggeriscono che circa il 10% delle persone evita di prendere l’aereo a causa dell’intensità della propria paura e circa il 20% dipende da alcol o ansiolitici per volare (Botella et al., 2004).

Trattamento dell’aerofobia

La terapia cognitivo comportamentale rappresenta il trattamento di elezione della fobia del volo. Si concentra sull’identificazione e sulla messa in discussione delle distorsioni cognitive, ovvero dei pensieri e delle convinzioni irrazionali sul volo. Questo processo implica l’esame delle prove, la considerazione di spiegazioni alternative e l’adozione di prospettive più realistiche ed equilibrate.

Con la  tecnica dell’esposizione progressiva, inoltre, gli individui vengono esposti alle situazioni temute (ad esempio, attraverso simulazioni di realtà virtuale o esposizione immaginativa), apprendendo tecniche di rilassamento e gestione dell’ansia. Si affronta la situazione del viaggio in aereo con gradualità e in ambiente sicuro, controllato e di supporto. 

Bibliografia
  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). 
  • Botella C, Osma J, Garcia-Palacios A, Quero S, Baños R. (2004). Treatment of flying phobia using virtual reality: data from a 1-year follow-up using a multiple baseline design. Clin Psychol Psychother.; 11(5):311–23. 
  • Laker MK, Bob P, Riethof N, Raboch J. (2024). Fear of Flying, Stress and Epileptic-Like Symptoms. Neuropsychiatr Dis Treat.; 20:777-782. 
  • Van Gerwen L. J., Diekstra R. F. (2000). Fear of flying treatment programs for passengers: An international review. Aviat. Space Environ. Med. 71, 430–437.
  • Villafuerte S, Burmeister M. (2003). Untangling genetic networks of panic, phobia, fear and anxiety. Genome Biol; 4(8):224.


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