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Da oggi disponibile in tutte le librerie “Il trauma non è un destino”: il nuovo libro di Sandra Sassaroli edito da Vallardi

Il trauma non è un destino di Sandra Sassaroli, da oggi disponibile: una guida per superare i traumi e liberarsi dai condizionamenti del passato

Di Redazione

Pubblicato il 05 Mag. 2026

Il trauma non è un destino

Non possiamo modificare il nostro passato ma possiamo fare in modo che questo non condizioni più il nostro presente e il nostro futuro. 

È questo il tema centrale del nuovo libro di Sandra Sassaroli, edito da Vallardi, dal titolo “Il trauma non è un destino”. 

Un libro dedicato a tutti, non solo ai professionisti, che scardina delicatamente ma con rigore, la convinzione, oggi molto diffusa, che il trauma segna inevitabilmente il nostro futuro. 

«Il passato non segna necessariamente il nostro futuro, la sofferenza non è un destino.»

Distinguere il trauma dalle avversità

Uno dei primi passi fondamentali che Sandra Sassaroli ci invita a compiere è fare chiarezza terminologica e psicologica: oggi tendiamo a definire “trauma” qualsiasi evento spiacevole, rischiando però di scivolare in un senso di impotenza generalizzato.

«Non tutto il dolore è trauma: imparare a distinguere tra i diversi tipi di sofferenza è fondamentale per vivere meglio», scrive l’autrice, sottolineando che «vedere ovunque traumi e catastrofi non fa che alimentare il senso di impotenza, condannandoci a un pessimismo generalizzato che ci fa percepire la vita come già scritta.» 

Dal passato al presente: la trappola del rimuginio

Se ciò che ci ha fatto soffrire è avvenuto nel nostro passato, perché continua a farci male oggi? La risposta, spesso, sta nel modo in cui processiamo l’accaduto: il rischio più frequente in questo caso, infatti, è quello di cadere nel loop della ruminazione e del rimuginio

Il libro esplora con profondità questi meccanismi: «Spesso non è l’evento in sé a farci più male, ma il tempo speso a rimuginare che mantiene vivo il dolore. […] È proprio il nostro modo di pensare ad accrescere il disagio», 

Eppure, se il pensiero è lo strumento che alimenta il dolore, è anche lo stesso strumento che può aiutarci a superarlo: «Non possiamo evitare che alcuni pensieri negativi arrivino, ma possiamo imparare a non identificarci con loro e a trattarli come intrusi inutili e sgraditi.»

Oltre il passato: riscrivere la nostra storia è possibile

«Raccontare un’altra storia si può, ma per farlo dobbiamo essere pronti a mettere in discussione il nostro modo di guardare alla sofferenza.» 

Il volume è un invito alla flessibilità psicologica e al cambiare prospettiva: «Lo scopo non è cambiare gli eventi esterni, ma allenare una sana tendenza alla flessibilità che ci aiuti a raccontare la nostra storia con tanti colori, da molteplici prospettive.»

È a questo che serve la psicoterapia: «Il vero nocciolo del lavoro psicologico è riuscire a guardare alle esperienze avverse da un’altra prospettiva»

Il trauma fa parte della nostra storia, ma non è l’ultima parola sulla nostra vita. Riprendere in mano il proprio futuro è possibile, e questo libro ci spiega come.

Il trauma non è un destino: da oggi disponibile

Il trauma non è un destino” è ora disponibile in tutte le librerie. Acquista la tua copia per scoprire come trasformare il dolore in una possibilità di rinascita.

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