Violenza domestica: impatto prolungato sulla salute delle vittime
Nel mondo quasi una donna su tre è vittima di violenza domestica nel corso della vita (WHO, 2021) e le conseguenze della violenza non si esauriscono nel breve termine ma perdurano nel tempo. Stiamo parlando dunque di effetti a lungo termine della violenza subita e di un impatto negativo molto duraturo, ovvero problemi di salute fisica e psichica della persona che ne è vittima che si trascinano per anni (anche laddove gli episodi di violenza siano terminati da tempo).
Lo studio di Jenkins e collaboratori (2025) sugli effetti a lungo termine della violenza domestica
Secondo uno studio di Jenkins e collaboratori (2025), pubblicato sulla rivista scientifica BMJ Mental Health, le persone vittime di violenza domestica avrebbero un rischio maggiore di incorrere in lesioni traumatiche cerebrali nel corso della vita e di sviluppare problemi di salute mentale (questi ultimi anche per molti anni successivi dalla fine degli episodi di abuso).
La ricerca ha analizzato i dati longitudinali relativi a più di 600 soggetti di età compresa tra i 40 e i 59 anni. Di questi, il 14% ha riferito di avere avuto esperienza di violenza domestica – con abuso di tipo fisico, nello specifico violenza fisica: la maggior parte di questi erano donne.
Se confrontati con soggetti non esposti a episodi di violenza domestica, coloro che riferivano di avere subito violenza fisica in ambito domestico presentavano anche una elevata probabilità di esposizione a ripetute lesioni cerebrali traumatiche (traumi cranici, di diversa gravità, anche lievi): l’87% dei soggetti vittime di violenza domestica ha riferito almeno un trauma cranico, e il 71% una storia di ripetuti traumi al capo.
Inoltre, dalle analisi dei dati è emerso che le vittime esposte a violenza domestica mostrano maggior frequenza di diagnosi di disturbi psichici nel corso della vita (depressione, ansia, disturbo post traumatico da stress e disturbi del sonno). Gli esiti negativi permangono anche a distanza di anni dalla fine degli episodi di violenza subita.
Effetti duraturi della violenza domestica: traumi cranici, PTSD e declino cognitivo
Le analisi statistiche hanno anche rilevato che, anche dopo una media di 27 anni dall’esposizione alla violenza domestica, il rischio di presentare disturbi mentali rimane elevato. In particolare, le vittime con anamnesi positiva di traumi cranici legati agli episodi di violenza presentano un rischio maggiore di sintomatologia riferibile al disturbo post-traumatico da stress (PTSD) e di altri esiti negativi in termini di salute mentale.
Questi risultati consentono una comprensione specifica delle gravi conseguenze a lungo termine della violenza domestica. Queste si osservano non solo nella salute mentale, ma anche in termini di salute cerebrale nel corso dell’intera vita di coloro che ne sono (o che ne sono state) vittime, poiché vi sono solide evidenze scientifiche che identificano una anamnesi positiva a traumi cranici quale fattore di rischio (insieme a molteplici altri) per lo sviluppo di condizioni di demenza (Livingston et al., 2024).