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Perché la prima seduta di psicoterapia non dovrebbe essere gratuita

Svolgere la prima seduta gratuita di psicoterapia può danneggiare pazienti e terapeuti, inficiando anche la qualità del servizio offerto

Di Valentina Davi

Pubblicato il 01 Lug. 2024

“La prima seduta è gratuita!”

Articolo scritto in collaborazione con InTherapy

“La prima seduta è gratuita!” non è la promozione di un centro epilazione laser, ma una strategia commerciale diffusa tra i servizi di psicologia e psicoterapia, al pari del 3×2 nei supermercati, in un libero mercato in cui la concorrenza sembra giocarsi più sull’offerta economica che sulla promozione della qualità del servizio proposto.

Non far pagare il primo colloquio è una strategia di marketing controversa, che danneggia tutti: pazienti, psicoterapeuti e la categoria professionale stessa. Vediamo insieme perché. 

Lo psicoterapeuta è un clinico, non un commerciale

Lo psicoterapeuta è un professionista della salute mentale che propone un percorso di cura in risposta a una richiesta di aiuto. Il suo è quindi un ruolo clinico. La prima seduta gratuita implica una distorsione di tale ruolo, trasformando il clinico in un commerciale che cerca di vendere il proprio servizio. 

La CCEPS (Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie) nelle regole per una corretta pubblicità sanitaria vieta ai medici l’utilizzo di elementi di carattere promozionale o suggestionale in funzione dell’obbligo alla sicurezza delle cure: le visite gratuite rientrerebbero nella categoria promozionale e potrebbero spingere le persone a sottoporsi a trattamenti sanitari non necessari. È interessante che questo non si applichi agli psicologi, che si occupano di salute mentale; come se una psicoterapia non necessaria non potesse fare danni. 

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) stabilisce che agli psicologi è consentita la pubblicità di tipo informativo “purché venga realizzata secondo criteri di trasparenza e di veridicità del messaggio e in un’ottica di servizio alla collettività, prestando particolare attenzione alla sua influenza sull’utenza

Che tipo di influenza può avere sull’utenza un messaggio che promuove come regola il primo colloquio gratuito

Prima seduta gratuita e commitment

La psicoterapia richiede commitment…

La psicoterapia non è per tutti. Si tratta di un percorso che richiede motivazione, impegno, investimento (economico, di tempo, psicologico, emotivo), che implica mettersi in gioco per cambiare; in una parola (inglese) “commitment”. La volontà di investire sul percorso terapeutico passa anche da un investimento economico iniziale: ho deciso di iniziare un percorso, tanto che sono disposto a pagare. Il primo colloquio gratuito, invece, non richiede alcun tipo di investimento (a volte nemmeno prendere e uscire di casa, se effettuato online), è un’adesione passiva in cui non ci si aspetta nulla in cambio. 

…e motivazione

Non tutti i pazienti arrivano in terapia motivati (per esempio, soffrono di attacchi di panico e vogliono smettere di averne), alcuni si presentano in studio spinti da motivazioni esterne perché obbligati da terzi (es. genitori, partner…) oppure con una esternalizzazione della domanda (“Io sto bene, sono gli altri il mio problema”). Motivare i pazienti è un lavoro che può richiedere più di una seduta. Il primo colloquio gratuito può amplificare le resistenze e le difese al trattamento, soprattutto in chi non presenta una motivazione interna.

La parcella è il valore che si attribuisce al proprio lavoro  

Per quale motivo un professionista dovrebbe lavorare gratuitamente? Quanto vale un’ora del suo tempo? Il costo di una seduta rappresenta il valore che un professionista attribuisce al proprio lavoro, alle proprie competenze e professionalità. Il lavoro gratuito non è lavoro, è volontariato. 

Inoltre fare colloqui gratuiti, più che un investimento, rappresenta un costo per il terapeuta proprio per le motivazioni sopra elencate: pazienti non motivati, scarsamente “committed” (passatemi l’inglesismo), che vedono il colloquio gratuito come occasione per sfogarsi, che si presentano in seduta “tanto per, perché tanto è gratis”, difficilmente proseguiranno il percorso. Chi è realmente motivato, invece, probabilmente avrebbe continuato il percorso anche senza il primo colloquio gratuito

Inoltre, se un prodotto o servizio costa poco o è gratis, difficilmente è percepito come di valore.

Quale immagine avrà il paziente di un terapeuta che lavora gratuitamente? 

Che il terapeuta è alle prime armi? Che non è sicuro delle proprie competenze? Che è una strategia di marketing per agganciarlo e convincerlo a continuare il percorso? Sono tutti pensieri che entrano nel setting terapeutico, plasmano l’immagine che il paziente si fa del terapeuta e influenzano la relazione terapeutica stessa. 

Prima seduta gratuita e psicologi costretti a lavorare gratis

In alcuni casi il primo colloquio gratuito rischia di alimentare lo sfruttamento lavorativo di professionisti, per lo più giovani. Infatti ci sono servizi di psicoterapia in cui i terapeuti non sono stipendiati né ricevono un forfait mensile per il numero di ore che garantiscono, ma ricevono un compenso dai centri o dalle piattaforme per cui lavorano per ogni colloquio a pagamento effettuato. Se la prima seduta gratuita è prevista di default dal centro/piattaforma, i professionisti sono costretti a effettuarla non guadagnando nulla dal colloquio. 

Svalutazione della professione di psicologo / psicoterapeuta

La categoria degli psicologi combatte da sempre una battaglia per il riconoscimento della propria dignità professionale.

L’idea che andare dallo psicologo sia l’equivalente di farsi una chiacchierata con un amico, di andare dall’estetista o dal parrucchiere perché ci si sfoga, si ricevono consigli e si paga anche meno, sono luoghi comuni duri a morire. 

Come afferma anche Nicola Piccinini, fondatore di AltraPsicologia (associazione nazionale di categoria degli psicologi che si occupa di politica professionale), è difficile trasmettere l’idea che il colloquio psicologico richiede competenze altamente specializzate, che si acquisiscono con anni di studio e di formazione specifica. Pensare che formulare una diagnosi o elaborare una formulazione del caso in cui si restituisce al paziente un quadro del suo funzionamento mentale sia un’attività banale e alla portata di chiunque, è un’idea dannosa per la professione dello psicologo e dello psicoterapeuta, che difficilmente si può contrastare proponendo di svolgere tale attività gratuitamente.

Il primo colloquio gratuito è una pratica discutibile, che svaluta la professione dello psicologo e dello psicoterapeuta, è controproducente per il terapeuta e può danneggiare gli interessi del paziente stesso.

La prima seduta gratuita è una strategia di marketing che si inserisce all’interno di dinamiche commerciali che giocano a ribassare sempre più l’offerta economica, alimentando la competizione nel libero mercato a scapito della qualità del servizio offerto. 

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Valentina Davi
Valentina Davi

Coordinatrice di redazione di State of Mind

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