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Baby Reindeer (2024) – Recensione della serie

Baby Reindeer: una lettura psicologica di alcuni complessi fenomeni trattati nella miniserie

Di Charbel Farah

Pubblicato il 24 Mag. 2024

Di cosa parla la serie Netflix Baby Reindeer?

>>> ATTENZIONE! L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER <<<

La troviamo nella top ten di Netflix, Baby Reindeer è una miniserie ideata e interpretata dall’attore Richard Gadd, ispirata alla sua vera storia e incentrata sul rapporto sofferente e malsano tra “Donny” e “Martha”. 

La serie ci parla di stalking e abuso. In merito a quest’ultimo punto, uno degli aspetti più importanti su cui la serie porta a riflettere riguarda proprio la difficoltà, da parte di una vittima di abusi, a liberarsi del suo aguzzino e la facilità con cui spesso, purtroppo, la stessa vittima può subire nuovi abusi a opera di altri aguzzini.

Durante i primi tre episodi, viene spontaneo chiedersi: perché Donny asseconda Martha? Soltanto all’inizio del quarto, quando lui comincia a parlare del suo passato e della sua storia con Darrien, cominciamo a capire di più rispetto alla sua bassa autostima, alle sue dissonanze cognitive, e forse comprendiamo perché abbia bisogno di una persona come Martha, che lo vede come lui vuole essere visto.

Capiamo quindi così che una parte della storia accade prima, quando scopriamo un Donny più giovane, trascinato dalle lusinghe e dalle attenzioni che riceve da Darrien, scrittore di commedie che sembra prenderlo in simpatia e aiutarlo. A partire da questo incontro, per Donny comincerà un viaggio di disprezzo per se stesso che dà l’impressione di non risolversi mai.

Non mi soffermerei quindi sulla relazione con Martha e il fenomeno dello stalking. Mi piacerebbe riflettere invece su alcuni punti che riprendono le caratteristiche e le conseguenze condizionanti dell’abuso sessuale nella vita di Donny, un trauma che porta con sé disregolazione emotiva, bassa autostima e tante altre caratteristiche che minano i rapporti personali di Donny con gli altri, la conoscenza e la realizzazione dei suoi veri desideri e obiettivi, e che, forse, potrebbero essere le ragioni per le quali ha dato così tanto spazio a Martha nella sua vita. 

Baby Reindeer: il rapporto con Darrien e l’abuso sessuale

Abuso sessuale: possiamo parlare di trauma psicologico?

Trauma con T maiuscola e traumi con t minuscola: prima di parlare del Trauma dell’abuso, come Trauma con la T maiuscola, non possiamo non notare che tante delle difficoltà di Donny sono frutto anche di diversi traumi nel passato, che in psicologia si chiamano trauma con la t minuscola. Questo insieme di traumi appartengono a diverse situazioni difficili, che di per sé non creano difficoltà significative, ma ledono l’equilibrio fisico e psicologico della persona, soltanto quando quest’ultima rimane esposta a questo tipo di traumi per un periodo prolungato, oppure quando continuano a ripetersi, soprattutto durante il periodo di crescita. Basterebbe pensare al profilo dei genitori di Donny, in particolar modo al carattere del padre, per poter ipotizzare delle implicazioni psicologiche sul livello delle relazioni di attaccamento e di riferimento, nonché sulla crescita bio/psicologica del figlio.

Caratteristiche dell’abusatore e dell’abusato

Gli abusati

Quando si parla di abuso sessuale extrafamiliare, ossia quando l’abuso avviene da una persona non appartenente alla famiglia, può accadere che, se la vittima vive in una situazione familiare di trascuratezza fisica/affettiva, possa vivere l’abuso come possibilità di ricevere attenzione/cura/amore. 

Per questo è importante considerare la situazione familiare precedente di Donny e la sua continua ricerca di attenzione, cura e amore. Si tratta di un ulteriore fattore in grado di spingere Donny a concedere spazio a Martha nella propria vita, nonostante la ragione gli suggerisca spesso di fermarsi; eppure questo suo bisogno emotivo di attenzione, cura e amore è più forte. D’altra parte, Donny concede spazio anche a Darrien, assecondandolo in tutte le sue richieste, pur di non perdere il legame con lui.

Gli Abusanti

Secondo le statistiche, la maggior parte degli abusatori extrafamiliari sono generalmente non sposati, vivono da soli e hanno un deficit nella vita sociale. Infatti, nella serie, il regista ci presenta Darrien in una casa buia, in cui è sempre solo. A livello professionale, Darrien appare la persona di cui Donny ha veramente bisogno, sia per vedere se stesso come un alter ego, ossia come gli piacerebbe essere, sia come una persona matura, autonoma, realizzata nel lavoro e in grado di aiutarlo. 

Il Grooming come strategia

L’abusatore generalmente attua delle strategie che gli permettono di arrivare alla sua vittima in maniera naturale e attuare l’abuso dopo aver conquistato la sua fiducia. Infatti, il grooming o l’adescamento sessuale è l’azione o il comportamento utilizzato per stabilire una connessione emotiva con un’altra persona, per ridurre le inibizioni con l’obiettivo di abusare sessualmente della vittima. Può verificarsi in vari contesti, sia online che di persona. È un disegno che l’abusatore mette in atto per arrivare alla sua preda. Anche in questo caso, vediamo come Darrien si presenta all’inizio come un mentore o un coach che fa funzionare lo spettacolo di Donny quando sembrava ormai fallimentare. Un’azione che ha suscitato in Donny ancora più ammirazione per un tutor ideale, che potrebbe aprirgli le porte del successo e di tutto quello che aveva desiderato fino a quel momento. 

Baby Reindeer: il legame traumatico

Un’altra domanda che forse molti di noi si saranno posti è: perché alla fine Donny torna da Darrien?

Questo può essere spiegato con ciò che chiamiamo in psicologia: “Il Legame Traumatico”.

Il legame traumatico si verifica quando la persona abusata forma una connessione o una relazione con chi abusa di lei. Si verifica quando la persona abusata sviluppa simpatia o affetto per l’aggressore. La sindrome di Stoccolma è un tipo specifico di legame traumatico. 

Sebbene il termine si riferisca tipicamente a qualcuno che è prigioniero e sviluppa sentimenti positivi per i suoi rapitori, questa dinamica può verificarsi in altre situazioni e relazioni.

Perché succede?

I sentimenti di attaccamento e dipendenza possono contribuire alla creazione di un legame traumatico, così come un modello di abuso e rimorso.

  • Attaccamento: i legami traumatici sono il risultato di un attaccamento malsano. Gli esseri umani formano attaccamenti come mezzo di sopravvivenza. Quando la principale fonte di sostegno di qualcuno è anche il suo aggressore, può svilupparsi un legame traumatico. Una persona abusata può rivolgersi al suo stesso persecutore per chiedere conforto quando è ferita.
  • Dipendenza: un individuo può sviluppare un legame traumatico perché fa affidamento sulla persona violenta per soddisfare i suoi bisogni emotivi.
  • Ciclo di abusi: dopo aver causato un danno, una persona violenta può promettere di cambiare. Alcuni potrebbero essere particolarmente gentili o romantici per compensare il loro comportamento. Ciò dà alla persona abusata la speranza che la sua sofferenza finirà e che un giorno riceverà l’amore o il legame che l’autore del reato ha promesso. La persona che subisce l’abuso può vedere la sofferenza come un prezzo da pagare per la gentilezza. Il comportamento pieno di rimorso può anche far sì che la persona abusata si senta grata, soprattutto se si è abituata a un trattamento inadeguato.

Infine, è notevole come Donny torni da Darrien soltanto quando Martha sparisce definitivamente dalla sua vita. Può essere a causa del suo incolmabile, continuo bisogno di ricevere attenzione e quindi per il grande vuoto che prova dopo Martha? Oppure viene innescato da un altro semplice atto auto-distruttivo? 

Si può dare spazio ad un’ulteriore ipotesi analizzando la personalità di Donny secondo il costrutto psicologico del Malignant Self-Regard (MSR – “la considerazione maligna di sé). Possiamo parlare di un atteggiamento narcisistico in Donny, con tendenze masochiste e depressive? 

Baby Reindeer: il Malignant Self-Regard (MSR)

Steven Huprich (2014) ha esaminato la relazione tra le personalità masochiste, autodistruttive, depressive e vulnerabilmente narcisistiche, identificando in esse modelli simili di rappresentazioni di sé, stili relazionali, difficoltà affettive correlate e modelli comportamentali comparabili. Ha scoperto quindi che questi tipi di personalità hanno in comune una grande vulnerabilità alla depressione, con tassi di disturbo depressivo maggiore e disturbo distimico compresi tra il 18 e il 95%. Secondo l’autore queste personalità sono accomunate dal modo in cui il sé si relaziona con gli altri.

Questo nuovo costrutto, chiamato “considerazione maligna di sé” (MSR), può insorgere quando l’esperienza di frustrazione e delusione, derivante dalla relazione con gli altri, viene attribuita a se stessi in modo distruttivo. 

Il processo del MSR è auto-screditante e offensivo e minimizza l’effetto delle azioni degli altri (o della loro mancanza) su se stessi. Al di fuori della propria consapevolezza, esistono desideri sottostanti di riconoscimento, apprezzamento, cura e attenzione positiva che rimangono insoddisfatti o soddisfatti solo parzialmente. In effetti, gli individui con MSR spesso negano a se stessi l’opportunità di tale riconoscimento o piacere, poiché interpretano questi desideri in modo critico, come indicatori di debolezza o di prepotenza. 

Le caratteristiche di coloro che presentano MSR includono: depressione, vergogna, convinzione di essere inadeguati, pessimismo, masochismo o comportamenti autodistruttivi, fantasie di approvazione, auto-sacrificio, perfezionismo e difficoltà nell’esprimere la rabbia.

In altre parole, possiamo dire che i tratti comuni osservabili nel MSR sono: un’autocritica persistente verso se stessi, concentrata sui propri fallimenti; depressione e sentimenti profondi di tristezza e di vergogna derivanti dal sentirsi inadeguati, non all’altezza della realizzazione degli obiettivi, e perciò in continua ricerca dell’approvazione esterna; eccessiva attenzione ai propri errori con una grande preoccupazione per il giudizio altrui; reprimere le emozioni negative e non riuscire ad esprimere o esternalizzare la propria rabbia; svalutare fino a negare i propri bisogni perché visti come segni di debolezza e/o arroganza; percezione del proprio fallimento e tendenza a punire se stessi con atti autodistruttivi o masochisti; infine, perdersi in fantasie di cura e attenzione quando si riceve l’approvazione di qualcuno.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
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