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Scoprire la gioia di non esserci con la JOMO

In un mondo iperconnesso, impara a disconnetterti per coltivare benessere mentale e fisico attraverso la JOMO e dimenticando la FOMO

Di Alessandro Ocera

Pubblicato il 09 Feb. 2024

Basta FOMO, impariamo a conoscere la JOMO

Negli ultimi anni si è spesso sentito parlare della Fear of Missing Out (FOMO), ovvero la percezione di perdersi momenti interessanti catturati nei post o nelle storie delle altre persone sui social network (Gupta & Sharma, 2021). Questa sensazione di apparente disagio potrebbe portare ad una compulsiva consultazione dei social media per tenere monitorato cosa accade nel mondo digitale, spesso perdendosi momenti preziosi nella vita reale.

In un mondo iperconnesso, dove la costante partecipazione e l’aggiornamento sui social media sono diventati quasi un imperativo, si sta affermando un nuovo e intrigante fenomeno psicologico: la Joy of Missing Out (JOMO). Questo termine, tradotto come “la gioia di mancare” o “la gioia di non partecipare”, rappresenta una risposta salutare e consapevole alla sovraesposizione digitale e sociale. 

La JOMO non è mancanza di interesse verso il mondo sociale, ma una celebrazione del prendersi una pausa dal mondo digitale per coltivare il proprio benessere mentale e fisico. 

Caratteristiche della JOMO

La JOMO è descritta come un sentimento di soddisfazione e pace interiore derivante dalla scelta volontaria di disimpegnarsi da attività sociali o digitali non essenziali (Phelan, 2018). Invece di percepire l’isolamento sociale come una perdita, chi pratica la JOMO lo vede come un’opportunità per riconnettersi con sé stessi, con la propria interiorità e con il mondo esterno in modi più significativi e personalmente soddisfacenti. 

Jacobsen (2021) nel suo studio sulle dinamiche di FOMO e JOMO durante la pandemia COVID-19, evidenzia come la JOMO possa essere un antidoto efficace alle ansie generate dalla FOMO, portando a una maggiore soddisfazione generale e a un approccio più ottimista alla vita (Jacobsen, 2021).

Secondo Rees (2017), la JOMO ci ispira a concentrarci su ciò che vogliamo e su come ci sentiamo nel momento presente. Ci motiva a dedicare il nostro tempo e la nostra energia a cose che ci portano gioia. Non importa cosa scegliamo di fare o di evitare, è l’intenzione che conta.

JOMO vs FOMO

La JOMO si distingue radicalmente dalla FOMO: mentre la FOMO è alimentata dalla preoccupazione di essere esclusi e dalla costante ricerca di approvazione sociale (Gupta & Sharma, 2021), la JOMO è fondata sull’autoaccettazione e sulla ricerca di un equilibrio personale. 

Aitamurto et al. (2021) hanno esaminato queste dinamiche nel contesto della realtà virtuale, osservando come gli utenti possano vivere sia FOMO che JOMO simultaneamente. Questo studio suggerisce che, sebbene la FOMO possa generare una tensione per il timore di perdere eventi paralleli in un ambiente virtuale a 360 gradi, la JOMO può coesistere come un’esperienza positiva e arricchente (Aitamurto et al., 2021).

JOMO e Social Media

Rautela & Sharma (2022) hanno condotto un’indagine quantitativa tra gli utenti dei social media, principalmente giovani adulti, per esplorare l’associazione tra l’utilizzo problematico di internet, salute mentale, stanchezza da social media, FOMO e JOMO. I risultati dello studio suggeriscono che l’uso problematico di Internet ha un impatto significativo sulla salute mentale e psicologica, sulla FOMO e sulla stanchezza da social media. Inoltre, i ricercatori hanno rilevato che la stanchezza causata dall’uso eccessivo dei social media porta a un maggiore desiderio di disconnessione, che a sua volta favorisce la JOMO.

Questo articolo porta con sé alcuni punti chiave interessanti:

  • FOMO e stanchezza da social media: contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, lo studio non ha trovato un impatto significativo della FOMO sulla stanchezza da social media. Questo suggerisce che altri fattori, forse legati alla natura intrinseca dell’uso dei social media, possono giocare un ruolo più cruciale nell’ingenerare stanchezza.
  • Desiderio di disconnessione come ponte verso la JOMO: interessante è il fatto che la stanchezza da social media porta a un desiderio di disconnessione, che a sua volta promuove la JOMO. Ciò indica una reazione consapevole e intenzionale contro gli effetti negativi della sovraesposizione digitale.
  • La JOMO come risultato salutare: infine, il risultato più significativo dello studio è che la JOMO emerge come una risposta sana all’uso eccessivo di Internet e alla stanchezza da social media, offrendo una via per riconquistare il controllo sulla propria vita digitale e mentale.

I benefici della JOMO

Sebbene la JOMO non sia un costrutto psicologico attualmente validato, incoraggia la riscoperta e la valorizzazione del tempo dedicato a sé stessi e alle relazioni significative. 

Questo approccio potrebbe aiutare a stabilire connessioni più profonde e autentiche, sia con se stessi che con gli altri. La JOMO potrebbe inoltre promuovere una maggiore attenzione a dedicare tempo a hobby, interessi e attività che arricchiscono la vita personale, anziché consumare tempo in attività digitali che potrebbero essere meno soddisfacenti.

Scegliendo di disconnettersi consapevolmente dai social media, gli individui potrebbero concentrarsi maggiormente sulle relazioni nella vita reale, migliorando così la qualità delle interazioni sociali e diminuendo la sensazione di isolamento spesso associata all’uso eccessivo dei social media.

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