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Come gli introversi trovano soddisfazione e benessere nelle relazioni di amicizia

L’introversione non è un ostacolo all'amicizia, ma un modo di relazionarsi e stabilire connessioni secondo la propria natura

Di Alessandro Ocera

Pubblicato il 15 Dic. 2023

Aggiornato il 21 Dic. 2023 15:13

Le differenze individuali in amicizia

Individui con amici e confidenti stretti riportano una maggiore soddisfazione nella vita e presentano una minore propensione alla depressione (Choi et al., 2020). Inoltre, mostrano una ridotta probabilità di decesso dovuto dovuto a problemi cardiaci e a malattie croniche (Holt-Lunstad et al., 2010).

D’altra parte, chi sperimenta una ridotta connessione sociale, a causa di isolamento, solitudine o relazioni di scarsa qualità, si trova di fronte a un aumento del rischio di morte prematura. Questo è quanto afferma Julianne Holt-Lunstad, PhD, docente di psicologia e neuroscienze presso la Brigham Young University, specializzata nello studio di come le relazioni influenzano il corpo e il cervello (Abrams, 2023).

Tuttavia, mentre l’importanza delle relazioni sociali è universalmente riconosciuta, è cruciale comprendere che la vivacità e la natura delle amicizie possono variare notevolmente tra individui. In particolare, le persone introverse ed estroverse affrontano l’amicizia in modi unici, influenzati dalle loro caratteristiche intrinseche.

L’amicizia fa bene alla salute

Diversi studi scientifici indicano che mantenere connessioni sociali rappresenta uno dei più affidabili predittori di una vita lunga, sana e appagante. Una revisione sistematica (Pezirkianidis et a., 2019) che ha esaminato 38 ricerche ha rivelato che le amicizie adulte, specialmente quelle di alta qualità che offrono supporto sociale e compagnia, predicono significativamente il benessere e possono proteggere da problemi di salute mentale come depressione e ansia, con benefici che perdurano nel corso della vita.

Secondo la meta-analisi  di Holt-Lunstad (2010) su oltre 308.000 persone, coloro che non hanno amici o che hanno amicizie di scarsa qualità presentano il doppio del rischio di morire prematuramente, un fattore di rischio persino superiore agli effetti del fumo di 20 sigarette al giorno. La professoressa di psicologia Catherine Bagwell, PhD, del Davidson College in North Carolina, sottolinea che avere un amico fidato durante le sfide della vita sembra agire come un fattore protettivo contro alcuni risultati negativi che altrimenti potremmo incontrare (Abrams, 2023).

L’amicizia agisce come un’ancora di stabilità durante situazioni stressanti, riducendo la reattività della pressione sanguigna quando si parla con un amico supportivo, rispetto a un amico ambivalente (Holt-Lunstad et al., 2007). La presenza di un amico durante una difficile attività riduce la reattività del battito cardiaco rispetto a chi lavora da solo (Kamarck et al., 1990).

Introversione ed estroversione

Nel contesto psicologico, l’introversione e l’estroversione (Freyd, 1924) delineano due sfaccettature uniche di approccio alla socialità. 

  • L’introverso è quell’individuo in cui i processi mentali prendono il sopravvento rispetto al comportamento sociale visibile. La propensione all’approfondimento interiore si accompagna a una maggiore tendenza al ritiro dai contatti sociali.
  • Al contrario, l’estroverso è caratterizzato da una dinamica inversa: i processi mentali si attenuano rispetto al comportamento sociale osservabile, manifestando la tendenza a stabilire scambi sociali con gli altri. 

Tuttavia, è fondamentale distinguere l’introversione dal disturbo d’ansia sociale e dalla timidezza. nonostante entrambi possano influenzare le dinamiche sociali. 

Il disturbo d’ansia sociale, noto anche come fobia sociale, si manifesta con un’eccessiva e persistente ansia nei confronti dei contesti sociali, ostacolando la partecipazione alle attività sociali (APA, n.d.). Le situazioni temute possono essere evitate o vissute con intenso disagio e terrore. Mentre l’introverso può preferire la riflessione interna e il ritiro sociale senza necessariamente sperimentare ansia, il disturbo d’ansia sociale va oltre, portando a un disagio significativo nei rapporti sociali.

La timidezza, invece, è definita come la tendenza a sentirsi imbarazzato, preoccupato o teso durante gli incontri sociali, specialmente con persone non familiari (APA, n.d.)

Come gli introversi vivono le amicizie

Le persone introverse costruiscono e mantengono le amicizie con un approccio unico. Secondo gli esperti, gli introversi mostrano una preferenza per concentrare la propria energia sociale sulle persone a loro strette, evitando eventi con nuove persone, che invece energizzano gli estroversi. La psicologa Dr. Helgoe suggerisce che, sebbene gli introversi possano fare amicizie più gradualmente, è altrettanto salutare per loro interagire con conoscenti o intrattenere conversazioni amichevoli con estranei (Pearson, 2023).

Contrariamente alla percezione comune, gli introversi non sono necessariamente totalmente avversi alle interazioni sociali, ma preferiscono spesso gruppi più piccoli di amici stretti. La psicologa Ms. Killam sottolinea che gli introversi traggono beneficio da interazioni casuali, come sedersi in un caffè a lavorare o leggere, poiché offreno un senso di connessione con la comunità senza l’overstimulation di grandi gruppi (Pearson, 2023).

Per gli introversi, la chiave per coltivare amicizie appaganti è prendere l’iniziativa in modo controllato, pertanto gli esperti sostengono che il modo di prendere l’iniziativa sociale può essere appreso, offrendo agli introversi il potere di scegliere attività che rispettino la loro modalità di socializzazione preferita.

Gli introversi, inoltre, traggono vantaggio dal cercare persone e luoghi “confortevoli”. Prediligendo la permanenza nelle loro zone di comfort e passando del tempo con amici che rispettano il desiderio di silenzio, gli introversi trovano spesso le interazioni più piacevoli quando sono incentrate su attività invece che sulla conversazione incessante.

La forza degli introversi emerge anche nella loro capacità di instaurare conversazioni intime e significative; mentre potrebbero evitare incontri in grandi gruppi, apprezzano conversazioni profonde e intime. 

Ciò che è più importante è abbracciare il proprio stile di connessione, riconoscendo che l’introversione non è un ostacolo, ma un modo unico di stabilire relazioni.

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • Abrams, Z. (2023, June 1). The science of friendship. Monitor on Psychology54(4). 
  • APA Dictionary of Psychology. (n.d.). Shyness.
  • APA Dictionary of Psychology. (n.d.). Social phobia.
  • Choi, K. W., Stein, M. B., Nishimi, K. M., Ge, T., Coleman, J. R. I., Chen, C.-Y., Ratanatharathorn, A., Zheutlin, A. B., Dunn, E. C., and, Breen, G., Koenen, K. C., & Smoller, J. W. (2020). An Exposure-Wide and Mendelian Randomization Approach to Identifying Modifiable Factors for the Prevention of Depression. American Journal of Psychiatry, 177(10), 944–954. 
  • Freyd, M. (1924). Introverts and Extroverts. Psychological Review, 31(1), 74–87.
  • Holt-Lunstad, J., Uchino, B. N., Smith, T. W., & Hicks, A. (2007). On the importance of relationship quality: The impact of ambivalence in friendships on cardiovascular functioning. Annals of Behavioral Medicine, 33(3), 278–290. 
  • Holt-Lunstad J, Smith TB, Layton JB (2010) Social Relationships and Mortality Risk: A Meta-analytic Review. PLOS Medicine 7(7): e1000316.
  • Kamarck, T. W., Manuck, S. B., & Jennings, J. R. (1990). Social support reduces cardiovascular reactivity to psychological challenge: a laboratory model. Psychosomatic medicine52(1), 42–58. 
  • Pearson, C. (2023, March 13). How to make friends as an introvert. The New York Times. 
  • Pezirkianidis, C., Galanaki, E., Raftopoulou, G., Moraitou, D., & Stalikas, A. (2023). Adult friendship and wellbeing: A systematic review with practical implications. Frontiers in Psychology, 14
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