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L’imbarazzo: quale ruolo ha la percezione di distanza sociale?

Scopriamo i processi cognitivi alla base dell'imbarazzo e come la percezione di distanza sociale può impattare su di esso

Di Linda Confalonieri

Pubblicato il 22 Set. 2023

Cos’è l’imbarazzo?

Con il termine distanza sociale possiamo riferirci alla percezione di vicinanza o distanza psicologica ed emotiva tra gli individui in un determinato contesto relazionale. Secondo un recente articolo pubblicato sulla rivista scientifica BMC Psychology (Tang et al., 2023) questo costrutto giocherebbe un ruolo cruciale nell’esperienza emotiva dell’imbarazzo.

Infatti, secondo la ricerca, la paura di essere giudicati, ma anche la sensazione di essere poco connessi ed emotivamente distanti dagli altri, contribuirebbe a far sentire le persone imbarazzate in alcune situazioni sociali. L’imbarazzo, accanto alla vergogna e alla colpa, è una delle emozioni secondarie, che si sviluppa con la crescita dell’individuo. È un’emozione autoconsapevole poiché implica qualche forma di auto-valutazione negativa da parte dell’individuo in determinati contesti sociali, alla presenza reale o immaginata di soggetti osservatori.

Parrebbe appunto che l’imbarazzo si differenzi da altre emozioni autoconsapevoli, quali ad esempio la vergogna, specificamente per la presenza reale o immaginata di potenziali osservatori.

La vergogna può presentarsi anche in assenza di un contesto sociale, cioè può coinvolgere a lungo l’individuo anche quando è solo, per questo si differenzia dall’imbarazzo che si sperimenta invece esclusivamente in presenza degli altri. La vergogna nasce in seguito all’auto valutazione di inadeguatezza rispetto a standard di condotta ai quali si aderisce personalmente, mentre l’imbarazzo ha più a che fare con il sentire di avere contraddetto regole sociali che possono anche non essere condivise dal soggetto.

Castefranchi (1990) distingue tra vergogna e imbarazzo: la prima può riferirsi non solo ai difetti morali ma anche a semplice goffaggine. Potrebbe essere vista, secondo Castelfranchi, come una sorta di rammarico (l’emozione sentita quando l’individuo fallisce in uno dei suoi obiettivi) oppure potrebbe essere una sorta di paura (l’emozione sperimentata quando un qualche obiettivo viene vanificato, come ad esempio l’obiettivo di stima). In altre parole, ci vergogniamo quando abbiamo un rimpianto o temiamo di perdere la faccia davanti agli altri o a noi stessi. In questo senso, la funzione della vergogna è quella di proteggere i nostri obiettivi di stima (essere valutati positivamente dagli altri) e autostima (essere valutati positivamente da noi stessi).

L’imbarazzo invece rimanda a una qualche mancanza dell’individuo. Ad esempio, una persona può essere imbarazzata quando ha due o più alternative e non sa quale scegliere. Il tutto si complica se tra le alternative a disposizione ve ne sono alcune orientate su di sé e altre orientate sull’altro. Questo conflitto potrebbe essere la radice dell’imbarazzo.

Gli studi su imbarazzo e distanza sociale

L’obiettivo della ricerca  (Tang et al., 2023) si è focalizzato sull’esplorare i processi cognitivi alla base di questa emozione, e in particolare in che modo la percezione di distanza sociale possa impattare sull’imbarazzo, considerando anche il timore del giudizio negativo e la percezione di sicurezza in termini di attaccamento.

La ricerca ha previsto due studi distinti.

In un primo studio, i ricercatori hanno indagato se l’intensità dell’imbarazzo variava sistematicamente in funzione di diversi livelli di distanza sociale. Un campione di 159 studenti universitari di età media di 21 anni, è stato suddiviso in tre condizioni sperimentali: lieve distanza sociale (amicizia stretta), distanza sociale media (conoscente), ed elevata distanza sociale (sconosciuti). Ai soggetti delle tre condizioni sono state presentate alcune vignette testuali, in cui dovevano immedesimarsi nel protagonista della storia e immaginare di trovarsi di fronte a tre diversi tipi di osservatori: amici intimi, conoscenti, o sconosciuti. A seguito dell’esposizione a queste vignette testuali ai partecipanti è stato chiesto di dare una valutazione del proprio livello di imbarazzo su una scala da 1 (per nulla imbarazzato) a 7 (molto imbarazzato). Dai risultati è emerso che i diversi livelli di distanza sociale avevano un impatto significativo sull’intensità dell’imbarazzo provato dai soggetti, i quali hanno riferito maggiori punteggi di imbarazzo nella condizione in cui immaginavano di trovarsi di fronte a sconosciuti, e punteggi di imbarazzo significativamente inferiori immaginando che li stessero osservano degli amici stretti.

In un secondo studio pubblicato all’interno dello stesso articolo, è stato analizzato il ruolo plausibilmente giocato dal timore di giudizio negativo e dalla percezione di sicurezza (in termini di attaccamento) nel mediare la correlazione tra distanza sociale e imbarazzo. Con procedure sperimentali simili a quelle del primo studio sopra descritto, ai soggetti è stato richiesto di valutare il timore del giudizio negativo, il livello di sicurezza in termini di attaccamento e il proprio livello di imbarazzo a seguito dell’esposizione alle vignette testuali e nelle diverse condizioni di distanza sociale (lieve, media, elevata). Per misurare il timore del giudizio è stata utilizzata una versione ridotta della Fear of Negative Evaluation scale, mentre per la valutazione della sensazione presente di sicurezza in termini di attaccamento ai partecipanti è stato chiesto di esprimere in che misura si sentivano supportati e “al sicuro” immaginando di essere tra amici stretti, tra conoscenti o tra sconosciuti. Similmente al primo studio, è emerso che vi è un effetto della distanza sociale sui livelli di imbarazzo, e che sia il timore del giudizio negativo che la sensazione di sicurezza giocano un ruolo importante nel mediare il rapporto tra distanza sociale e imbarazzo. In che modo? Quando le persone si sentono distanti da chi le osserva, hanno maggiori probabilità di preoccuparsi del giudizio negativo e si sentono meno sicure nelle relazioni rispetto a condizioni in cui percepiscono minore distanza sociale; di conseguenza provano maggiori livelli di imbarazzo.

La sensazione di sicurezza nelle relazioni e l’attivazione del sistema di attaccamento sembrano un processo importante nella genesi e nella gestione dell’esperienza emotiva dell’imbarazzo. Infatti, la presenza di altri connotati come socialmente vicini e rispetto a cui si nutre sicurezza dal punto di vista dell’attaccamento mitiga l’imbarazzo e porta l’individuo a ricercarne il supporto, aiutando ad affrontare situazioni difficili e imbarazzanti.

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Linda Confalonieri
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