Anche i supereroi vanno in terapia (2022) di Marcelo Rodriguez Ceberio – Recensione

Capitolo per capitolo, "Anche i supereroi vanno in terapia" proietta il lettore nella parte oscura e sofferente dei supereroi

ID Articolo: 197254 - Pubblicato il: 19 gennaio 2023
Anche i supereroi vanno in terapia (2022) di Marcelo Rodriguez Ceberio – Recensione
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Servendosi di una fantasia che prende spunto dalla letteratura fumettistica “Anche i supereroi vanno in terapia” offre al lettore qualcosa di più di una sbirciata voyeuristica oltre la maschera, dove la fragilità umana non fa eccezioni neanche per un supereroe.

 

 Maschere e costumi, superpoteri e grandi capacità strategiche, sempre impegnati nella lotta contro il male. È così che li conserviamo gelosamente nei nostri ricordi, sono gli eroi della nostra infanzia, e perché no anche della nostra vita adulta.

Per molti di noi sono stati presenze determinanti alle quali abbiamo affidato un processo di immaginazione fondamentale, identificandoci in una figura positiva che ha avuto un grande peso nello sviluppo della nostra identità.

Tra fumetti, film e cartoni, sono stati abitanti del nostro immaginario occupando un posto privilegiato con un compito importante: aiutarci a vivere scenari in cui era possibile sperimentare l’esperienza del senso di sicurezza e di giustizia. In queste dimensioni della nostra fantasia, il male e la paura di esso venivano ridimensionati e sottomessi a un equilibrio che si orientava alla vittoria dei buoni. Chi non ha avuto bisogno almeno una volta nella vita di visitare con la fantasia un simile scenario? I loro ideali divenivano i nostri, perché tutto sommato i loro racconti contenevano il potere di dare speranza a un’immaginario più roseo e incoraggiante.

Da sempre i nostri supereroi sono stati vissuti come garanti di un senso di giustizia e pronti a mettere i loro poteri e straordinari talenti al servizio di una causa e un bene comune.

Entrati nell’immaginario collettivo con le loro maschere e costumi sono divenuti icone di sicurezza e salvezza, ma da sempre la loro narrazione ha seguito un doppio filo nel racconto delle loro storie, dove ciò che avveniva dietro la maschera non era meno importante della lotta contro il male.

Di questi racconti abbiamo presto imparato che una simile esistenza, infatti, può avere un caro prezzo. Mentre la maschera combatte il male, l’alter ego che c’è dietro si corrompe, fa i conti con le fragilità umane, assorbe la sofferenza e alla fine si frammenta divenendo incapace di affrontare la sua essenza umana.

Perché spesso è questo che sono i nostri eroi, due grandi frammenti di esistenza divisi da un costume, che vivono la fatica di tenere insieme i pezzi.

Proprio cogliendo questa fondamentale caratteristica del supereroe, Marcelo Ceberio ci racconta la sua visione, su di esso e sulle sue fragilità, attraverso un copione che si muove con più libertà rispetto alle storie ufficiali, ma comunque fedele ai personaggi e alla loro storia personale.

Servendosi di una fantasia che prende spunto dalla letteratura fumettistica l’autore offre al lettore qualcosa di più di una sbirciata voyeuristica oltre a maschera, dove la fragilità umana non fa eccezioni neanche per un supereroe.

Ogni eroe occupa un capitolo del libro e la sua storia viene raccontata seguendo una struttura dettagliata e coinvolgente, dove sia l’appassionato che il neofita vengono introdotti al personaggio, iniziando dalla sua storia ufficiale e le sue origini, senza trascurare i primi tratti di matita che gli hanno dato vita. Risaltano storie difficili, spesso unite da caratteristiche comuni, come quella in cui molti eroi spesso provengono da storie familiari difficili e traumatiche, ed è da lì che ha origine tutto. Ogni personaggio nasce da un dolore, da una tragedia, da una risposta a qualcosa che nella vita di noi uomini purtroppo accade.

Messaggio pubblicitario  Chi conosce il mondo dei supereroi sa molto bene che la loro storia segue uno schema narrativo molto preciso, dove ognuno di essi è legato in modo indissolubile al suo alter ego. Le sue straordinarie capacità vengono controbilanciate dal caro prezzo di una vita umana trascorsa restando nella goffaggine, nell’incapacità di essere interessante agli occhi del mondo, anche le relazioni ne risentono particolarmente. Dalla traumatica genesi dell’eroe è come se da quel momento tutta l’energia venisse sacrificata per dare vita all’eroe, mentre l’uomo dietro la maschera resta nell’ombra, rinunciando alla sua maturazione personale, alla propria auto-affermazione nella vita. Forse è proprio qui che si apre una visione interessante sull’eroe, sulla frattura di due esistenze che non possono avanzare separatamente, ma che sono in continuo disequilibrio, l’una parassita inevitabile dell’altra.

Così seguiamo un’ipotesi di evoluzione della storia che con fantasia l’autore propone, evidenziando le fragilità e le problematiche psicologiche dietro il costume e i poteri.

Avete mai fantasticato su come Superman avrebbe vissuto la sua vita coniugale con Loys? Insomma come potrebbe funzionare una relazione con un uomo invulnerabile e inscalfibile, ma con il senso di responsabilità onnipotente e la sindrome del sopravvissuto? Forse la Kryptonite non è l’unica cosa da temere quando il tormento, nascosto da una pelle impenetrabile, inizia a sollevarsi.

Un Batman che non riesce a vincere il declino umano e al vacillare della salute precipita dinanzi all’impossibilità di continuare a combattere il male nel vano tentativo di elaborare il suo un trauma infantile. Come se indossare la maschera e combattere per la giustizia fosse stata una strategia nata dal bisogno di modulare quel senso di colpa del sopravvissuto che da sempre l’ha accompagnato dopo la morte dei genitori, e ora quel tormento torna a temperature difficili da tenere sotto controllo.

Ma cosa avrà portato in terapia James Bond, Zorro o Braccio di ferro?

Capitolo per capitolo il lettore verrà proiettato nella parte oscura e sofferente di questi supereroi.

Avvertenza: la lettura di quest’opera potrebbe nuocere al vostro bisogno di idealizzazione!

In quest’opera, ogni personaggio dovrà fare i conti con qualcosa di più reale e imperfetto, con una vita dal sapore più reale. Si potrebbe dire che, se scegliete di leggere questo libro, piuttosto che a una perdita, bisogna prepararsi a imboccare la strada di un processo di maturazione importante, dove i nostri eroi diverranno reali, palpabili e meno irraggiungibili, inseriti in una dimensione umana, fatta di quei problemi che è bene sempre affrontare. Forse proprio questa è una possibile lezione, che ogni super potere non può essere abusato e la nostra natura umana merita attenzione e compassione.

Proprio questo è uno dei punti vitali del libro. Per Ceberio gli eroi sono anche o soprattutto le persone comuni, quelle che tutti i giorni fanno qualcosa per rendere il mondo un posto migliore come ad esempio tutti gli operatori sanitari che si sono impegnati per curare i malati di COVID. Sappiamo che abbiamo bisogno di persone così nella nostra società ed è sempre bene ricordare che quella nobiltà che esiste dietro un simile altruismo merita assolutamente una grande attenzione a chi c’è dietro la “maschera”, affinché l’eroe resti in equilibrio con la sua essenza umana.

Questo punto l’ho trovato di grande ispirazione e non ho potuto fare a meno di riflettere su quanto questo principio possa essere applicabile all’esistenza degli psicoterapeuti, a quella contrapposizione indissolubile tra il professionista e l’essere umano che vive la sua vita insieme ai propri affetti. Partendo da qui credo sia impossibile pensare una distanza marcata tra le due dimensioni che possa rendere valide e sane le due realtà. Ovvero la forte convinzione che sia impossibile che il benessere di una possa esistere senza il benessere dell’altra.

 

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Bibliografia

  • Ceberio, M. R. (2022). Anche i supereroi vanno in terapia. Alpes Italia.
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