Insoddisfazione corporea e social media

L'interiorizziazione dell'ideale di magrezza e la conseguente insoddisfazione corporea possono influire sull’insorgenza di un disturbo alimentare

ID Articolo: 197328 - Pubblicato il: 24 gennaio 2023
Insoddisfazione corporea e social media
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Le giovani donne risultano essere più sensibili agli ideali di magrezza proposti sui social network e mostrano un rischio più elevato di sviluppare insoddisfazione corporea e disturbi alimentari.

 

 L’immagine corporea è definita da tre dimensioni: la percezione, i pensieri e le emozioni che ruotano intorno al proprio corpo. È la rappresentazione che un soggetto ha del proprio corpo, compreso il suo riflesso allo specchio; risente e riflette i costrutti sociali che dipendono dalla cultura di appartenenza e dalle norme del contesto sociale in cui il soggetto è inserito. Questa concezione di sé stessi si crea sulla base di ideali corporei, comunicati sostanzialmente dall’ambiente attraverso i media, la famiglia e i coetanei (Jiotsa et al., 2021).

Negli ultimi 30 anni i media hanno sovraesposto le persone a ideali di magrezza, a partire dalla giovane età (Blowers et al., 2003), trasformando questo ideale in un nuovo standard di riferimento (Anschutz et al., 2016). È emerso da recenti studi (per esempio, Laure et al., 2005) che soprattutto le giovani donne risultano essere più sensibili agli ideali di magrezza e hanno la tendenza ad associarli alla bellezza e al successo.

Messaggio pubblicitario  Il modo in cui interiorizziamo questo ideale di magrezza influisce sull’insorgenza di un disturbo alimentare e può essere un buon predittore per prevenire il rischio di sviluppare una problematica relativa all’alimentazione (Gorwood et al., 2016). L’interiorizzazione degli standard di magrezza può portare a un’alterazione dell’immagine corporea, con conseguente insoddisfazione corporea e preoccupazioni esagerate per il corpo e il peso (Stice et al., 2002). L’insoddisfazione corporea è caratterizzata da un’incongruenza tra il proprio corpo reale e quello idealizzato (Jacobi et al., 2004).

I soggetti con anoressia nervosa e bulimia nervosa condividono lo stesso pensiero radicale per l’immagine corporea, con la paura pervasiva di ingrassare (Stice at al., 2002).

Il recente studio condotto da Jiotsa e colleghi (2021) ha trovato un’associazione tra la frequenza con cui si confronta il proprio aspetto fisico con quello delle persone seguite sui social media e l’insoddisfazione corporea e il desiderio di magrezza.

In conclusione, si potrebbe dire che l’uso diffuso dei social media negli adolescenti e nei giovani adulti potrebbe aumentare l’insoddisfazione corporea e il desiderio di magrezza, rendendo la popolazione di giovani adulti più vulnerabili ai disturbi alimentari.

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