Aggressività genitoriale e utilizzo di punizioni fisiche: i fattori di rischio e le conseguenze sui figli

Indagare i fattori che favoriscono aggressività e punizioni fisiche da parte dei genitori è rilevante per comprendere come prevederne e prevenirne l’uso

ID Articolo: 197200 - Pubblicato il: 16 gennaio 2023
Aggressività genitoriale e utilizzo di punizioni fisiche: i fattori di rischio e le conseguenze sui figli
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Secondo vari studi, alcuni fattori che influenzano l’aggressività da parte dei genitori riguardano la salute mentale dei genitori, le esperienze infantili, la qualità della relazione genitoriale, il funzionamento familiare e l’utilizzo di sostanze.

 

Gli effetti negativi dell’aggressività genitoriale e delle punizioni fisiche

È ormai riconosciuto da un’ampia letteratura che l’utilizzo di punizioni corporali, da parte dei genitori nei confronti dei bambini, può portare ad una serie di esiti negativi, tra cui problemi internalizzanti come ansia e depressione, problemi esternalizzanti come comportamenti antisociali e aggressivi e relazioni genitoriali negative (Gershoff, 2002; Gershoff & Grogan-Kaylor, 2016). Inoltre, non esistono evidenze che confermano l’associazione tra l’utilizzo di punizioni fisiche ed il miglioramento comportamentale dei bambini o della loro salute (Durrant & Ensom, 2012; Gershoff & Grogan-Kaylor, 2016) e, al contrario, gli esiti negativi legati alle punizioni corporali si protraggono per tutto l’arco della vita, anche in età adulta (Afifi et al., 2006; MacMillan et al., 1999).

Allo stato attuale della letteratura, i ricercatori includono le punizioni fisiche nella categoria delle “esperienze avverse infantili” (Adverse Childhood Experience, ACE) e recentemente, l’American Academy of Pediatrics (Sege et al., 2018) ha pubblicato una dichiarazione, secondo la quale i genitori o i caregivers non dovrebbero ricorrere a punizioni corporali (schiaffi, sculacciate, etc) su bambini e adolescenti.

È importante quindi aiutare i genitori a sostituire questi metodi con strategie genitoriali positive e non violente, che permettano di fronteggiare e migliorare il comportamento dei bambini (Afifi & Romano, 2017).

Indagare i fattori che favoriscono il rischio di attuazione di punizioni fisiche risulta rilevante al fine di poter comprendere come prevederne e prevenirne l’utilizzo da parte dei genitori.

Cosa porta i genitori a ricorrere alle punizioni fisiche?

Secondo vari studi, alcuni fattori riguardano la salute mentale dei genitori, le esperienze infantili, la qualità della relazione genitoriale, il funzionamento familiare e l’utilizzo di sostanze (Davis et al., 2011; MacKenzie et al., 2011; Wilson et al., 2018).

Uno studio condotto nel 2019 da Afifi et al., utilizzando un campione di 1883 ragazzi dai 14 ai 17 anni, ha indagato i fattori che potrebbero portare i genitori/caregivers dei ragazzi ad un maggior utilizzo di punizioni fisiche come ad esempio schiaffi e sculacciate, riscontrando molteplici risultati.

In primo luogo, le esperienze infantili dei genitori, incluso il bullismo fisico e verbale da parte dei coetanei, l’abuso sessuale ed emotivo e l’esposizione diretta a violenza fisica tra i genitori, sono risultati essere associati ad un maggior uso di punizioni fisiche sui propri figli.

Anche un alto tasso di conflitti di coppia, è risultato avere un’associazione significativa con l’aggressività fisica nei confronti dei figli e, al contrario, una bassa percentuale di litigi tra coniugi si è vista agire come fattore protettivo contro l’utilizzo di punizioni fisiche.

In terzo luogo, un basso livello di salute mentale dei genitori/caregivers è stato associato ad una maggior probabilità di utilizzare punizioni fisiche.

Messaggio pubblicitario  Coerentemente con le ricerche precedenti (Barkin et al., 2007), è stata riscontrata una associazione tra genitori/caregivers che riferivano di essere stati schiaffeggiati durante l’infanzia, e una maggior probabilità che i loro figli riferissero di essere stati picchiati. Tuttavia tali dati sono differenti rispetto ai dati di altri studi (Gagné et al., 2007) secondo cui chi subisce abusi fisici infantili sembrerebbe non ricorrere all’uso della forza (comprese le sculacciate) sui propri figli per evitare di far vivere loro le stesse esperienze (Ertem et al., 2000). Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare i meccanismi sottostanti, che potrebbero essere informativi per la prevenzione.

Gli studi sulle indagini per la tutela dei minori hanno mostrato che molti casi di abuso fisico iniziano come tentativo da parte dei genitori di disciplinare i bambini con punizioni corporali, finendo per spingersi troppo oltre (Black et al., s.d.). Questo significa che fare prevenzione sulle sculacciate potrebbe ridurre anche il verificarsi di abusi fisici ancora più gravi.

Aggressività genitoriale e status socio-economico

Per quanto concerne l’associazione tra lo stato di povertà e l’utilizzo di punizioni fisiche, dai dati sembra che le famiglie povere siano meno propense all’utilizzo di metodi educativi che includono violenza fisica. Prima di generalizzare tali risultati sono necessari ulteriori ricerche poiché è possibile che le famiglie incluse in questo studio abbiano ricevuto supporto da parte di programmi mirati alla divulgazione di strategie positive genitoriali. I risultati hanno anche dimostrato che un’elevata conflittualità (3 o più litigi importanti negli ultimi 12 mesi), un basso livello di salute e benessere mentale ed un uso moderato o grave di alcol sono associati ad una maggior probabilità di utilizzo di punizioni fisiche da parte dei genitori. Anche lo stress genitoriale si è rilevato essere associato a pratiche genitoriali più severe (Liu & Wang, 2015; MacKenzie et al., 2011), mentre una soddisfazione materna elevata è risultata essere un’attenuante nella relazione tra stress genitoriale e punizioni fisiche (Liu & Wang, 2015).

In conclusione, questi risultati supportano il bisogno di maggior prevenzione a livello sociale riguardo ai fattori riscontrati rilevanti e di ulteriori indagini su come le relazioni familiari, il funzionamento della salute mentale, il benessere e l’utilizzo di alcol possano essere migliorati per creare un ambiente domestico più sano per la crescita dei bambini (Afifi et al., 2019).

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