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La vela migliora la qualità della vita dopo un cancro al seno

Uno studio ha indagato se un’esperienza in barca a vela potesse migliorare la qualità della vita nelle donne che hanno avuto un cancro al seno

Di Carlotta D`Acquarone

Pubblicato il 29 Apr. 2022

Alcuni studi in letteratura hanno notato che le persone che sono sopravvissute ad un tumore, in particolare al cancro al seno, possono avere molto giovamento dall’attività sportiva.

 

Effetti del cancro al seno

 Sebbene oggi il tasso di mortalità delle persone con cancro al seno (Breast Cancer; BC) si sia notevolmente ridotto, spesso i trattamenti a cui sono sottoposte le donne hanno delle conseguenze fisiche e un elevato distress psicologico che permangono nel lungo termine (Carreira et al., 2017). Tali conseguenze sono per esempio una riduzione della forza degli arti superiori che talvolta provocano ostruzioni linfatiche; dolore e instabilità nella postura con conseguenti alterazioni dell’immagine corporea che possono causare ansia, depressione, rabbia, disturbi dell’umore e un’alterazione della qualità della vita (QoL) (Mirandola et al., 2014). In aggiunta le persone che sono guarite da un cancro al seno spesso hanno un’elevata paura di averlo nuovamente e sono sottoposte ad esami di follow up che causano loro una forte angoscia.

Gli effetti positivi dell’attività fisica e della barca a vela

Recenti studi hanno dimostrato che l’attività fisica-sportiva è fondamentale per la salute delle persone e aumenta la qualità della vita (QoL). Anche il funzionamento sociale e il benessere emotivo possono migliorare tramite la pratica di attività sportiva, soprattutto lo sport di squadra sembra avere risultati di salute soddisfacenti grazie alla natura sociale della partecipazione (Eime et al., 2013). Alcuni interventi come il Tai Chi, che implicano una forte connessione mente-corpo, sono spesso praticati in gruppo e forniscono numerosi benefici sia fisici che psicologici per i sopravvissuti al cancro (Zeng et al., 2019). Anche la danza di gruppo ha dimostrato di migliorare il benessere psicofisico e la qualità della vita. La letteratura ha recentemente proposto la pratica della vela per migliorare il benessere psicofisico e la qualità della vita nelle persone con disabilità (Marchand et al., 2017); la vela coinvolge infatti l’integrazione di diversi stimoli sia esterocettivi che propriocettivi, essendo praticata in ambienti stimolanti come il mare o il lago. Inoltre è uno sport che coinvolge la praticità ed è sufficientemente sicuro da poter essere praticato da persone disabili.

Alcuni degli effetti positivi riguardano l’autostima e la salute generale: talvolta può essere considerata come una parte integrante della riabilitazione. Le persone con disabilità psicosociali e gravi disturbi mentali che hanno partecipato ad un programma strutturato di vela hanno mostrato miglioramenti significativi in svariati ambiti tra cui la qualità della vita e la sintomatologia clinica. In aggiunta, alcuni studi hanno dimostrato che andare in barca a vela può migliorare la qualità della vita di bambini e adolescenti disabili con problemi neurologici di coordinazione motoria e di equilibrio (Aprile et al., 2016).

Gli effetti della barca a vela in donne sopravvissute al cancro al seno

Dal momento che non sono ancora stati studiati i possibili effetti positivi di questo sport per le donne sopravvissute al cancro, nel 2020 Mirandola e colleghi hanno condotto un’indagine ai fini di valutare se un’esperienza in barca a vela potesse migliorare significativamente la qualità della vita (QoL) e il distress psicologico (PD) nelle donne che hanno avuto un cancro al seno. 19 donne di età compresa tra 43 e 68 anni hanno partecipato ad un programma di vela di una settimana, accompagnate da uno skipper, alcuni insegnanti di vela, due psicologi e da uno specialista dello sport. Tale programma prevedeva alcune lezioni teoriche e una fase pratica in mare aperto seguita da sessioni psicologiche di gruppo nelle quali manifestare le impressioni e i sentimenti sull’esperienza, per migliorare le abilità sociali e comunicative, l’autostima e la fiducia in sé stessi. Le donne hanno completato un questionario strutturato online per valutare la QoL e il distress psicologico sia alla partenza (baseline) che una settimana dopo il ritorno (follow-up). Il questionario includeva una prima parte nella quale venivano richieste alcune caratteristiche sociodemografiche, la pratica di attività fisiche/sportive e la soddisfazione dell’esperienza di navigazione; la seconda parte prevedeva invece la somministrazione dei questionari Short Form-12 (SF-12; Apolone, 2001) per valutare la QoL, State/Trait-Anxiety Inventory form Y (STAI-Y; Spielberger et al.,1971) per valutare l’ansia di stato e il Distress Thermometer (Bellè et al., 2016) per valutare lo stress dei soggetti. I risultati ottenuti mostrano un miglioramento statisticamente significativo nei punteggi del SF-12 e una riduzione nei punteggi di entrambe le componenti dello STAI-Y (stato e tratto) e del termometro del distress, dopo l’esperienza di navigazione.

Un’esperienza di vela strutturata può quindi essere utilizzata come intervento per aumentare il benessere psicologico e migliorare la QoL e altri sintomi psicologici nelle donne che hanno avuto un tumore. È importante che gli psicologi, i professionisti e i medici di riabilitazione oncologica siano consapevoli dell’importanza dell’esercizio fisico per la salute, strutturino interventi efficaci che includano attività di squadra in ambienti stimolanti e ne promuovano la partecipazione (Mirandola, 2020).

 

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
  • Apolone, G., Mosconi, P., & Ware, J. E. (1997). Questionario sullo stato di salute SF-36: manuale d'uso e guida all'interpretazione dei risultati. Guerini.
  • Aprile, I., Iacovelli, C., Iuvone, L., Imbimbo, I., Cruciani, A., Pecchioli, C., ... & Padua, L. (2016). Use of a Virtual-Technological sailing program to prepare children with disabilities for a real sailing course: Effects on balance and quality of life. Journal of Child Neurology, 31(8), 1074-1080.
  • Bellè, M., Muzzatti, B., Tomas, M., & Gherlinzoni, F. (2016). Psychological screening of onco-hematologic inpatients: Distress thermometer administration. Tumori Journal, 102(2), 178-183.
  • Carreira, H., Williams, R., Müller, M., Harewood, R., & Bhaskaran, K. (2017). Adverse mental health outcomes in breast cancer survivors compared to women who did not have cancer: systematic review protocol. Systematic reviews, 6(1), 1-6.
  • Eime, R. M., Young, J. A., Harvey, J. T., Charity, M. J., & Payne, W. R. (2013). A systematic review of the psychological and social benefits of participation in sport for children and adolescents: informing development of a conceptual model of health through sport. International journal of behavioral nutrition and physical activity, 10(1), 1-21.
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  • Mirandola, D., Miccinesi, G., Muraca, M. G., Sgambati, E., Monaci, M., & Marini, M. (2014). Evidence for adapted physical activity as an effective intervention for upper limb mobility and quality of life in breast cancer survivors. Journal of physical activity & health, 11(4).
  • Spielberger, C. D., Gonzalez-Reigosa, F., Martinez-Urrutia, A., Natalicio, L. F., & Natalicio, D. S. (1971). The state-trait anxiety inventory. Revista Interamericana de Psicologia/Interamerican Journal of Psychology, 5(3 & 4).
  • Zeng, Y., Xie, X., & Cheng, A. S. (2019). Qigong or Tai Chi in cancer care: an updated systematic review and meta-analysis. Current oncology reports, 21(6), 1-6.
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