L’utilizzo problematico dello smartphone tra gli adolescenti influenza gli atti di bullismo e cyberbullismo

Esistono diverse tipologie di uso problematico dello smartphone tra adolescenti? Chi lo usa in modo problematico è più coinvolto in bullismo/cyberbullismo?

ID Articolo: 190166 - Pubblicato il: 17 gennaio 2022
L’utilizzo problematico dello smartphone tra gli adolescenti influenza gli atti di bullismo e cyberbullismo
Messaggio pubblicitario SFU 2020

Nel 2020 Méndez e colleghi hanno condotto uno studio per valutare se si verificassero aumenti significativi degli atti di bullismo e cyberbullismo tra gli adolescenti che fanno un uso problematico dello smartphone.

 

Messaggio pubblicitario Gli smartphone sono diventati uno degli strumenti più utilizzati nella nostra vita quotidiana, in particolare tra gli adolescenti. Svolgono diverse funzioni ludico-espressive e comunicative: ci permettono di comunicare, di esprimerci, di accedere ad alcune informazioni e di trascorrere il tempo libero (Besoli et al., 2018). Inoltre le reti sociali che si creano mediante l’uso dei telefoni costituiscono una forma di interazione sociale che permette di allargare la comunicazione abituale e l’espressione emotiva. Le persone spesso condividono sentimenti e opinioni, talvolta dicendo cose che non riescono a dire a voce, altre volte creando fraintendimenti in quanto i messaggi possono venire male interpretati. È noto in letteratura che l’uso problematico dello smartphone possa anche danneggiare le relazioni interpersonali (Díaz-López et al., 2020). In molti casi, specialmente tra i giovani, è possibile che l’uso del telefono possa diventare problematico e creare dipendenze comportamentali che hanno alcuni meccanismi in comune con quelle da sostanze (tolleranza, meccanismi neurobiologici, comorbilità ecc.).

Uso problematico dello smartphone: quali rischi

Sebbene il DSM-5 abbia una categoria diagnostica dedicata alle dipendenze e disturbi correlati senza sostanze, l’uso del cellulare non è compreso (APA, 2013). Inoltre, spesso ci si serve dello smartphone come tampone alla noia, solitudine, irritabilità, nervosismo o per alleviare la tensione emotiva (Santana-Vega et al., 2019). L’uso intensivo di telefoni cellulari tra gli adolescenti è stato associato all’uso di droghe, scarso rendimento scolastico, bassa autostima e scarse relazioni sociali; impulsività, ansia e stress; maggiore disagio emotivo e bassa coesione familiare (Amendola et al., 2019). Gli adolescenti solitamente usano lo smartphone in modo ricreativo o comunicativo e lo rendono una forma di evasione o distrazione per navigare su internet, sui social network, ascoltare la musica o divertirsi collettivamente. Spesso, però, mostrano un’incapacità di scollegare o spegnere i telefoni che, di conseguenza, riduce il sonno e aumenta preoccupazione e ansia. Inoltre talvolta l’ambiente sociale e il bisogno di appartenenza rendono i cellulari un veicolo di comunicazione essenziale: i ragazzi prediligono la comunicazione online piuttosto che di persona poiché permette loro di divertirsi, socializzare e promuovere lo status sociale (Moral e Suárez, 2016).

Un ulteriore rischio collegato ai cellulari riguarda la condivisione istantanea di video o immagini che possono essere utilizzati in modi impropri e provocare gravi danni alle vittime in differenti contesti. Tale scambio è frequente nel contesto scolastico: gli adolescenti che usano in modo problematico le nuove tecnologie sono coinvolti in maggiori problemi di bullismo e cyberbullismo (Arnaiz et al., 2016). Inoltre, i ragazzi con un comportamento problematico sui social media sono più coinvolti in comportamenti aggressivi tra i pari (Martínez- Ferrer et al., 2018). Gli adolescenti però spesso non sono consapevoli dei rischi che comporta il condividere informazioni relative a sé stessi e agli altri su internet. Tra le forme di cyberbullismo esiste infatti il ‘doxing’ che consiste nel rivelare informazioni relative a un utente (vero nome, indirizzo di residenza, luogo di lavoro ecc.), informazioni che vengono divulgate pubblicamente senza l’autorizzazione della vittima (Chen et al., 2019).

Smartphone e cyberbullismo: uno studio

Messaggio pubblicitario Nel 2020 Méndez e colleghi hanno condotto uno studio per valutare se esistessero differenze significative negli atti di bullismo e cyberbullismo tra gli adolescenti con un utilizzo problematico del cellulare. Nello specifico si sono occupati di identificare diversi profili che differivano nei problemi conseguenti all’uso dello smartphone e nei modelli comunicativi ed emotivi inappropriati. La prima ipotesi riguardava l’esistenza di diverse tipologie di uso problematico dello smartphone tra gli adolescenti; secondariamente hanno ipotizzato che i ragazzi che utilizzano lo smartphone in modo maggiormente problematico sono coinvolti in problemi di violenza scolastica come bullismo o cyberbullismo. 810 adolescenti della scuola secondaria, sono stati inclusi nella ricerca. Gli autori hanno sottoposto loro il questionario sulla violenza scolastica (Álvarez-García et al.,2011) che valuta diverse manifestazioni di violenza scolastica (violenza fisica indiretta degli studenti, violenza fisica diretta tra studenti, esclusione sociale, violenza degli insegnanti ecc.). Infine agli studenti è stato sottoposto il il Mobile Related Experiences Questionnaire (CERM-Beranuy et al., 2009) per valutare l’abuso del cellulare, composto da due fattori: i problemi conseguenti all’abuso del cellulare e i problemi dovuti all’uso comunicativo ed emotivo inappropriato del cellulare.

I risultati hanno identificato tre diversi tipi di uso problematico dello smartphone: un primo gruppo di 534 studenti (65,9%), caratterizzato da bassi livelli di problemi legati all’abuso del telefono cellulare e bassi livelli di uso comunicativo ed emotivo inappropriato (definito uso non problematico); un secondo gruppo di 209 studenti (25,8%), caratterizzato da moderati livelli di problemi e livelli moderati di uso comunicativo ed emotivo inappropriato (definito uso problematico moderato); e infine un terzo gruppo di 67 studenti (8,3%), caratterizzato da alti livelli di problemi e alti livelli di uso comunicativo ed emotivo inappropriato. Inoltre i risultati hanno rilevato differenze significative tra le tre modalità di uso problematico dello smartphone e le manifestazioni di violenza scolastica.

Conclusioni

Questo avvalora la ricerca che dimostra che l’uso problematico delle nuove tecnologie si relaziona con un maggiore coinvolgimento nelle diverse manifestazioni di violenza scolastica (bullismo e cyberbullismo) (Arnaiz et al., 2016). I problemi nelle relazioni sociali, dovuti a un uso problematico dello smartphone e a uno scarso adattamento emotivo e comunicativo, spesso sono conseguenti al fatto che l’uso del cellulare è collegato alle emozioni intense e alle tensioni dell’adolescente (Serrano-Puche, 2016). I risultati evidenziano quindi la necessità di rendere i ragazzi consapevoli dei problemi che possono derivare da un uso inadeguato del telefono e realizzare inizialmente azioni che promuovano la convivenza, le abilità sociali e comunicative, la gestione delle emozioni e dello stress per gli adolescenti (Moral e Suárez, 2016). Secondariamente, un coinvolgimento della famiglia, degli insegnanti e della scuola, per creare spazi che incoraggino un uso responsabile del cellulare (Santana-Vega et al., 2019), permettere di individuare il prima possibile quando diventa problematico e valutare il rischio che porta alla violenza scolastica (Arnaiz et al., 2016).

 

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