inTherapy

Suoni e vibrazioni fantasma: il ruolo della dipendenza da dispositivi mobili

La Phantom vibration syndrome è la percezione da parte della mente di una sensazione, come una notifica dello smartphone, in assenza di una base fisica

ID Articolo: 187080 - Pubblicato il: 29 luglio 2021
Suoni e vibrazioni fantasma: il ruolo della dipendenza da dispositivi mobili
Messaggio pubblicitario SFU 2020
Condividi

Il fenomeno dei Phantom Phone Signals (Segnali Telefonici Fantasma) si caratterizza per la percezione di squilli, vibrazioni e/o stimoli visivi associati ad una chiamata o messaggio in arrivo dal telefono cellulare, in assenza di una notifica effettivamente presente (Tanis et al., 2015).

 

Messaggio pubblicitario Secondo Deb (2015), questa esperienza viene avvertita tra il 27% e l’89% degli utenti di telefoni cellulari e, sebbene questo possa denotare l’esistenza di una vera e propria sindrome da vibrazione fantasma, non si tratta di una malattia o disturbo universalmente conosciuto (Rothberg et al., 2010).

I Phantom Phone Signals costituiscono delle allucinazioni, poiché la mente percepisce una sensazione in assenza di una base fisica (Rothberg et al., 2010). Si tratta di un rilevamento problematico di segnale, potenzialmente influenzabile da fattori personologici, quali condizione soggettiva fisiologica, contesto, aspettative ed esperienze precedenti (Tanner & Swets, 1954). Rothberg (2010) ha rilevato che tali percezioni venivano esperite frequentemente da personale medico giovane che aveva dispositivi (come cercapersone o cellulare) nelle tasche, e li utilizzava in modalità vibrazione.

Anche la presenza di tratti che rimandano al modello di personalità a cinque fattori (“Big Five”; McCrae et al., 2005) come l’estroversione, la coscienziosità e il nevroticismo/stabilità emotiva, correla al fenomeno dei Phantom Phone Signals.

Tra gli individui estroversi, fortemente desiderosi di creare e mantenere legami sociali, il supporto sociale erogato online costituisce un rischio di insorgenza dello sviluppo di una dipendenza da telefoni cellulari (Bianchi & Phillips, 2005; Hong et al., 2012), che potrebbe alimentare i fenomeni allucinatori.

Coloro con elevata coscienziosità, sono organizzati, affidabili, motivati al successo e mostrano autodisciplina, adottando un comportamento pianificato. Questi individui, per la loro tendenza all’automonitoraggio, sono meno inclini a sviluppare dipendenze (compresa quella da internet) (Kuss & Griffiths, 2011; Wilson et al., 2010) e sperimentano meno frequentemente i Phantom Phone Signals.

Il nevroticismo consiste nella tendenza a provare facilmente emozioni spiacevoli, come rabbia, ansia, depressione e vulnerabilità. Il suo opposto, ovvero la stabilità emotiva, comporta maggiore controllo degli impulsi e minore reattività, rendendo la personalità più stabile, calma e meno attivata.

Gli individui con elevati livelli di nevroticismo, non rispondono in modo adattivo nelle situazioni stressanti, e spesso interpretano aspetti di normalità in modo minaccioso. Tale caratteristica aumenta la probabilità di sperimentare Phantom Phone Signals.

Kruger & Djerf (2017) hanno ipotizzato che i fattori personologici implicati nelle esperienze telefoniche allucinatorie, siano riconducibili ad una componente di dipendenza psicologica da dispositivi mobili.

Il fenomeno della dipendenza costituisce una condizione patologica connotata da un impegno compulsivo in stimoli intrinsecamente gratificanti, nonostante le conseguenze avverse che possono comportare (Melenka et al., 2009). Gli stimoli che conferiscono piacere vengono rinforzanti, aumentando la probabilità di ricerca ripetuta dell’esperienza positiva e che diviene desiderabile (Melenka et al., 2009).

L’uso compulsivo o eccessivo del telefono cellulare, nonostante possa avere aspetti che rimandano alla dipendenza patologica, non è parte di un quadro diagnostico descritto dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5), pertanto si configura come una mera dipendenza psicologica.

La dipendenza psicologica comporta anch’essa sintomi di astinenza, che si sviluppano con la cessazione dell’esposizione costante e frequente con lo stimolo (Melenka et al., 2009). Alla base della dipendenza da cellulare può esserci un bisogno relazionale di comunicazione (Drouin et al., 2012). Come riscontrato da Subba et al., 2013, soggetti potenzialmente dipendenti che utilizzavano il telefono in classe e nel momento del pasto riportavano maggiormente esperienze fantasma. Inoltre, chi controllava frequentemente i messaggi manifestava maggiore ansia quando non riceveva risposte immediate, oltre ad essere più infastidito dalle vibrazioni fantasma (Drouin et al., 2012).

Nello studio di Kruger & Djerf (2017), è stato ipotizzano che le esperienze di Phantom Phone Signals siano un sintomo di dipendenza psicologica dalle comunicazioni mediante telefono cellulare, e dalla conseguente ipersensibilità agli stimoli gratificanti, come quello delle notifiche telefoniche.

Messaggio pubblicitario Gli individui che si mostrano psicologicamente dipendenti dalla comunicazione con il cellulare possono interpretare, con maggiore probabilità, sensazioni ambigue (sonore, tattili o visive), sotto forma di chiamate e messaggi in arrivo. Inoltre, i fattori di personologici che potrebbero aumentare la probabilità di esperire suoni fantasma, potrebbero interagire con i sintomi della dipendenza dal telefono cellulare.

Sono state valutate le cinque dimensioni della personalità (apertura, coscienziosità, estroversione, gradevolezza e stabilità emotiva/nevroticismo) in un campione di 766 studenti universitari, che hanno compilato il Ten Item Personality Inventory (TIPI; Gosling et al., 2003). In seguito è stata indagata la percezione di suoni o messaggi fantasma con item ad hoc, mentre la dipendenza da cellulare mediante la Mobile Phone Problem Use Scale (MPPUS; Bianchi & Phillips, 2005).

I risultati dell’indagine riconducono il fenomeno dei Phantom Phone Signals alla dipendenza psicologica dalle comunicazioni con cellulare. Infatti, queste allucinazioni, similmente alla dipendenza psicologica, denotano un’ipersensibilità e vengono elicitate da stimoli gratificanti (Olsen, 2011), in questo caso il telefono, oggetto del desiderio.

I sintomi riferiti dai soggetti e legati alla dipendenza includevano il rinforzo negativo (per cui l’uso del telefono cellulare darebbe sollievo dalle emozioni avverse), emotività negativa nel caso in cui l’uso del telefono veniva impedito e pensieri ossessivi nel momento in cui il dispositivo non veniva utilizzato.

Valutando le diverse modalità sensoriali di esperienza delle allucinazioni (uditive, tattili e visive), la vibrazione fantasma si è rivelata la più comune, sperimentata da tre quarti dei partecipanti.

Per quanto concerne le differenze personologiche, di genere ed età indagate, le donne, gli individui più giovani e quelli con minore coscienziosità e stabilità emotiva (cioè maggiore nevroticismo), manifestavano sintomi più elevati di dipendenza dal telefono cellulare.

In conclusione, le relazioni umane sono intrinsecamente subordinate e legate alla tecnologia, che assume una valenza sociale. Gli individui maggiormente dipendenti dalle comunicazioni tramite telefono cellulare sperimentano un’ipersensibilizzazione a stimoli provenienti dal dispositivo mobile, fino ad arrivare ad allucinare attivamente tali sensazioni. Ulteriori ricerche nell’ambito potrebbero aiutare a definire la dipendenza legata al dominio tecnologico.

 

VOTA L'ARTICOLO
(voti: 2, media: 5,00 su 5)

Consigliato dalla redazione

Nomofobia la paura di stare senza smartphone e il suo uso problematico

Nomofobia: il sottile Confine tra Paura di stare senza Smartphone ed Uso Problematico del Dispositivo

La nomofobia consiste nella paura di rimanere senza il proprio telefono cellulare, e può colpire individui di sesso ed età differenti

Bibliografia

  • Bianchi, A., & Phillips, J. G. (2005). Psychological predictors of problem mobile phone use. Cyberpsychology and Behavior, 8(1). https://doi.org/10.1089/cpb.2005.8.39
  • Deb, A. (2015). Phantom vibration and phantom ringing among mobile phone users: A systematic review of literature. In Asia-Pacific Psychiatry (Vol. 7, Issue 3). https://doi.org/10.1111/appy.12164
  • Drouin, M., Kaiser, D. H., & Miller, D. A. (2012). Phantom vibrations among undergraduates: Prevalence and associated psychological characteristics. Computers in Human Behavior, 28(4). https://doi.org/10.1016/j.chb.2012.03.013
  • Gosling, S. D., Rentfrow, P. J., & Swann, W. B. (2003). A very brief measure of the Big-Five personality domains. Journal of Research in Personality, 37(6). https://doi.org/10.1016/S0092-6566(03)00046-1
  • Hong, F. Y., Chiu, S. I., & Huang, D. H. (2012). A model of the relationship between psychological characteristics, mobile phone addiction and use of mobile phones by Taiwanese university female students. Computers in Human Behavior, 28(6). https://doi.org/10.1016/j.chb.2012.06.020
  • Kruger, D. J., & Djerf, J. M. (2017). Bad vibrations? Cell phone dependency predicts phantom communication experiences. Computers in Human Behavior, 70. https://doi.org/10.1016/j.chb.2017.01.017
  • Kuss, D. J., & Griffiths, M. D. (2011). Online social networking and addiction-A review of the psychological literature. In International Journal of Environmental Research and Public Health (Vol. 8, Issue 9). https://doi.org/10.3390/ijerph8093528
  • McCrae, R. R., Terracciano, A., Leibovich, N. B., Schmidt, V., Shakespeare-Finch, J., Neubauer, A., De Fruyt, F., Munyae, M., Flores-Mendoza, C., Dahourou, D., Ayearst, L. E., Trobst, K. K., Alcalay, L., Simonetti, F., Bratko, D., Marušić, I., Høřbíčková, M., Lykke Mortensen, E., Henrik Jensen, H., … Djuric Jocic, D. (2005). Personality profiles of cultures: Aggregate personality traits. Journal of Personality and Social Psychology, 89(3). https://doi.org/10.1037/0022-3514.89.3.407
  • Melenka, R. ., Sydor, A., & Brown, R. (2009). Chapter 15: Reinforcement and Addictive Disorders. In Molecular Neuropharmacology: A Foundation for Clinical Neuroscience (2nded.).
  • Olsen, C. M. (2011). Natural rewards, neuroplasticity, and non-drug addictions. In Neuropharmacology (Vol. 61, Issue 7). https://doi.org/10.1016/j.neuropharm.2011.03.010
  • Rothberg, M. B., Arora, A., Hermann, J., Kleppel, R., & Visintainer, P. (2010). Phantom vibration syndrome among medical staff: A cross sectional survey. BMJ (Online), 341(7786). https://doi.org/10.1136/bmj.c6914
  • Subba, S. H., Mandelia, C., Pathak, V., Reddy, D., Goel, A., Tayal, A., Nair, S., & Nagaraj, K. (2013). Ringxiety and the mobile phone usage pattern among the students of a medical college in South India. Journal of Clinical and Diagnostic Research, 7(2). https://doi.org/10.7860/JCDR/2013/4652.2729
  • Tanis, M., Beukeboom, C. J., Hartmann, T., & Vermeulen, I. E. (2015). Phantom phone signals: An investigation into the prevalence and predictors of imagined cell phone signals. Computers in Human Behavior, 51(PA). https://doi.org/10.1016/j.chb.2015.04.039
  • Tanner, W. P., & Swets, J. A. (1954). A decision-making theory of visual detection. Psychological Review, 61(6). https://doi.org/10.1037/h0058700
  • Wilson, K., Fornasier, S., & White, K. M. (2010). Psychological Predictors of Young Adults’ Use of Social Networking Sites. Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking, 13(2). https://doi.org/10.1089/cyber.2009.0094
State of Mind © 2011-2021 Riproduzione riservata.
Condividi
Messaggio pubblicitario