La co-ruminazione come variabile che media la relazione tra utilizzo dei social network e sintomi internalizzanti negli adolescenti

Un maggiore utilizzo dei social network potrebbe influenzare la frequenza del comportamento co-ruminativo tra adolescenti

ID Articolo: 189803 - Pubblicato il: 17 dicembre 2021
La co-ruminazione come variabile che media la relazione tra utilizzo dei social network e sintomi internalizzanti negli adolescenti
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Data la centralità dell’uso dei social media nella vita degli adolescenti, è fondamentale esaminare i potenziali meccanismi di rischio interpersonali che possono essere alla base del legame tra l’uso dei social media e i sintomi internalizzanti.

 

Adolescenti e social network

Messaggio pubblicitario Ad oggi, il 95% degli adolescenti possiede o ha almeno accesso ad uno smartphone e il 97% di loro riferisce di utilizzare i social media (Anderson & Jiang, 2018). Non è per cui sorprendente che l’utilizzo dei social media sia ormai divenuto un’attività di routine nella vita quotidiana degli adolescenti, cambiando la modalità con cui essi comunicano, permettendo una connettività quasi costante attraverso il loro utilizzo (Lenhart, 2015).

Molti studi si sono focalizzati sullo scarso benessere psicologico che accompagna un utilizzo frequente dei social media nei giovani adulti, mostrando che l’utilizzo dei social media è associato a sintomi internalizzanti quali ansia e depressione (Vannucci et al., 2017). Risulta essere plausibile che l’uso dei social media svolga un ruolo critico anche durante la prima adolescenza, quando gli adolescenti sono alle prese con l’esplorazione dell’identità, l’autonomia e i cambiamenti nelle relazioni tra pari (Gerwin et al., 2018).

Adolescenti e co-ruminazione

La ricerca ci mostra che le relazioni tra pari giocano un ruolo di fondamentale importanza nello sviluppo sociale ed emotivo durante il periodo adolescenziale (Rose & Rudolph, 2006) e che l’impegno ripetuto in co-ruminazione, ovvero la discussione riguardo i propri problemi personali con i coetanei (Spendelow et al., 2017), può avere sia effetti positivi che negativi sul benessere esperito dagli adolescenti (Rose & Rudolph, 2006). Ad esempio, la co-ruminazione può rappresentare una risposta adattiva al disagio psicologico apportando una maggiore intimità con gli amici, può promuovere la vicinanza emotiva e il sostegno sociale (Rose et al., 2007). Nonostante ciò, l’impegno frequente in un comportamento negativo e co-ruminativo può esacerbare il disagio e portare a sintomi internalizzanti (Spendelow et al., 2017).

Inoltre, un maggiore utilizzo dei social network può influenzare la frequenza del comportamento co-ruminativo tra adolescenti (Murdock et al., 2015). Essi, nel tentativo di far fronte a sentimenti negativi o fattori di stress, potrebbero utilizzare i social network con lo scopo di mantenere la connettività sociale e il sostegno, nonostante questi si rivelino non sempre utili nel fornire tipi di legami sociali e meccanismi di coping funzionali per proteggersi dallo sviluppo di problemi internalizzanti (Bickham et al., 2015).

Data la centralità dell’uso dei social media nella vita degli adolescenti, risulta fondamentale esaminare i potenziali meccanismi di rischio interpersonali che possono essere alla base del legame tra l’uso dei social media e i sintomi internalizzanti. Uno studio molto recente (Ohannessian et al., 2021) ha affrontato importanti lacune nella letteratura esaminando le associazioni longitudinali tra l’uso dei social media e i sintomi internalizzanti in un campione di adolescenti. Data la salienza delle relazioni interpersonali durante questo vulnerabile periodo di sviluppo, lo studio ha anche esplorato il potenziale ruolo di mediazione della co-ruminazione.

Adolescenti, social media e sintomi internalizzanti

I risultati hanno dimostrato che l’utilizzo quotidiano dei social network non ha predetto un aumento di sintomi internalizzanti come depressione e ansia, al contrario dei risultati ottenuti in letteratura per i giovani adulti (Vannucci et al., 2017), rendendo plausibile quindi l’ipotesi che la fase di sviluppo possa giocare un ruolo in questa discordanza di risultati. Infatti, alcuni autori suggeriscono che la relazione tra l’uso dei social media e il benessere psicologico è moderata dall’età (Hardy e Castonguay, 2018).

Messaggio pubblicitario Nonostante l’uso dei social media non fosse direttamente correlato ai sintomi internalizzanti, si è visto che l’uso dei social prevedeva un maggiore impegno nella co-ruminazione, che a sua volta prevedeva un aumento dei sintomi internalizzanti. Nello specifico, quindi, la co-ruminazione sembra mostrarsi come una variabile che media la relazione tra l’uso dei social media e i sintomi dell’ansia. Data la facile accessibilità ai social da parte degli adolescenti, è probabile quindi che un uso più frequente dei social media possa fornire un maggior numero di opportunità per impegnarsi nella co-ruminazione con i coetanei. In relazione quindi ai risultati che mostrano la co-ruminazione come un comportamento collegato ad una serie di risultati psicosociali positivi, come una maggiore vicinanza e sostegno dell’amicizia percepita (Felton et al., 2019), potrebbe essere che la co-ruminazione non verbale guidata dai social media possa invece minimizzare le opportunità per gli adolescenti di sperimentare questi benefici interpersonali.

Infine, non sono state riscontrate differenze di genere all’interno del campione utilizzato, suggerendo che impegnarsi nella co-ruminazione può essere dannoso per la salute psicologica degli adolescenti, indipendentemente dal sesso. Questo risultato è particolarmente sorprendente poiché in contrasto con i risultati in letteratura che sembrano indicare differenze di genere sia per quanto concerne la co-ruminazione che per i sintomi internalizzanti (Felton et al., 2019; Rose, 2002). Diverse ricerche hanno infatti mostrato che le ragazze adolescenti tendono a impegnarsi più frequentemente nella co-ruminazione all’interno di diadi di amicizia dello stesso sesso, e successivamente riportano un maggiore disagio psicologico (Schwartz-Mette & Rose, 2012).

In conclusione, lo studio qui presentato ha identificato un importante meccanismo interpersonale che può aiutare a spiegare il legame tra l’uso dei social media e i problemi internalizzanti durante un periodo delicato e vulnerabile dello sviluppo come l’adolescenza. I programmi di prevenzione e di intervento progettati per diminuire gli effetti negativi che l’uso dei social media può avere sull’adattamento psicologico degli adolescenti dovrebbero mirare alla co-ruminazione come comportamento modificabile e includere l’addestramento all’uso di strategie di coping più positive e adattive. Inoltre, tali programmi dovrebbero insegnare agli adolescenti a riconoscere gli effetti potenzialmente negativi dell’uso frequente dei social media e della co-ruminazione con i coetanei.

 

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