Il tilt nel poker: showdown degli aspetti psicologici del gioco problematico

Un giocatore di poker che fatica a regolare emozioni/comportamenti rischia più facilmente di entrare in tilt e sviluppare poi un disturbo da gioco d’azzardo

ID Articolo: 187982 - Pubblicato il: 29 settembre 2021
Il tilt nel poker: showdown degli aspetti psicologici del gioco problematico
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Il poker è una forma di gioco d’azzardo in cui l’abilità del giocatore può influenzare l’esito del gioco.

 

Messaggio pubblicitario L’abilità consente ad alcuni giocatori di fare del poker la propria professione ed incoraggia altri a continuare ad impegnarsi per cercare di migliorare le proprie skills. Per giocare ai massimi livelli, i giocatori devono essere in grado di controllare se stessi, le proprie capacità cognitive e le proprie emozioni, ed è anche necessario che abbiano buone capacità di concentrazione (Laakasuo et al., 2014). Il termine tilt, utilizzato nel contesto del poker, descrive un episodio durante il quale il giocatore non può più controllare il proprio gioco con decisioni razionali (Browne et al., 1989). Questo fenomeno porta a disregolazione emotiva e mancanza di controllo sul gioco, nonché a una perdita di denaro (Moreau et al., 2015). Tra le conseguenze, la principale è la distorsione cognitiva, caratterizzata da pensieri del tipo “La fortuna verrà”, “Riavrò indietro i miei soldi” (Moreau et al., 2015). Gli episodi di tilt i possono essere causati da eventi interni, come frustrazione o stanchezza, o eventi esterni, come una perdita improvvisa statisticamente improbabile, o una lunga serie di piccole perdite, che provocano una sensazione di frustrazione (Brochu et al., 2015). Il tilt può essere considerato una forma transitoria di gioco d’azzardo patologico e un gateway per lo sviluppo di un problema più duraturo (Moreau et al., 2015). Sembra che maggiore sia l’abilità del un giocatore, maggiore sia la capacità di regolare il proprio comportamento e le proprie emozioni (Laakasuo et al., 2014). Un giocatore con scarse abilità regolerà più difficilmente emozioni e comportamenti, entrando in tilt, e rischiando, a lungo termine, di sviluppare un disturbo da gioco d’azzardo.

Molti studi hanno identificato alcuni elementi che predicono il gioco d’azzardo problematico nel poker, quali: ansia, depressione, impulsività e ricerca di sensazioni stimolanti (Dufour et al., 2020; Hopley et al., 2010; Barrault et al., 2015). Il team di Moreau, invece, ha incentrato il suo studio sul tilt (Moreau et al., 2020). La prima ipotesi dello studio francese assumeva che la frequenza del tilt, le distorsioni cognitive e l’ansia avrebbero potuto predire il gioco problematico. La seconda ipotesi proponeva che il tilt avesse stretti legami con ansia, impulsività e credenze irrazionali. Il campione dello studio era composto da 291 giocatori di poker online, con un’età media di 33,8 anni. I partecipanti hanno completato un questionario di autovalutazione online, misurando la frequenza di episodi di tilt, distorsione cognitiva, ansia, e impulsività. I risultati hanno indicato che la frequenza degli episodi di tilt e la distorsione cognitiva fossero predittori significativi di un eccessivo gioco d’azzardo online; la frequenza di tilt e la distorsione cognitiva erano fortemente correlate. Inoltre, sono state trovate correlazioni moderate per tilt e ansia e basse per tilt e impulsività (Moreau et al., 2020).

Nel presente studio, l’impulsività non differenzia i giocatori problematici dai giocatori di poker online controllati. Questo risultato è stato confermato dal team di Biolcati, che ha dimostrato che i giocatori di poker non erano più impulsivi della popolazione generale (Biolcati et al., 2014). Questo risultato è in linea con le caratteristiche del poker, gioco che necessita di un’elevata capacità di autoregolazione, e che non sembra compatibile con un profilo di giocatore molto impulsivo.

Messaggio pubblicitario Il più forte predittore del gioco d’azzardo problematico è la frequenza del tilt. Più frequentemente i giocatori di poker sperimentano il tilt, più è probabile che presentino anche un punteggio di gioco problematico più alto. Sebbene siano noti i collegamenti tra distorsione cognitiva e gioco d’azzardo eccessivo (Barrault et al., 2015), i risultati di questo studio forniscono il primo supporto empirico all’ipotesi di Browne (Browne et al., 1989), secondo la quale il tilt potrebbe essere una porta d’ingresso al gioco problematico. Questi risultati sono anche coerenti con le descrizioni del tilt fornite dai giocatori (Moreau et al., 2015), che tendono a descrivere un episodio di tilt come responsabile di una perdita di controllo e di un forte aumento delle convinzioni irrazionali.

Per limitare il rischio di sviluppare un disturbo da gioco d’azzardo e diventare un giocatore di poker più performante, è necessario imparare a identificare e gestire il verificarsi di episodi di tilt (Laakasuo et al., 2014). I giocatori più esperti affermano che la loro unica difesa contro il tilt è interrompere la sessione di gioco (Moreau et al., 2015). Se un giocatore non è in grado di identificare o gestire il verificarsi di episodi di tilt, aumenterà notevolmente la probabilità di adottare un comportamento di gioco rischioso o addirittura problematico, arrivando ad una condizione di tilt.

Ad oggi, il tilt è stato poco studiato, ma conoscere approfonditamente questo fenomeno potrebbe migliorare la comprensione dei giocatori di poker online, identificando i giocatori d’azzardo a rischio, e facilitando così misure preventive specificamente adattate a questa popolazione.

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Bibliografia

  • Barrault, S., Bonnaire, C. (2015). Problem gambling and sub-dimensions of impulsivity among regular online poker players. J. Addict. Res. Ther.
  • Biolcati, R., Passini, S., Griffiths, M.D. (2014). All-in and bad beat: Professional poker players and pathological gambling. Int. J. Ment. Health Addict.
  • Brochu, P., Sévigny, S., Giroux, I. (2015). Raisons de jouer, émotions et perceptions relatives au hasard et l’habileté de joueurs pratiquant le poker Texas Hold’em en ligne. J. Gambl. Issues
  • Browne, B.R. (1989). Going on tilt: Frequent poker players and control. J. Gambl. Behav.
  • Dufour, M., Morvannou, A., Brunelle, N., Kairouz, S., Laverdière, É., Nadeau, L., Berbiche, D., Roy, É. (2020). Gambling problem trajectories and associated individuals risk factors: A three-year follow-up study among poker players. J. Gambl. Stud.
  • Hopley, A.A.B., Nicki, R.M. (2010). Predictive factors of excessive online poker playing. Cyberpsychol. Behav. Soc. Netw.
  • Laakasuo, M., Palomäki, J., Salmela, M. (2014). Experienced poker players are emotionally stable. Cyberpsychol. Behav. Soc. Netw.
  • Moreau, A., Delieuvin, J., Chauchard, E., Chabrol, H. (2015). Le TILT au poker en ligne: Un comportement pathologique transitoire? Alcoologie Addict.
  • Moreau, A., Chauchard, É., Sévigny, S., & Giroux, I. (2020). Tilt in Online Poker: Loss of Control and Gambling Disorder. International journal of environmental research and public health, 17(14), 5013.
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