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Chi ha paura delle varianti? La paura del Covid-19, riconoscerla per promuovere l’adattamento

Quali sono le caratteristiche generali del rischio Covid-19 che ci spaventano? Come riconoscere una reazione eccessiva di paura del Covid-19?

ID Articolo: 187732 - Pubblicato il: 20 settembre 2021
Chi ha paura delle varianti? La paura del Covid-19, riconoscerla per promuovere l’adattamento
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La paura del Covid-19, quando molto intensa, può risultare altamente disorganizzante sia per il pensiero che per il comportamento, ed essere considerata a tutti gli effetti una reazione peritraumatica. Ma come riconoscerla?

 

Messaggio pubblicitario Come noto, in queste ultime settimane il Governo italiano ha varato alcune misure volte alla tutela della sanità pubblica. Una parte consistente di esse sembra girare attorno alla necessità di possedere una certificazione, nota come ‘green pass’, che attesti, in sostanza, l’immunità dal virus responsabile della pandemia in corso. Sorvolando sulle questioni di diritto che sembrano attualmente infiammare i giornali, la ragione principale di queste misure sembra risiedere nell’elevata contagiosità della cosiddetta ‘variante delta’ del virus e sul rischio, conseguente, che un’eventuale e ulteriore ondata epidemica costringa a ritornare alle restrizioni di qualche mese fa, con consistente danno per l’individuo e la collettività.

Per molti la pandemia sta nuovamente mostrando la sua faccia più minacciosa. Di conseguenza potrebbe essere utile tornare a fare una riflessione sulle reazioni individuali di fronte al rischio di ammalarsi di Covid-19, in modo da poterle riconoscere in noi al fine di adottare le misure necessarie a contrastarle nel caso che non ci permettano di mantenere adeguati livelli di benessere.

Quali sono le caratteristiche generali del rischio Covid-19 che ci spaventano? Come riconoscere una reazione eccessiva di paura del Covid-19?

Una definizione del rischio utile ai nostri scopi ci viene fornita dall’enciclopedia Treccani Online, che lo definisce come l’«eventualità di subire un danno connessa a circostanze più o meno prevedibili». Dal punto di vista psicologico la percezione del rischio è un processo complesso, che concerne la valutazione delle conseguenze immediate e future legate all’esposizione del soggetto a un evento pericoloso, valutate sia sul piano razionale (probabilità che ognuna di esse si verifichi e gravità del danno relativo), sia sul piano cognitivo-emozionale (personalità del soggetto, processi cognitivi ed emotivi coinvolti etc.; Bonini, Rumiati, & del Misser, 2008).

Gli studi sulla percezione del rischio ci forniscono gli elementi oggettivi in base ai quali le persone valutano un evento come minaccioso. In uno studio seminale, Slovic e colleghi (Slovic, Fischoff, & Lichtenstein, 1980) rilevano che le categorie principali che costituiscono tale valutazione sono fondamentalmente tre: conoscenza del rischio (il rischio è osservabile? gli effetti nocivi sono immediati? è conosciuto dalla scienza e da chi vi è esposto? etc); controllabilità (il rischio è terrificante, catastrofico, prodotto involontariamente etc.?); numero di persone coinvolte. In base a queste coordinate e al senso comune potremmo dedurne che un rischio meno è conosciuto, meno è controllabile e più persone coinvolge, più è considerato minaccioso. Potremmo anche andare oltre e ipotizzare che il Covid-19 sia percepito dalla maggior parte delle persone come una grave minaccia.

Nella valutazione di un rischio, alle sue caratteristiche oggettive si aggiunge poi l’impatto delle variabili di personalità, di quelle sociodemografiche e le visioni del mondo individuali. Esse, da un lato, influenzano a monte la valutazione dell’evento minaccioso, dall’altro, influenzano gli effetti che tale valutazione ha sul soggetto stesso (per una rassegna, vedi Raue, Lermer, & Streicher, 2018). Così il rischio percepito influenza i comportamenti, i pensieri e le emozioni del soggetto che vi si trova coinvolto.

Quanto detto finora permette di capire come dalla percezione di un evento minaccioso possano derivare conseguenze anche gravi per il soggetto. Infatti le risposte individuali di fronte a esperienze che minacciano la stabilità psicologica e l’integrità fisica del soggetto (le cd. ‘esperienze potenzialmente traumatiche’) permettono di dare ragione dello sviluppo di sintomi di disagio psicologico più o meno intenso, fino alla morbosità conclamata. Tali risposte comprendono (Gorman, Engel-Rebitzer, Ledoux, Bovin, &Marx, 2016):

  • la valutazione del significato dell’evento in termini di minaccia/opportunità e la valutazione della disponibilità di risorse per fronteggiarlo (appraisal);
  • l’esperienza emotiva soggettiva: le emozioni (impotenza, vergogna, orrore, paura, rabbia, tristezza, disgusto), l’esperienza di ottundimento emotivo e l’intensità dei vissuti;
  • cognizioni peritraumatiche: processi cognitivi tipici di queste situazioni, come l’utilizzo della sola informazione sensoriale; la perdita della coscienza riflessa e dell’integrazione dell’evento nella memoria autobiografica; contenuti e processi mentali non integrati che causano una diminuita consapevolezza dei propri stati interni e comportamenti (dissociazione);
  • reazioni fisiologiche: aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna, vertigini, affanno, vampate di calore, nausea, sudorazione copiosa, reazioni endocrine;
  • comportamenti di tipo attivo (come l’attacco-fuga) o passivo (come l’immobilità tonica, connotata da tensione) e il fronteggiamento appropriato/inappropriato in relazione alle circostanze attuali.

In questa prospettiva la paura del Covid-19, quando molto intensa, può risultare altamente disorganizzante sia per il pensiero che per il comportamento, ed essere considerata a tutti gli effetti una reazione peritraumatica. Ma come riconoscerla?

Un aiuto può esserci fornito dalle diverse scale sviluppate dagli studiosi per cogliere questa specifica dimensione dell’esperienza umana. Una di esse, breve e di immediata comprensione è la Fear of Covid Scale (FCV-19S; Soraci et al., 2020), che si può trovare in fondo all’articolo. Rispondendo alle domande, il lettore interessato potrà facilmente rilevare il proprio livello di paura del Covid-19.

Messaggio pubblicitario Per fare ciò è necessario innanzitutto rispondere ad ogni domanda presente utilizzando un punteggio intero tra 1 (‘Completamente in disaccordo’) e 5 (‘Completamente d’accordo’). Una volta risposto a tutte le domande si effettui la media, rilevando così l’intensità delle proprie reazioni emotive e fisiologiche in relazione al Covid-19. Considerando dove il proprio punteggio si situa tra un minimo di 7 e un massimo di 35, il lettore avrà così un punto di riferimento che gli permetterà di decidere se la propria paura del Covid-19 sia eccessiva oppure no, e prendere le eventuali decisioni del caso, potendo scegliere anche di rivolgersi eventualmente allo psicologo o al centro di salute mentale di riferimento, per la gestione delle proprie reazioni e la comprensione delle dinamiche psicologiche ad esse sottostanti.

Capire come pensiamo e viviamo la nostra paura del virus ci permetterà così di fare le nostre scelte di salute e di vita con maggiore libertà, oltre che fornirci la possibilità di una prospettiva più equilibrata sulla pandemia in corso e sui nostri vissuti. Ciò ci permetterà, infatti, di evitare di cadere preda di reazioni emotive e fisiologiche eccessive e, quindi, fuorvianti.

Il pericolo è presente, indipendentemente dal numero delle varianti in giro, ma non per questo dobbiamo sentirci spaventati da esso.

Fear of Covid Scale:

  1. Ho molta paura del coronavirus-19.
  2. Mi rende inquieto (ansioso/nervoso) pensare al coronavirus-19.
  3. Le mie mani iniziano a sudare quando penso al coronavirus-19.
  4. Ho paura di perdere la vita a causa del coronavirus-19.
  5. Quando guardo le notizie e le storie sul coronavirus-19 sui social media, divento nervoso o ansioso.
  6. Non riesco a dormire perché mi preoccupo di contrarre (o avere) il coronavirus-19.
  7. Il mio cuore batte forte o palpita quando penso di poter contrarre il coronavirus-19.
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Bibliografia

  • Gorman K.R., Engel-Rebitzer E., Ledoux A.M., Bovin M.J., Marx B.P. (2016) Peritraumatic Experience and Traumatic Stress. In M. R. Colin, V. R. Preedy, V. B. (Eds.), Comprehensive Guide to Post-Traumatic Stress Disorders (pp. 181-216). Switzerland: Springer International Publishing.
  • Raue, M., Lermer, E., & Streicher, B. (Eds.). (2018). Psychological perspectives on risk and risk analysis. Zürich: Springer.
  • Slovic, P., Fischhoff, B., Lichtenstein, S. (1980). Facts and Fears: Understanding Perceived Risk.  In R.C. Schwing, W.A. Albers (Eds.), Societal Risk Assessment. (pp. 181-216). Boston, MA: Springer.
  • Soraci, P., Ferrari, A., Abbiati, F. A., Del Fante, E., De Pace, R., Urso, A., et al. (2020). Validation and psychometric evaluation of the Italian version of the Fear of COVID-19 Scale. International Journal of Mental Health and Addiction, 1-10. Advance online pubblication.

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