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I cani non sono pinguini non sono cani – Rubrica Psico-canzoni

"Come Vera Nabokov" e "Ridere" raccontano il bisogno di sentirsi unici per le persone che si amano, affinché queste possano conferirci valore.

ID Articolo: 181905 - Pubblicato il: 03 marzo 2021
I cani non sono pinguini non sono cani – Rubrica Psico-canzoni
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Il titolo del seguente articolo riprende quello dell’omonimo album de I Cani e viene utilizzato poiché di seguito è riportato un confronto tra il brano de I Cani Come Vera Nabokov e Ridere dei Pinguini Tattici Nucleari. In entrambe ricorre un tema: la dipendenza nutrita nei confronti della rappresentazione mentale del partner, poggiata sull’aspettativa del riconoscimento della propria unicità.

Psico-canzoni – (Nr.8) I cani non sono pinguini non sono cani

 

Messaggio pubblicitario  Alcune canzoni di giovani band musicali toccano corde molto sensibili dell’individuo, trovano il modo di raccontare emozioni e sentimenti comuni a tutti, pur se vissuti da ognuno in modo differente. Tra questi gruppi i Pinguini Tattici Nucleari e I Cani spiccano in quanto con parole estremamente semplici e un ritmo leggero ed originale riescono ad arrivare emotivamente ad un vasto pubblico. La semplicità talvolta è la chiave che permette di aprire anche i portoni più resistenti.

Come Vera Nabokov de I Cani e Ridere dei Pinguini Tattici Nucleari sono due brani che raccontano storie diverse ma vertono sullo stesso tema: la dipendenza dalla rappresentazione mentale che abbiamo dell’altro, ricolma in ambedue i casi dell’aspettativa di conferma della propria unicità.

Io da solo non riesco più. E non è avere vent’anni e non è avere gli esami, fidati è qualcosa in più. Quel qualcosa in più

cantato da Niccolò Contessa, leader de I Cani, è la motivazione inesprimibile a parole che dona e al contempo condanna l’oggetto d’amore ad assumere la funzione di riconoscimento del proprio Sé. L’immagine dell’altro diviene colma di così tanta aspettativa e la relazione tanto fusionale da chiedergli:

basta che mi prometti di andare in giro con la pistola per difendermi, e di tagliarmi la carne da mangiare nel piatto come Vera Nabokov. 

Anche Riccardo Zanotti, cantante dei Pinguini Tattici Nucleari, descrive questa dinamica, presente in questo caso ancora durante la separazione dalla ragazza:

però tu fammi una promessa che un giorno quando sarai persa, racconterai a qualcuno cosa siamo stati noi.

Messaggio pubblicitario In base ad entrambi i testi sembra esistere dentro i protagonisti la speranza di occupare un posto unico nel cuore di qualcuno. Così, sia che si rimanga insieme sia che si scelga di separarsi, quella dipendenza rimane, ma non dal reale individuo amato, ma dal ruolo attribuitogli.

Nel caso specifico, troviamo un primo innamorato che ha bisogno di protezione da parte della partner, dove protezione è sapere di poter appoggiare la testa sulla spalla dell’altro e al contempo di venire prima di qualsiasi cosa per quella persona.

Di andare in giro con la pistola per difendermi

rivela un bisogno di co-dipendenza, dove chi porta l’arma è disposto a sacrificarsi facendo piazza pulita intorno a sé, avendo come premio quello di mantenere l’amato accanto.

Il protagonista di Ridere esprime col non verbale della risata la difficoltà a pensarsi separato dall’amata, pur se ormai hanno scelto di rimanere fisicamente distanti:

ed un po’ mi fa ridere se penso che ora c’è un altro che ti uccide i ragni al posto mio.

E pur se separato dalla ragazza reale, il protagonista non può fare a meno di dipendere dalla sua rappresentazione, così tanto da chiedere a quell’immagine che ha di lei la promessa più grande d’amore che si possa fare a qualcuno, ovvero tenerlo per sempre un posto riservato a lui nel proprio cuore:

però tu fammi una promessa che un giorno quando sarai vecchia racconterai a qualcuno cosa siamo stati noi.

Entrambi i brani raccontano l’umano bisogno dei protagonisti di sentirsi unici per le persone che amano, affinché queste possano conferire loro il valore che per primi non si riconoscono. Del resto, chi almeno una volta nella vita non è riuscito a riconoscere la propria unicità, tanto da cercare conferma in un legame fusionale?

 

COME VERA NABOKOV – Ascolta il brano:

 

RIDERE – Ascolta il brano:

 

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