Fattori di vulnerabilità nella depressione post-mastectomia

Nelle pazienti con cancro alla mammella sottoposte a mastectomia, è importante una presa in carico multidisciplinare, volta a ridurre il rischio depressione

ID Articolo: 175075 - Pubblicato il: 27 maggio 2020
Fattori di vulnerabilità nella depressione post-mastectomia
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L’esperienza di tumore al seno rappresenta un evento traumatico per la donna, in quanto la chirurgia può comportare cambiamenti marcati nella forma e nella funzione del corpo; in particolare si è visto che la mastectomia ha un impatto notevole dal punto di vista psicologico e sociale e il disturbo depressivo maggiore sembra avere un’alta incidenza.

Daniela Chieppa – OPEN SCHOOL, Studi Cognitivi San Benedetto del Tronto

 

Messaggio pubblicitario Il tumore della mammella rappresenta in Italia e in molti paesi di tipo occidentale la forma neoplastica più frequente tra le donne, sia in termini di nuove diagnosi che di numero di decessi oncologici. La chirurgia è il trattamento più frequente proposto alla maggior parte delle pazienti per l’asportazione del tumore. Si tratta di tecniche di chirurgia conservativa (si salva il seno, ma si asporta la parte tumorale) o di tecniche di chirurgia demolitiva come la mastectomia (asportazione dell’intero seno).

L’esperienza di tumore al seno rappresenta un evento traumatico per la donna, in quanto la chirurgia può comportare cambiamenti marcati nella forma e nella funzione del corpo; in particolare si è visto che la mastectomia ha un impatto notevole dal punto di vista psicologico e sociale e il disturbo depressivo maggiore sembra avere un’alta incidenza.

Secondo Shuterland (1953), i cambiamenti nella funzione in generale coinvolgono due aspetti diversi ma inseparabili: le limitazioni realistiche imposte e le limitazioni imposte dall’interpretazione del significato che le pazienti attribuiscono al cambiamento fisico. Quindi, il tumore al seno e la chirurgia impongono problemi reali molto specifici a causa della funzione effettiva della parte del corpo o dell’organo coinvolto e del suo significato nell’adattamento totale del singolo paziente.

Il disturbo depressivo maggiore risulta, quindi, determinato dall’aspettativa della paziente della quantità e del tipo di interruzione della prestazione che la perdita di un organo comporta. La perdita della funzione, anche temporanea, è destabilizzante per le pazienti se compromette attività vitali, quando queste sono minacciate o interrotte dall’esperienza chirurgica stessa o dalle sue conseguenze.

Quando non si riesce a far riferimento a difese compensative, la depressione persiste fino a quando non è in grado di riprendere l’attività valutata compromessa. Tuttavia, alcune pazienti, a causa di limitazioni reali o di convinzioni riguardo a limitazioni che non trovano conferma nella realtà, trovano difficoltà a riprendere l’attività sacrificata e di conseguenza permane la sintomatologia depressiva. Tale sintomatologia può persistere per un periodo indefinito.

L’ impatto dell’esperienza chirurgica e della perdita del seno è altamente individuale; ciò che lo differenzia è il significato di tali eventi nell’adattamento totale della vita di ogni paziente. Durante la fase post-operatoria le pazienti esprimono frequentemente sentimenti di ostilità verso il personale medico. Inoltre, vi è un senso di vitalità corporea diminuito e sentimenti di debolezza o fragilità del corpo.

L’inaccettabilità della perdita dell’organo e l’isolamento sociale che ne consegue possono essere fattori scatenanti per l’insorgenza della depressione rispetto alla paura di recidive, infatti alcune pazienti preferirebbero morire di cancro.

Adsett, tra le diverse reazioni emotive dopo l’asportazione totale del seno, osservava la depressione come

risultante del senso di perdita dell’organo e del suo significato, percepito come base per il valore dell’individuo e accettazione da parte degli altri; quando si associa il senso di colpa la depressione appare più severa.

Le pazienti tendono ad esprimere idee di inutilità e di scarso valore riferito al Sé. Perdono il loro interesse per l’ambiente e sperimentano fatica e difficoltà a concentrarsi. Depressione e sentimenti di inutilità possono essere presenti soprattutto in pazienti il cui senso di valore dipende dalla loro capacità di essere presenti per gli altri e da una rigida negazione del sé. La loro mancata presenza nei confronti degli altri comprometterebbe la loro autostima.

Messaggio pubblicitario Golden-Kreutz e Andersen condussero uno studio su 210 donne di cui il 59% con mastectomia e il 41% con asportazione nodulare. Attraverso questo studio, essi cercarono di stabilire il rapporto tra gli stressor subiti da queste donne e i sintomi depressivi conseguenti la malattia e l’intervento chirurgico. I risultati furono: la maggior parte delle partecipanti aveva sperimentato almeno un evento traumatico importante nella vita l’anno precedente la diagnosi. L’evento più comune riportato è stato la morte o la malattia grave di un partner/coniuge; importanti difficoltà finanziarie; il divorzio o un’altra interruzione di relazione con il partner/coniuge, familiari, o amici.

Gli autori conclusero che

elevati livelli di stress globale uniti a pensieri intrusivi legati al cancro, problemi finanziari e la tendenza alla negatività possono cospirare per aumentare il rischio di sintomi depressivi nelle donne con cancro al seno.

Inoltre, un altro aspetto di notevole interesse è l’analisi dello stile di attaccamento nelle donne sottoposte a intervento di mastectomia e la sua correlazione eventuale con l’insorgenza di un disturbo depressivo maggiore post intervento. L’attaccamento di tipo insicuro-resistente viene indicato come fattore di rischio per lo sviluppo di un disturbo depressivo maggiore.

In un lavoro di Koziinska (2012), sono stati confrontati due gruppi di donne: le prime con cancro alla mammella, le seconde sane. È stato osservato come nel primo gruppo lo stile di attaccamento insicuro fosse molto più frequente rispetto al gruppo di donne sane; inoltre la salute, il benessere fisico e psichico erano significativamente ad un livello inferiore nel gruppo delle donne con cancro alla mammella rispetto al gruppo delle donne sane. Infine, le donne con uno stile di attaccamento sicuro avevano una percezione soggettiva del proprio benessere fisico e psichico decisamente superiore rispetto alle donne con attaccamento insicuro, indipendentemente dalla presenza o meno di cancro al seno.

Si evince che, un attaccamento di tipo sicuro è un fattore protettivo nei confronti della depressione in tutte le donne che devono affrontare il difficile percorso terapeutico del cancro alla mammella. Inoltre, la relazione tra uno “stressor” importante come una mastectomia e uno stile di attaccamento insicuro concorrono in modo sinergico a determinare l’insorgenza della depressione.

Considerando che il cancro alla mammella e la mastectomia incidono su tutti gli aspetti della vita psichica e sociale della donna, una presa in carico della paziente da un punto di vista multidisciplinare, che veda quindi la collaborazione tra chirurgo, oncologo, psichiatra e psicoterapeuta, è molto importante, dal momento della diagnosi fino al post-intervento per individuare laddove vi siano fattori di rischio anche psicologici e per garantire alle pazienti un percorso di cura che assicuri un elevato livello di salute fisica, psichica e sociale.

 

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