Anakin Skywalker e il suo passaggio al lato oscuro – La LIBET nelle narrazioni

Anakin Skywalker decide di passare al lato oscuro, considerato l’unica via per evitare la morte e quindi per non entrare in contatto con il tema doloroso.

ID Articolo: 173463 - Pubblicato il: 20 aprile 2020
Anakin Skywalker e il suo passaggio al lato oscuro – La LIBET nelle narrazioni
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Quali sono i processi che porteranno Anakin Skywalker ad un punto di rottura? Cosa contribuisce alla manifestazione sintomatica di questo personaggio, caratterizzata dal passaggio al lato oscuro?

La LIBET nelle narrazioni – (Nr. 14) Anakin Skywalker

Introduzione

Messaggio pubblicitario Verrà di seguito analizzato il personaggio di Anakin Skywalker da un punto di vista evolutivo in ottica LIBET. In particolare, facendo riferimento alla prima trilogia del film STAR WARS (episodio I: La minaccia fantasma; episodio II: L’attacco dei cloni; episodio III: La vendetta dei Sith), si approfondiranno: i processi di apprendimento, il tema doloroso, il piano semiadattivo, i processi di metacontrollo ed i processi di invalidazione, che portano il protagonista Anakin Skywalker ad un punto di rottura, ovvero alla manifestazione sintomatica caratterizzata dal passaggio al lato oscuro.

Processi di apprendimento

Nel primo film della trilogia (Episodio I) viene raccontata l’infanzia del protagonista.

Anakin è un bambino di nove anni che vive nel pianeta di Totooine in condizione di schiavitù, costantemente trattato come inferiore e indegno dal padrone Watto. Il film fornisce importanti informazioni circa la dimensione più intima ed emotiva del personaggio: Anakin è cresciuto senza un padre, solo con la madre, la quale “dipende” totalmente da lui (sia concretamente, attraverso il lavoro, sia emotivamente in quanto unico uomo di casa e fonte di affetto ed amore per la donna). È chiaro che il personaggio non può permettersi di pensare a sé, tantomeno di abbandonare la madre. Ad un certo punto Anakin viene “ceduto” al Jedi Qui-Gon Jinn, in seguito ad una scommessa persa tra il Jedi e Watto. Qui-Gon Jinn “libera” formalmente Anakin dalla schiavitù, conducendolo ad intraprendere una nuova strada, quella di Jedi, espressione di nuove e grandi possibilità; questa scelta viene validata ed avvallata anche dalla madre, tuttavia Anakin sperimenta un forte senso di colpa.

Tema

Appare piuttosto comprensibile come queste esperienze durante l’età evolutiva abbiano contribuito alla costruzione del tema doloroso di indegnità: io indegno, io sbagliato, ma soprattutto io colpevole.

Il nuovo mondo Jedi, per quanto diverso dalla schiavitù di Tatooine, non fa altro che confermare e rafforzare il tema doloroso: Anakin è dotato di grande forza, tuttavia in quanto apprendista deve sottostare agli insegnamenti e alla posizione del maestro (Qui-Gon Jinn muore e il maestro di Anakin diviene Obi One Kenobi). L’apprendista mostra evidenti segni di risentimento e frustrazione e si trova nuovamente in una condizione di inferiorità. Inoltre, nel mondo Jedi non è permesso provare sentimenti di attaccamento ed amore, poiché da questi scaturiscono emozioni quali paura, invidia e odio, che portano alla via del lato oscuro. Anakin ha sempre nutrito nostalgia e amore nei confronti della madre, queste emozioni hanno una duplice conseguenza: senso di colpa nei confronti dei Jedi, poiché gli hanno dato fiducia e lui sente di tradirli; senso di colpa nei confronti della madre che sogna più volte in pericolo.

Ancora una volta viene rafforzato il tema doloroso: io colpevole.

Processi di metacotrollo

Per il protagonista questo tema è insopportabile, dolorosissimo e intollerabile, fin da quando è bambino. Infatti da piccolo per non sentirsi indegno, sbagliato e colpevole ha cercato di “distrarsi” in diversi modi: idealizza il mondo Jedi e sogna ad occhi aperti di potervi entrare e farne parte, un giorno. Costruisce il droide C-3PO, droide dalle elevate potenzialità che diventerà il suo compagno di avventure. Infine, nonostante il divieto della madre, partecipa alle gare di sgusci, gare di velocità in cui Anakin sfida la vita, uscendone vincente.

Da giovane adulto, sempre per non sentirsi tale, si impegna nell’arte Jedi, promettendosi di divenire il Jedi più forte di tutti. L’obiettivo è quello di diventare il Jedi più potente, trovarsi “più in alto di tutti” in modo da poter essere superiore agli altri e alla morte; inoltre desidera diventare l’unico in grado di decidere della vita e della morte degli altri.

Tuttavia ad un certo punto nemmeno questo è sufficiente, anzi il mondo Jedi viene percepito come limitante e critico, quindi Anakin decide di passare al lato oscuro, considerato l’unica via per evitare la morte e quindi per non entrare in contatto con il tema doloroso.

Piano

Messaggio pubblicitario Anakin per non entrare in contatto con il tema doloroso, per lui intollerabile, mette in atto strategie semiadattive riconducibili ad un piano di tipo immunizzante. Per non far emergere il tema “io indegno” si ripromette, come già detto, di divenire il Jedi più forte, ma nel raggiungere tale obiettivo mette in atto emozioni rabbiose nei confronti di chiunque si trovi in una posizione “sociale” superiore alla sua (il consiglio Jedi, il maestro Obi One Kenobi). Inoltre, per non entrare in contatto con il tema “io colpevole” riversa tutta la rabbia e la colpa sugli altri, incolpando il proprio maestro ed il consiglio dei Jedi della morte della madre e del fatto che non diano spazio allo sviluppo della sua forza, considerata un mezzo di salvezza.

Quindi, nel complesso Anakin manifesta un comportamento di tipo aggressivo e rabbioso, caratterizzato da attacco verso gli altri, tipico di un piano immunizzante. Questo  lo porta ad aggredire gli altri verbalmente e fisicamente, fino ad arrivare al passaggio sintomatologico al lato oscuro.

Processi di invalidazione

I processi di invalidazione sono molteplici.

Il primo episodio riguarda l’innamoramento per Padme, vietato dall’arte Jedi, come specificato precedentemente. Innamorandosi di Padme, Anakin entra in contatto con il senso di colpa e con la paura di perderla (io colpevole, non degno).

Il secondo e più importante episodio riguarda la morte della madre. Anakin sogna la madre in difficoltà e decide di andarla a cercare per poterla salvare. Tuttavia, quando la raggiunge, è troppo tardi e la donna muore fra le sue braccia. In questa circostanza Anakin entra pienamente in contatto con il senso di colpa, e quindi con il tema doloroso “io colpevole”,  ed in preda alla rabbia fa una strage di Tusken (popolazione che ha catturato e portato alla morte la madre).

Da qui si ha un vero e proprio esordio sintomatico, già evidente con sintomi prodromici, rappresentati nei film con l’avvicinamento al lato oscuro, per concludersi in una vera e propria sofferenza patologica che si rende palese con il passaggio definitivo al lato oscuro e la creazione del personaggio di Darth Vader.

 

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