Due cuori che battono all’unisono: il ruolo della soddisfazione sessuale nel mediare la sincronizzazione fisiologica nella coppia

All'interno delle relazioni di coppia sembra esserci un legame tra soddisfazione sessuale, sincronizzazione fisiologica e contagio emotivo.

ID Articolo: 171758 - Pubblicato il: 06 febbraio 2020
Due cuori che battono all’unisono: il ruolo della soddisfazione sessuale nel mediare la sincronizzazione fisiologica nella coppia
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Nella relazione di coppia la sintonizzazione tra gli individui assume una particolare rilevanza. Quest’influenza dinamica esercitata tra i membri della coppia è più forte nelle relazioni caratterizzate da vicinanza emotiva e intimità e la forza della sincronizzazione risulta mediata dalla soddisfazione relazionale. E’ possibile che questo si traduca in una migliore capacità di rispondere ai bisogni del proprio partner anche durante l’attività erotica?

 

Messaggio pubblicitario L’uomo è un animale sociale, diceva Aristotele già nel IV secolo a.C., tende ad aggregarsi con altri individui e a costituirsi in società: ma fino a che punto questo è un istinto primordiale e non frutto di mera necessità? Rispondere a questa domanda è complesso e chiama in causa diversi aspetti dell’evoluzione della specie che ancora sfuggono alla nostra comprensione.

Tuttavia, è probabile che tutto possa aver origine durante lo sviluppo del cervello umano il quale è più complesso di quello delle altre specie animali tanto da richiedere un “costo evolutivo”: alla nascita e per svariati anni successivi, il corpo e il sistema nervoso del cucciolo di uomo maturano lentamente per raggiungere la forma adulta mantenendo un certo grado di plasticità per tutta la vita; questo processo prende il nome di neotenia. Da un lato questo permette al nostro cervello di continuare a maturare anche fuori dall’utero; dall’altro, una crescita così lenta fa sì che il cucciolo di uomo rimanga dipendente dalle cure degli altri per lungo tempo, necessitando di caratteristiche che gli consentano di stringere legami e comunicare con gli altri membri del proprio gruppo sociale.

Sviluppando un attaccamento con il proprio caregiver, ed in seguito imparando a stringere relazioni nella vita comunitaria, il soggetto crescerà in interdipendenza dagli altri apprendendo dall’osservazione di altri e partecipandone alla vita emotiva. Biologicamente l’uomo sembra programmato per la connessione sociale, ne è una prova la capacità di provare empatia, la presenza del sistema specchio (con funzione analoga a quella dei neuroni specchio) o la sincronizzazione di diversi indici fisiologici tra individui legati da vicinanza emotiva (Butler, 2011; Helm, Sbarra, &Ferrer, 2012; Palumbo et al., 2017).

Secondo la Social Baseline Theory (Beckes&Coan, 2011), questa capacità sarebbe una strategia di conservazione delle risorse cognitive e metaboliche; sarebbe infatti più semplice regolare le emozioni in contesti sociali che non individualmente come confermato dall’effetto che la presenza di altri individui sembra avere sull’attivazione delle aree legate alla paura, diminuendone l’attività (Coan, Schaefer, & Davidson, 2006).

La relazione di coppia è sicuramente un contesto relazionale nel quale la sintonizzazione o co-regolazione tra gli individui assume una particolare rilevanza. È stato dimostrato come questa influenza dinamica esercitata tra i membri della coppia sia più forte nelle relazioni caratterizzate da vicinanza emotiva e intimità, e che la forza della sincronizzazione risulti mediata dalla soddisfazione relazionale (Helm, Sbarra, Ferrer, 2014).

La teoria dell’attaccamento adulto suggerisce che la soddisfazione relazionale e altre qualità del rapporto come l’empatia, possano modulare la capacità dei partner di influenzarsi reciprocamente in termini fisiologici (Diamond, 2001); inoltre, applicando tale prospettiva diadica ad altri aspetti delle relazioni di coppia, si è scoperto come prendendo in considerazione indici come soddisfazione relazionale, frequenza sessuale, funzionalità sessuale, salute fisica e contatto intimo riferiti da un individuo fosse possibile predire la soddisfazione sessuale del suo partner (Pascoal et al., 2017).

Tuttavia, dopo le prime ricerche di Masters & Johnson (1966) sulla risposta sessuale nell’uomo e nella donna, sono scarseggiati gli studi che prevedessero un approccio diadico e psicofisiologico alle relazioni intime: se la sincronizzazione fisiologica comporta una maggiore soddisfazione relazionale, maggiore vicinanza emotiva e la capacità di identificare i bisogni emotivi del proprio partner, è plausibile ipotizzare che questo si traduca in una migliore capacità di rispondere ai bisogni del proprio partner anche durante l’attività erotica e che una maggiore vicinanza nell’intimità comporti, conseguentemente, una più accurata sintonizzazione tra i partner nei termini di sincronia degli indici fisiologici.

Messaggio pubblicitario Per testare questa ipotesi Freihart e Meston (2019) hanno coinvolto 28 coppie eterosessuali impegnate in una relazione da almeno 3 mesi che avessero avuto rapporti sessuali nel mese precedente. Per escludere la presenza di una disfunzione sessuale è stato somministrato alle donne il Female Sexual Functioning Index (FSFI, Rosen et al., 2000) che esplora il desiderio, l’eccitamento, la lubrificazione, la frequenza orgasmica, il dolore e la soddisfazione sessuale in generale, mentre agli uomini è stato somministrato l’International Index of Erectile Dysfunction (IIED, Rosen et al., 1997). Ogni membro della coppia ha fornito poi un indice della propria soddisfazione sessuale rispondendo alla Sexual Satisfaction Scale, presente per uomini e donne (Meston&Trapnell, 2005), composta da 30 items valutanti il benessere sessuale relativo a soddisfazione, comunicazione, compatibilità, preoccupazioni relazionali e preoccupazioni personali riguardo al sesso.

Le coppie hanno poi svolto tre compiti sedendo l’uno di fronte all’altro mentre la loro frequenza cardiaca veniva misurata mediante un ECG; va specificato che sebbene il focus di questo esperimento fosse indagare il ruolo della soddisfazione sessuale come moderatore, i compiti assegnati non erano di natura sessuale a causa della mancanza di strumenti validati in ricerche precedenti. Si è scelto dunque di predisporre dei compiti che elicitassero diversi gradi di coinvolgimento fra i due membri della coppia: un gazing task (n.d.t.: compito del fissare l’altro) che inducesse un leggero stress, un mirroring task che elicitasse il contagio emotivo con la richiesta di rispecchiare al meglio delle proprie capacità i segnali fisiologici dell’altro senza ricorrere a gesti e parole, ed infine un compito di controllo ovvero mantenere uno stato rilassato, indossando una mascherina sugli occhi usata come baseline di riferimento.

I risultati hanno mostrato come la sincronizzazione fisiologica fosse reciproca, ovvero la frequenza cardiaca del partner maschile poteva predire la frequenza cardiaca della partner donna e viceversa, dove però sembrava essere più accurato il modello in cui la frequenza dell’uomo fosse predittrice di quella della compagna. Nel 60,7% delle coppie si è raggiunto un livello di sincronizzazione fisiologica statisticamente significativo permettendo di analizzare il ruolo di moderatore della soddisfazione sessuale sul grado di coregolazione tra gli individui: l’effetto moderatore risultava non significativo nel compito utilizzato per stabilire la baseline; contrariamente alle aspettative anche durante il gazing task tale moderazione risultava assente suggerendo che la sincronizzazione potesse avvenire solo in quelle condizioni che inducevano contagio emotivo più che una semplice attivazione fisiologica. A conferma delle ipotesi iniziali degli autori, durante il compito di mirroring si è potuto verificare l’esistenza di un effetto moderatore della soddisfazione sessuale sulla sincronia esibita dai membri di una coppia, ancora una volta con la frequenza cardiaca maschile come miglior predittore di quella femminile, che non l’inverso; la simpleslopeanalysis ha inoltre dimostrato come fossero i punteggi più alti nella soddisfazione sessuale a moderare l’effetto sulla sincronizzazione piuttosto che quelli più bassi (rispettivamente una deviazione standard sopra o sotto la media).

È importante sottolineare che i risultati ottenuti non indicano la direzionalità dell’effetto riscontrato, lasciando aperta la possibilità che la soddisfazione sessuale possa essere dovuta alla sincronizzazione fisiologica grazie ad un effetto di contagio emotivo tanto quanto il suo inverso, ovvero che la sincronizzazione possa essere un effetto dovuto ad una maggiore soddisfazione sessuale, studi futuri dovranno verificare questa ipotesi.

 

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