Daniel Freeman e l’Oxford VR. Un impegno virtuale per la salute mentale del Regno Unito

Il team di Oxford è all'avanguardia nell'utilizzo della realtà virtuale per creare simulazioni utili nel trattamento di disturbi psicologici

ID Articolo: 172363 - Pubblicato il: 27 febbraio 2020
Daniel Freeman e l’Oxford VR. Un impegno virtuale per la salute mentale del Regno Unito
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Daniel Freeman, psicologo, professore e ricercatore presso la University of Oxford ha co-fondato l’Oxford VR, un’azienda spin-off dell’Università stessa che utilizza tecnologie immersive automatizzate per la terapia, allo scopo di sviluppare dei trattamenti clinicamente validati e convenienti da un punto di vista economico.

 

Daniel Freeman aprirà con una lectio magistralis la prima European Conference of Digital Psychology che si terrà a Milano il 19 e 20 Febbraio 2021 organizzata dalla Sigmund Freud University.

 

Messaggio pubblicitario Barnaby Perks è il CEO di Oxford VR e fondatore di Ieso Digital Health. Ha iniziato la sua carriera nella ricerca di ingegneria biomedica basata sul NHS (National Health Service, UK) prima di lavorare in società che sviluppano prodotti di tecnologia assistiva per persone con esigenze speciali complesse.

Come da sito dell’Oxford VR: ‘Our mission is to deliver evidence-based psychological treatments using state-of-the-art immersive technology’ (Oxford VR).

Oxford VR sviluppa programmi relativi ad interventi basati su protocolli di trattamento con tecnologia immersiva su disturbi depressivi, disturbi ansiosi, disturbi ossessivi-compulsivi e psicosi.

I trattamenti realizzati sono automatizzati e utilizzano un coach virtuale per consentire un maggiore accesso alla terapia, come riportato nello studio citato nel precedente articolo sullo studio del 2018 di Freeman e colleghi.

In realtà virtuale immersiva il team di Oxford riesce a ricreare simulazioni degli scenari in cui si verificano difficoltà psicologiche. Con una media di sole due ore di trattamento, la nostra terapia immersiva si è dimostrata efficace nel ridurre i timori dei pazienti del 68% (Freeman et al., 2018).

Ad oggi il team ha elaborato i seguenti programmi, con l’impegno di affrontare l’intera gamma dei disturbi psicologici, in particolare dedicandosi di recente a quelli più complessi e costosi (psicosi).

  • Paura delle altezze
  • Impegno sociale
  • Psicosi

Paura delle altezze

Messaggio pubblicitario Nel programma per la fobia delle altezze il coach virtuale utilizza la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) protocollata e basata sull’evidenza. E ad oggi la terapia VR dell’Oxford VR è disponibile nel Regno Unito per i pazienti del NHS attraverso il servizio Improving Access to Psychological Therapies (NHS IAPT) e a livello privato presso l’Oasis Talk, ambulatorio che fornisce terapie psicologiche alle persone di Bristol e del South Gloucestershire.

Durante il programma il coach virtuale (creato tramite la motion capture ed il doppiaggio di un attore) dà informazioni di base sulla fobia dell’altezza.

La ragione per cui abbiamo paura delle altezze è perché pensiamo che succederà qualcosa di brutto. E che ci fa sentire ansiosi. Poi finiamo per evitare altezze, perché fanno paura. Ma vi mostrerò come guardare a quei pensieri in un modo nuovo (Freeman et al., 2018).

Il coach chiede in seguito ai pazienti informazioni precise sui dettagli della propria fobia, indagando se il timore sia legato alla paura di cadere, alla paura che l’edificio crolli, e così via. Appurando successivamente quanto il paziente crede da 0 (‘non credo che succederà’) a 10 (‘sono assolutamente certo che succederà’) al proprio pensiero (o B per i più avvezzi alla CBT).

Successivamente il coach sprona il paziente ad indagare quanto le proprie paure siano accurate, spronandoli a mettere in dubbio le proprie credenze nell’ambiente virtuale:

Ricordate: stiamo esplorando qui. Siamo mettendo alla prova le nostre aspettative. Stiamo scoprendo cosa accade quando ci avventuriamo in una situazione che normalmente cercare di evitare.

Impegno sociale

Il programma di impegno sociale dell’Oxford VR è stato sviluppato per aiutare le persone a sentirsi più sicure e più fiduciose nelle situazioni sociali. Durante la terapia, gli utenti sono guidati da un allenatore virtuale attraverso una serie di attività graduate in ambienti che riflettono le situazioni quotidiane. La tecnologia VR immersiva permette all’utente di sperimentare situazioni che trovano preoccupanti in un ambiente sicuro e controllato. Così come nel caso delle altezze i pazienti possono provare a disputare cognitivamente i propri pensieri e vivere certe situazioni consapevoli del fatto di essere in virtuale. Completando i compiti, gli utenti imparano che possono affrontare le situazioni e che a poco a poco i risultati si trasferiscono anche al mondo reale.

L’ARTICOLO CONTINUA DOPO IL VIDEO

Psicosi

Guidato dall’Università di Oxford e dall’Oxford Health NHS Foundation Trust, Oxford VR è un collaboratore integrale di gameChange, un progetto da 4 milioni di sterline finanziato dal National Institute of Health Research (NIHR) del Regno Unito. GameChange si compone di tre fasi principali, le quali verranno meglio illustrate nel prossimo articolo.

  • Oxford VR produrrà un trattamento automatizzato in sei sessioni, facile da usare, coinvolgente e adatto alle esigenze dei pazienti;
  • Realizzazione di un ampio studio clinico multicentrico in un trust del NHS in tutto il Regno Unito per dimostrare i benefici del trattamento VR;
  • Pacchetto di implementazione e la roadmap per l’implementazione del trattamento in tutto il NHS.

Si consiglia di tenere monitorato il sito perché il team Oxford VR è in continua implementazione e nel frattempo si suggerisce la visione di questo video sugli effetti della terapia VR per la paura delle altezze.

 

Contatti per informazioni: digitalconference@milano-sfu.it

Digital Perspectives in Psychology 2021: clicca qui per saperne di più

 

 

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