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Instagram, autostima e percezione corporea – Riccione, 2019

Chi trascorre maggior tempo su Instagram potrebbe avere un’ autostima più bassa e una percezione negativa del proprio corpo

ID Articolo: 166921 - Pubblicato il: 11 luglio 2019
Instagram, autostima e percezione corporea – Riccione, 2019
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Chi trascorre maggior tempo su Instagram avrebbe un’ autostima più bassa e una percezione negativa del proprio corpo

 

Instagram è una forma relativamente nuova di comunicazione, nata nell’ottobre del 2010, in cui gli utenti possono condividere facilmente i loro aggiornamenti scattando foto e perfezionandole con dei filtri.

Preemesse

Messaggio pubblicitario DEFAULT SU NETWORK FORMAZIONE Negli ultimi anni, e soprattutto fra le nuove generazioni, si è osservato lo sviluppo di Instagram come social media di elezione per presentarsi al mondo e gestire le proprie relazioni online, usando un canale comunicativo molto semplice (Lee, Lee, Moon & Sung, 2015). Oltre alla creazione della pagina di presentazione personale dell’utente, Instagram consente di condividere foto e video istantaneamente su più piattaforme (Hu, Manikonda & Kambhampati, 2014). Instagram permette, a chi lo utilizza, di aggiungere didascalie e hashtag, utilizzando il simbolo “#” per descrivere immagini e video, di commentare le foto e di esprimere i like (“mi piace”) ed è possibile taggare (contrassegnare) gli altri utenti utilizzando il simbolo “@” .

È utile sottolineare che la rete di Instagram è asimmetrica, ovvero se A segue B, non è necessario che B segua a sua volta A. Il social network permette di decidere se il proprio profilo personale possa essere pubblico o privato; nel primo caso i video e le foto sono visibili a chiunque, mentre nel secondo unicamente ai followers.

Gli utenti Instagram in Italia sono 16 milioni nel 2018, questo numero rappresenta il 27% dell’intera popolazione nazionale (“Digitalic”, 2018). La piattaforma, ha raggiunto 813 milioni di utenti a livello mondiale alla fine di marzo 2018, con un aumento di oltre il 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Instagram ha anche una base di utenti più giovane rispetto ad altre piattaforme social, con l’età media degli utenti tra 27 e 28 (Digital, 2018).

Con la continua crescita della proprietà di smartphone e tablet, il progresso delle nuove tecnologie e il sostanziale miglioramento delle applicazioni, la dipendenza dai social media continuerà a essere una delle principali preoccupazioni (Hawi & Samaha, 2016).

L’identità fisica e psichica si forma attraverso i rapporti interpersonali (Tantleff-Dunn & Lindner, 2011) che, al giorno d’oggi, si sviluppa sempre più spesso attraverso l’utilizzo dei social network. Dalla recente letteratura scientifica è emerso che le persone con bassa autostima tendono ad utilizzare maggiormente i social media (Błachnio et al., 2016; Hawi & Samaha, 2016; Andreassen et al., 2017) e che i feedback ricevuti possono determinare un aumento di autostima (Valkenburg, Peter & Schouten, 2006; Andreassen et al., 2017). Inoltre, è stato rilevato come l’utilizzo di Instagram, nello specifico, sia collegato alle preoccupazioni relative all’immagine corporea e al controllo del peso (Wesseldyk, 2017).

Gli studi riportano come, indipendentemente dalla cultura e dal genere, esista una relazione negativa tra dipendenza da social media e autostima e una relazione negativa mediata tra dipendenza da social media e soddisfazione con la vita. Coloro che utilizzano i social media con l’intenzione di migliorare la propria immagine di sé sono a rischio non solo di abbassare la propria autostima, ma anche la loro soddisfazione per la vita (Hawi & Samaha, 2016).

Autostima

L’ autostima può essere definita come un sentimento globale di apprezzamento verso se stessi o come un senso di adeguatezza, oppure come quell’insieme di sentimenti generalizzati di auto-accettazione e rispetto di sé (Crocker & Major, 1989). Essa rimane abbastanza costante nel tempo ed è relativamente immune al cambiamento (Campbell, 1990). Sono tre gli elementi fondamentali che caratterizzano l’ autostima: il primo aspetto è la presenza negli individui della capacità di auto-osservarsi e quindi di conoscere se stessi; il secondo è quello valutativo che permette di esprimere un giudizio e, il terzo, è l’aspetto affettivo, che permette di valutare gli elementi descrittivi.

Blachnio, Przepiorka & Rudnicka (2016) hanno evidenziato che le persone con bassa autostima tendono ad utilizzare maggiormente i social media per migliorare la propria immagine e autostima. I feedback (like e commenti) ricevuti dagli amici on-line possono infatti far aumentare o diminuire l’ autostima e il benessere psicologico in generale (Valkenburg, Peter & Schouten, 2006). Andreassen et al. (2017) sostengono le medesime ipotesi, suggerendo che le persone usino i social media per ottenere una maggiore autostima e/o per sfuggire ai sentimenti di bassa autostima.

Si può ipotizzare inoltre che individui con una scarsa stima di sé possano preferire comunicare on-line anziché faccia a faccia, e che utilizzino dunque i social media come modalità di socializzazione “sicura” (McKenna& Bargh, 1998).

Percezione corporea

La percezione corporea si crea in base alle relazioni con gli altri e alla valutazione sociale interiorizzata (Tantleff-Dunn & Lindner, 2011). Nella formazione dell’identità fisica e psichica è molto importante il rapporto con l’altro, e al giorno d’oggi tale rapporto viene a crearsi sempre più spesso all’interno dei social network.

In assenza di contatto con il volto e lo sguardo altrui, l‘immagine mentale corporea non ha la possibilità di formarsi integralmente (Ferrari, 2007). Infatti, in Internet il corpo non c’è, l’altro non c’è, ma al tempo stesso ci sono i corrispettivi immaginativi del corpo e dell’altro, loro sostituti figurativi (avatar), loro riproduzioni o ricordi (fotografie), loro rappresentanti simbolici (Bilocati, 2010).

Lo studio

Messaggio pubblicitario NETWORK CLINICA Lo scopo principale della ricerca di Arlanch, Consolini, Nicolussi-Leck e Santoni (2019) è stato individuare come Instagram e la percezione corporea siano legati all’autostima.

I soggetti che hanno risposto allo studio sono stati 344, tra i 18 e i 57 anni. Le risposte sono state raccolte con un questionario online tramite lo strumento Moduli di Google. Oltre ad alcune informazioni su variabili socio-demografiche, sono state formulate ai partecipanti delle domande in merito all’utilizzo del social network Instagram. In aggiunta è stata somministrata una batteria di test, composta da tre questionari: il Sociocultural Attitudes Towards Appearance Questionnaire – 4 (SATAQ-4; Schaefer et al., 2015), il Body Uneasiness Test (BUT; Cuzzolaro, Vetrone, Marano & Batacchi, 1999) parte 1, ed il Rosenberg Self-Esteem Scale (RSES; Rosenberg, 1965).

Dalla ricerca è emerso che la maggior parte dei partecipanti si connette ad Instagram da 5 a 10 volte al giorno, trascorrendo dai 10 ai 30 minuti al giorno on-line; l’83% dei partecipanti utilizza il social network soprattutto per divertimento, il 70% condivide da 0 a 2 foto o stories a settimana e il 41% privilegia immagini di paesaggi.

La maggior parte del campione è soddisfatta del numero di like ricevuti, tuttavia è interessante notare come il 68% ritenga che Instagram non possa influenzare la propria autostima, non presupponendo una connessione tra autostima e numero di like ricevuti.

Inoltre, sono state riscontrate differenze fra maschi e femmine per quanto riguarda la percezione corporea e l’uso di Instagram. Viceversa non è emersa una differenza significativa fra questi due gruppi riguardo la propria autostima. Le donne hanno mostrato di aderire a ideali di appartenenza come magrezza e grasso corporeo maggiormente degli uomini, che invece hanno aderito maggiormente a ideali di appartenenza come muscolosità e atleticità rispetto alle donne.

Inoltre, dai dati è emerso che i partecipanti che hanno una percezione negativa del proprio corpo (con preoccupazione eccessiva per il proprio aspetto fisico, fobia dell’aumento del peso, condotte di evitamento e controlli compulsivi della propria immagine) tendono ad avere un’autostima più bassa. Così anche i partecipanti che hanno sentito maggiormente le  pressioni ideali imposte dalla società (ovvero da parte dei pari, dei media e della famiglia) e hanno interiorizzato ideali di appartenenza riguardanti la magrezza, il grasso corporeo, la muscolosità e l’atleticità.

Nello specifico è emerso che i partecipanti che hanno trascorso maggior tempo al giorno su Instagram e hanno condiviso un maggior numero di foto o stories a settimana, hanno un’ autostima più bassa.

Tra i partecipanti è emersa inoltre una correlazione tra le credenze in merito all’influenza di Instagram e di like ricevuti e l’ autostima: infatti chi ha ritenuto maggiormente che Instagram influenzi la propria autostima tende ad avere un’ autostima più bassa.

La fobia dell’aumento del peso ha avuto la maggiore influenza diretta sull’ autostima, seguita da controlli compulsivi della propria immagine corporea, dalle condotte di evitamento, dalla preoccupazione eccessiva per il proprio aspetto fisico e dalla depersonalizzazione.

Conclusioni dello studio

Osservare e riflettere circa la relazione tra uso di Instagram, percezione corporea e autostima può essere un punto di partenza per comprendere il vissuto di chi utilizza il social network, anche con la speranza di poter prevenire una diminuzione dell’autostima nella popolazione generale, con conseguente miglioramento per la qualità di vita e benessere. Le possibili prospettive future potrebbero essere ulteriori ricerche, che prendano in considerazione l’utilizzo di altri social network attualmente in voga come ad esempio Tik tok, Snapchat o altri. Anche indagare la relazione esistente tra l’utilizzo di Instagram e il proprio senso di autoefficacia potrebbe essere oggetto di ulteriori approfondimenti. In particolare, essere consapevoli che chi passa maggior tempo al giorno su Instagram, tende ad avere un’autostima più bassa, potrebbe essere utile: all’interno di programmi specifici di prevenzione della dipendenza da internet e social network, si potrebbe tentare di aumentare una percezione positiva del proprio corpo tra i partecipanti, aumentare l’autostima e aiutare ad utilizzare il social network Instagram con più consapevolezza.

 

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Bibliografia

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