ADHD: uso problematico della pornografia e ipersessualità

Alcune ricerche hanno evidenziato come l’ADHD presenti una comorbidità con l’ipersessualità e con l'uso problematico della pornografia.

ID Articolo: 167220 - Pubblicato il: 19 luglio 2019
ADHD: uso problematico della pornografia e ipersessualità
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La comorbidità tra ADHD, ipersessualità ed uso problematico della pornografia potrebbe essere spiegata come un tentativo del soggetto di rispondere ad alcune sensazioni di frustrazioni, solitudine, noia.. caratteristiche di questo disturbo.

 

Messaggio pubblicitario Il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività (ADHD) può essere definito come un pattern di problematiche inerenti le macro aree dell’iperattività/impulsività e della mancanza di attenzione che a loro volta causano disagi nello sviluppo e nel funzionamento dell’individuo (DSM 5).

I sintomi relativi all’area dell’iperattività/impulsività includono: parlare eccessivamente, interrompere discorsi tenuti da altri con relativa fatica a rispettare i turni di dialogo, irrequietezza. Mentre, i sintomi relativi all’area della disattenzione includono: facilità a distrarsi, riluttanza nell’impegnarsi in compiti che richiedono particolare concentrazione, la tendenza ad essere smemorati.

ADHD, ipersessualità ed uso problematico della pornografia

Nel corso del tempo, alcune ricerche hanno evidenziato come l’ ADHD presenti un’alta comorbidità con l’ ipersessualità (Reid et al., 2013) ed una moderata comorbidità con l’uso problematico della pornografia (Kraus et al., 2015). Per ipersessualità si fa riferimento alla tendenza ad ingaggiarsi ripetitivamente in attività sessuali al fine di ridurre lo stress ed attenuare le emozioni negative percepite. Per uso problematico della pornografia si fa riferimento all’utilizzo recidivo e sempre più crescente della pornografia al fine di migliorare il tono dell’umore.

A tal proposito, la forte comorbidità fra ipersessualità e ADHD potrebbe essere letta come un tentativo di automedicazione, ove l’individuo tenta di alleviare i sentimenti di frustrazione (solitudine, fallimento dei compiti, difficoltà lavorative e relazionali) derivanti dai deficit attentivi tipici dell’ ADHD (Reid et al, 2013) con la messa in atto di comportamenti di ipersessualità.

D’altra parte, la comorbidità, seppur moderata, fra uso problematico della pornografia ed ADHD sembrerebbe spiegata dalla sensazione di noia percepita dagli individui con ADHD, derivante da problematiche attentive, (Malkovsky et al., 2012; Grubbs et al., 2018) e così attenuata da un utilizzo disfunzionale di materiale pornografico.

Alla luce di questo background teorico, un recente studio ha cercato di spiegare la relazione presente fra ADHD, ipersessualità ed uso problematico della pornografia nei due sessi (maschile e femminile).

Lo studio

Messaggio pubblicitario Lo studio, condotto su larga scala, comprende un campione (N=14.043) di uomini e donne ungheresi fra i 18 e i 76 anni, reclutati online e chiamati a compilare tre questionari self report: ADHD Self report Scale (ASRS), Problematic Pornography Consumption Scale e l’Hypersexual Behavior Inventory. Rispettivamente i tre self report indagano i sintomi relativi a: presenza di ADHD, uso problematico della pornografia e messa in atto di comportamenti legati all’ ipersessualità. Inoltre, al campione è stato somministrato un breve questionario sociodemografico (sesso, età, stato civile…) per una maggiore accuratezza dei risultati.

Dalle analisi statistiche è emerso che, indipendentemente dal sesso dell’individuo, ad elevati punteggi di sintomi ADHD corrispondono maggiori punteggi di comportamenti legati all’ ipersessualità. Contemporaneamente, è stata trovata un’associazione positiva tra sintomi ADHD ed uso problematico della pornografia con maggiore prevalenza negli uomini rispetto alle donne.

Dunque, questi risultati suggeriscono che la gravità dei sintomi da ADHD gioca un ruolo importante nel determinare sia la gravità dei comportamenti associati all’ ipersessualità che la gravità dei comportamenti associati all’uso problematico della pornografia negli uomini. Al contrario, fra le donne, sembrerebbe che la gravità dei sintomi da ADHD determini per lo più comportamenti legati all’ipersessualità piuttosto che comportamenti legati all’uso problematico della pornografia.

Le implicazioni cliniche derivanti da questi risultati sono degne di nota in quanto nella valutazione di soggetti con ADHD appare necessario indagare sia l’ ipersessualità che l’uso problematico della pornografia, dal momento che questi comportamenti problematici, sebbene non siano riconducibili ad una maggiore gravità del disturbo in sé, potrebbero esacerbare alcuni sintomi già presenti nell’ ADHD. Allo stesso modo, di fronte a pazienti che riportano problematiche inerenti l’ ipersessualità e l’uso problematico della pornografia sarebbe opportuno valutare la presenza di ADHD come problema alla base di questi comportamenti disfunzionali.

In conclusione, è doveroso chiarire che in nessun caso si può parlare di causalità diretta fra ADHD e ipersessualità/uso problematico della pornografia e viceversa, ricerche future e studi di natura longitudinale sarebbero maggiormente indicati nel valutare possibili relazioni di causalità diretta fra i disturbi indagati.

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