Shinrin Yoku (2018): arriva dal Giappone la nuova tecnica per ritrovare il benessere all’insegna della natura – Recensione del libro

Nel libro Shinrin Yoku vengono suggeriti alcuni esercizi per meditare all’insegna della natura e coltivare il proprio benessere nella consapevolezza di sé.

ID Articolo: 164583 - Pubblicato il: 08 maggio 2019
Shinrin Yoku (2018): arriva dal Giappone la nuova tecnica per ritrovare il benessere all’insegna della natura – Recensione del libro
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Arriva dal Giappone una tecnica per ritrovare il benessere e la salute, si chiama Shinrin Yoku o “bagno nella foresta” e letteralmente significa: immergersi e rilassarsi all’interno di boschi, foreste, spazi o aree di verde. L’ente forestale giapponese ha introdotto questo concetto fin dagli anni ’80 per invogliare gli abitanti di grandi città come Tokyo, Osaka e Kyoto a trovare un contatto con la natura e a staccare la spina dai ritmi incalzanti della città.

 

Messaggio pubblicitario Tutti noi ogni giorno corriamo e ci affanniamo per spostarci dalla nostra abitazione verso l’ufficio o il luogo di lavoro, la palestra, il bar e la maggior parte del tempo che trascorriamo della nostra giornata avviene in spazi chiusi e sempre più a contatto con strumenti tecnologici; lo schermo di un computer, il telefono o altri dispositivi. Anche quando pratichiamo sport, siamo soliti farlo con il telefonino in mano, così come al cinema o a cena di amici, facciamo molta fatica a staccarci dall’enorme quantità di stimoli che riceviamo continuamente. Il contatto con la natura sembra quindi essersi perso e quando ci rendiamo conto di aver bisogno di calma e tranquillità, spesso è perché abbiamo raggiunto un livello molto alto di stress.

Lo scrittore americano Richard Louv nel suo libro L’ultimo bambino nei boschi, dopo aver condotto diverse ricerche che coinvolgevano genitori e bambini americani, definisce la sindrome di questa era con il termine “nature deficit disorder” ( disturbo da deficit di natura) esponendo il fatto che allontanarsi dalla natura può portare i bambini di oggi, che lui stesso definisce come le “generazioni da iPad”, ad essere maggiormente esposti ai disturbi legati allo stress e ai deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

Che il distacco con la natura possa avere dei correlati con i problemi di attenzione e con quelli legati allo stress rimane ancora da provare, ma ciò che si riscontra per certo dalle ultime ricerche, è che il contatto con la natura può promuovere il benessere psicofisico degli individui.

Shinrin Yoku: un libro per riscoprire i benefici del contatto con la natura

Annette Lavrijsen, autrice del libro Shinrin Yoku (ed. Giunti), ci accompagna in un’avvincente itinerario alla scoperta del magico mondo di boschi e foreste, e ci suggerisce anche tanti interessanti esercizi da mettere in pratica per scoprire i benefici dello stare a contatto con la natura. Lo Shinrin Yoku o “bagno nella foresta” è quindi un “bagno dei sensi”. Entrando in contatto con la natura, possiamo accedere a quella quiete che ci permette di godere di una maggiore consapevolezza dei nostri sensi e quindi ci induce naturalmente ad uno stato di consapevolezza (Mindfulness) che a sua volta permette di cogliere tutto ciò che proviene dalla natura e dall’ambiente.

Già il filosofo greco Aristotele (384- 322 a.C.) aveva codificato i nostri sensi in vista, udito, gusto, tatto e olfatto. Se pensiamo alla vista, quello che oggi sappiamo dagli studi sull’ergonomia, è che alcune immagini rassicurano il nostro sistema cognitivo ed è per questo motivo che gli ospedali sono arredati con colori tenui come l’azzurro, che rilassa e rassicura la nostra percezione visiva. Allo stesso modo, osservare degli alberi e superfici verdi intorno a noi, promuove un senso di benessere e pace. Oltre alla vista, anche l’olfatto trae beneficio dalla natura. In un bosco gli odori della terra si diffondono e diventano più intensi quando l’acqua entra in contatto con il terreno e con le foglie. Questo stimola il nostro sistema limbico, che lo elabora e lo registra nel cervello. Il sistema olfattivo è collegato alla parte emotiva del cervello quindi quando un odore arriva al naso, viene indirizzato dal bulbo olfattivo a questo sistema e grazie all’amigdala, riesce a combinare una varietà di informazioni sensoriali mettendole in collegamento con le emozioni. Ma anche i suoni calmano e addolciscono e nel fare l’esperienza del bagno di foresta è coinvolto anche il nostro udito. Ascoltare il cinguettio degli uccelli, il rumore di una cascata o di un fiume che scorre, i versi di alcuni animali, il fruscio del vento e delle foglie, sono in grado di rilassarci. Il tatto, con il suo potere “regressivo” ci riporta al livello delle nostre prime esperienze sensoriali. Il bambino infatti acquisisce la conoscenza degli oggetti toccandoli e portandoli successivamente alla bocca. All’interno di un bosco possiamo provare diverse esperienze tattili.

Messaggio pubblicitario Camminare a piedi nudi sulla spiaggia è qualcosa che tutti noi conosciamo e apprezziamo. Quindi perché non farlo anche in mezzo al verde? In un parco all’aria aperta, camminando e attraversando i sassi in un torrente di montagna, o in un terreno erboso, sono esperienze sensoriali di tatto che varrebbe il piacere di provare. Ma anche toccare gli alberi, abbracciarli, costruire degli oggetti che ci permettano di muoverci all’interno del bosco come ad esempio un bastoncino per scacciare via le vipere da terra, sono tutti esempi di quante innumerevoli azioni tattili possiamo fare nella natura. Ed infine attraverso il gusto possiamo provare il piacere di assaporare le bacche di un albero o semplicemente assaggiare la pioggia che cade stando con la bocca aperta in ascolto verso la natura; sono tutte esperienze di sensi che ci riportano in connessione con lo stato naturale delle cose e maggiormente in contatto con la nostra natura più profonda.

Nel libro Shinrin Yoku vengono suggeriti alcuni esercizi per meditare all’insegna degli elementi che compongono il nostro organismo. Ad esempio con l’acqua, fonte vitale per il nostro organismo di cui la sua composizione ne è in grande parte costituita. L’autrice ci invita a scegliere un posto tranquillo vicino ad un fiume e ad osservare la corrente. Questo tipo di attività ci riporta a contatto con l’ambiente e allo stesso tempo ci aiuta a prendere consapevolezza del momento presente. Osservando l’acqua che scorre, possiamo permetterci di lasciare andare e nostri pensieri, le tensioni e l’ansia al ritmo della corrente. Non mancano inoltre all’interno del testo i riferimenti ai diversi studi e alle ricerche che hanno dimostrato l’efficacia e i benefici di questa attività sulla salute. Ad esempio la ricerca di Ulrich su persone che hanno subito una Colecistectomia riporta che i pazienti sistemati in una stanza dove la finestra era affacciata su un bosco (e permetteva quindi la vista di un paesaggio), mostravano di guarire più in fretta, di avere un atteggiamento più positivo e di necessitare minore farmaci rispetto a quelli la cui finestra era affacciata su un vicolo cieco.

Lo spazio sul fronte della ricerca è ancora aperto a nuove scoperte, Shinrin Yoku è un testo che tuttavia ci suggerisce come nel frattempo può essere entusiasmante per tutti provare ad abbandonare lo stress quotidiano per ritrovare il benessere e la quiete che può offrirci un bosco con i suoi colori, i profumi e i frutti da raccogliere, in un’esperienza che coinvolge tutti i nostri sensi. Non rimane quindi che decidere di dedicare un po’ di tempo alla scoperta di ciò che i boschi e tutte le aree di verde possono regalarci immergendoci in un meraviglioso e avvolgente “bagno nella foresta”.

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Bibliografia

  • Lavrijsen, A. (2018). Shinrin yoku. Immergersi nel verde. Il segreto giapponese per ritrovare il benessere. Giunti Editore
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